Come Importare Beni dalla Cina per rivenderli online: Aspetti Fiscali, Iva e Dazi Doganali

aspetti fiscali importazione

Oggi pubblichiamo un articolo scritto da Luca Taglialatela, fondatore di Fisco sul Web, un sito web che si propone di guidare a livello fiscale tutti coloro che hanno – o stanno pensando di aprire, – un’attività commerciale online.

In particolare, abbiamo chiesto a Luca di illustrarci gli aspetti fiscali principali che bisogna conoscere per importare beni dalla Cina allo scopo di rivenderli online. Continua a leggere per sapere:

  • Cosa si intende per “importazione” dal punto di vista fiscale
  • Come si calcolano l’IVA e i diritti doganali per le merci importate
  • Quali elementi vanno inclusi (e quali invece esclusi) nel valore in dogana
  • Un esempio pratico di calcolo di IVA e diritti doganali
  • Quali sono gli adempimenti amministrativi e quando è necessaria una partita IVA per vendere online (documento pdf scaricabile gratuitamente a cura di Fisco sul Web)

Intro

Tutto quanto viene descritto nell’articolo che segue si rende applicabile nei confronti dei soggetti cosiddetti “passivi”, ovvero quei soggetti che sono titolari di un regolare numero di partita IVA e che svolgono un’attività commerciale (i.e. ditte individuali, società semplici, di persone e di capitale).

Ciò in quanto, per svolgere un’attività di compravendita in maniera abituale – con costanza e professionalità – è necessario ufficializzarsi agli occhi del fisco.

Una Piccola Premessa: importazioni, esportazioni e compravendite intra-comunitarie

Dall’ormai lontano 1993 sono state abolite le dogane interne tra gli stati membri della Comunità Europea ed è stata introdotta una nuova disciplina fiscale applicabile, ai fini IVA, agli scambi intracomunitari di beni.

In particolare, sono stati modificati i concetti di esportazione e di importazione, i quali sono stati limitati ai soli scambi commerciali con Paesi non appartenenti al territorio della Comunità Europea, quale ad esempio la Cina.

A seguito della soppressione dei controlli fiscali alle frontiere interne alla Comunità è stato inoltre inaugurato il “sistema INTRASTAT“, finalizzato alla rilevazione dei movimenti delle merci in ambito esclusivamente comunitario; mentre per quanto riguarda i controlli fiscali alle frontiere esterne alla Comunità è necessario esperire ancora i controlli agli uffici doganali di competenza.

Che cosa si intende per importazione dal punto di vista fiscale

Ora, arrivando al tema che a noi interessa da vicino, quello cioè delle importazioni, è importante sapere che il nostro legislatore fiscale, ai fini IVA, ha introdotto un principio di tassazione cosiddetto “a destino”.

Ciò significa che, ai sensi dell’art. 1 del Decreto IVA (DPR 633/72) l’Imposta sul valore aggiunto si applica “sulle importazioni da chiunque effettuate”, ossia sull’introduzione, nel territorio dello Stato italiano, di beni:

  • provenienti da Paesi o territori non compresi nel territorio della Comunità europea (i.e.: Cina);
  • che non siano già immessi in libera pratica in un altro Paese membro della Comunità europea, nel qual caso la loro introduzione dà luogo ad un acquisto intracomunitario;

In particolare, costituiscono IMPORTAZIONI sotto il profilo Iva le seguenti operazioni puntualmente elencate all’art. 67 del D.P.R. n. 633/1972:

  • Importazione definitiva
  • Immissione in consumo di beni provenienti dal Monte Athos, Canarie e Dipartimenti francesi oltremare
  • Reintroduzione di beni precedentemente esportati fuori della Comunità

Sono invece escluse dall’ambito di applicazione dell’IVA, ai sensi dell’art. 68 del D.P.R. 633/1972, le seguenti operazioni:

  • Esportazioni abituali
  • Importazioni di campioni gratuiti di modico valore contrassegnati
  • Importazione definitiva di beni la cui cessione è esente
  • Reintroduzione di beni in franchigia
  • Importazioni di beni ad enti pubblici od associazioni con finalità sociali
  • Importazioni dei beni indicati nel comma 3, lett. l), dell’art. 2 del Decreto Iva
  • Importazioni di gas

Se t’interessa saperne di più o far luce su come si importano i beni da Paese extra UE e quali sono i regimi doganali per farlo puoi visitare questa pagina.

Noi ci soffermeremo invece sul caso più comune: quello dell’importazione definitiva, ossia il caso in cui il bene acquistato da un Paese extra UE, ad esempio la Cina, sia immesso al consumo definitivo per essere venduto nel territorio dell’Unione Europea.

Il regime dell’importazione definitiva: Cosa accade in dogana

Ipotizziamo che un’impresa o un professionista (entrambi dotati di regolare numero di partita IVA) acquistino della merce da un fornitore che risiede in un Paese al di fuori dell’Unione Europea. Siamo di fronte ad un’importazione che è soggetta ad IVA ai sensi del citato art. 1 DPR n. 633/72 (Decreto IVA).

In questo caso, l’IVA viene pagata dal soggetto importatore in dogana all’atto del cosiddetto sdoganamento. L’operazione deve essere comprovata da un documento – la cosiddetta bolla doganale – sul quale risultano l’ammontare dei dazi doganali e l’ammontare dell’IVA, entrambi da versare in Dogana.

