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Caso di Studio: Come un’azienda ha ordinato un lotto di orologi da polso tossici

Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto con i clienti del settore dell’orologeria. E’ stato un mercato in grande espansione sia in Europa che negli Stati Uniti dopo il grande successo riscosso dal marchio Daniel Wellington.

In qualità di consulenti, il nostro obiettivo principale era la conformità del prodotto. Nel settore dell’orologeria ciò significa che, per conto dei nostri clienti, avevamo esaminato le normative vigenti, avevamo raccolto i campioni ed avevamo gestito i test di laboratorio.

L’amministratore delegato di uno dei nostri clienti di orologi era appena tornato da Basel World, la più grande fiera al mondo di orologi di tutti i tipi.

I nostri clienti stavano trattando un grosso affare con un importante rivenditore europeo e dovevano ricevere i documenti con l’ordine. Ovvero, avevano bisogno di ricevere i documenti comprovanti la conformità dei loro prodotti con:

A. Normativa REACH
B. Direttiva RoHS
C. Direttiva EMC

(Queste sono normative e direttive comunitarie, ma ve ne sono di simili anche negli Stati Uniti)

Volevano che fossimo noi a gestire i test di laboratorio per loro conto. Nello stesso fine settimana ero andato ad Hong Kong, pertanto avevamo deciso che sarei dovuto andare a Shenzhen (oltre il confine) per prelevare alcuni campioni del lotto.

Per farla breve, abbiamo consegnato i campioni alla SGS (una delle principali società preposte allo svolgimento dei test) e, un paio di settimane più tardi (dopo aver pagato 1.000 USD per i test), abbiamo ricevuto il risultato sia per la cassa dell’orologio che per il cinturino in pelle.

Nessuno dei due aveva superato i test.

La cassa dell’orologio conteneva una quantità eccessiva di piombo, pertanto non era conforme alla normativa REACH.

Il cinturino in pelle conteneva una sostanza chimica plastificante chiamata DEHP. Da quando in qua un cinturino in pelle contiene anche sostanze plastificanti?

Il risultato? Il cliente non ha mai fatto affari con quel rivenditore.

Tutto ciò si sarebbe potuto evitare, se avessero scelto il fornitore giusto dal primo giorno.

Si è scoperto che questo fornitore aveva pochissimi clienti europei ed americani, pertanto non aveva praticamente nessuna esperienza nella produzione di orologi conformi alle normative vigenti in questi mercati.

Si trattava di un fornitore orientato principalmente al mercato cinese.

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