Collegati al sito dell’Agenzia della Dogane per scoprire cosa accade in dogana.

Come si calcola il dazio doganale dovuto sui beni importati

Il dazio doganale deve essere calcolato applicando una percentuale (prevista per legge) sul cosiddetto “valore in dogana”, valore la cui composizione sarà analizzata in dettaglio nel seguito del presente articolo.

Per il momento, basti sapere che il dazio doganale varia a seconda del tipo di bene importato ed è calcolato in base al valore del prodotto acquistato la cui descrizione è contenuta nella dichiarazione del venditore (tale dichiarazione solitamente corrisponde alla fattura inviata con il prodotto).

In particolare, nelle spedizioni che hanno come destinazione la Comunità Europea il dazio corrisponde alla Tariffa Integrata Comunitaria (TARIC) la quale viene calcolata in percentuale secondo le tabelle merceologiche introdotte dal Reg. (CEE) n. 2658/87 alla prima dogana di ingresso nell’Unione.

L’importo del dazio (TARIC) è consultabile sul sito dell’Agenzia delle Dogane.

Come si calcola l’IVA dovuta sui beni importati: Il cosiddetto valore imponibile delle operazioni di importazione

Ai sensi dell’articolo 69 del D.P.R. n. 633/1972: «l’imposta (l’IVA ndr) è commisurata, con le aliquote indicate nell’art. 16 (del medesimo Decreto ndr), al valore dei beni importati determinato ai sensi delle disposizioni in materia doganale, aumentato dell’ammontare dei diritti doganali dovuti, ad eccezione dell’IVA, nonché dell’ammontare delle spese di inoltro fino al luogo di destinazione all’interno del territorio della Comunità che figura sul documento di trasporto sotto la cui scorta i beni sono introdotti nel territorio medesimo».

La base imponibile IVA, a ben vedere, è pari dunque al valore dei beni importati, determinato ai sensi delle disposizioni in materia doganale (c.d. “valore di transazione” o “valore in dogana”), aumentato dell’ammontare (art. 69, co. 1 del DPR 633/72):

  • dei diritti doganali dovuti;
  • delle spese di inoltro fino al luogo di destinazione all’interno della Comunità europea, quale risulta dal documento di trasporto emesso a corredo dei beni così introdotti

Quali elementi vanno inclusi nel valore in dogana

Per entrare ancor più nello specifico per ciò che riguarda la determinazione del valore in Dogana, sappi che al prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate, occorre addizionare una serie di elementi quali:

  • commissioni e spese di mediazione, escluse le commissioni di acquisto;
  • costo dei contenitori considerati, ai fini doganali, come formanti un tutto unico con la merce;
  • costo dell’imballaggio, comprendente sia la manodopera sia i materiali

Quali elementi vanno esclusi dal valore in dogana

A contraris, il valore doganale non tiene invece conto di una serie di elementi, di seguito elencati, purché questi ultimi siano distinti dal prezzo pagato o da pagare:

  • spese di trasporto delle merci dopo il loro arrivo nel luogo di introduzione nel territorio doganale della Comunità europea;
  • spese relative a lavori di costruzione, d’installazione, di montaggio, di manutenzione o di assistenza tecnica iniziati dopo l’importazione, aventi ad oggetto le merci importate (es. impianti, macchinari o materiale industriale);
  • spese relative al diritto di riproduzione nella Comunità europea delle merci importate;
  • commissioni di acquisto;
  • dazi all’importazione e altre imposizioni da pagare nella Comunità europea a motivo dell’importazione o della vendita delle merci;
  • interessi conseguenti ad un accordo di finanziamento concluso dal compratore e relativo all’acquisto di merci importate, purché l’accordo di finanziamento sia stato fatto per iscritto e, su richiesta, il compratore sia in grado di dimostrare che:

    – le merci sono realmente vendute al prezzo dichiarato come prezzo effettivamente pagato o da pagare;

    – il tasso dell’interesse richiesto non sia superiore al livello al momento comunemente praticato per transazioni del genere nel Paese dove è stato garantito il finanziamento.

Le Limitazioni alla determinazione del valore doganale come valore della transazione ed il metodo del valore normale

Il valore in dogana delle merci, come sopra definito, non può essere determinato in base al prezzo effettivamente pagato o da pagare, qualora:

  • esistano restrizioni per la cessione o per l’utilizzazione delle merci da parte dell’acquirente, oltre a quelle che sono imposte o richieste dalla legge o dalle autorità pubbliche della Comunità europea;
  • la vendita o il prezzo non sia subordinato a condizioni o prestazioni il cui valore non possa essere determinato in relazione alle merci da valutare;
  • nessuna parte del prodotto di qualsiasi rivendita, cessione o utilizzazione successiva delle merci da parte dell’acquirente ritorni, direttamente o indirettamente, al venditore, a meno che non possa essere operata un’adeguata rettifica;
  • l’acquirente e il venditore non siano tra loro legati o, se lo sono, il valore di transazione sia accettabile ai fini doganali

Qualora il valore in dogana delle merci non possa essere determinato in base al valore della transazione occorre fare riferimento al c.d. “valore normale”, ossia al:

  • valore di transazione di merci identiche;
  • valore di transazione di merci similari;
  • valore fondato sul prezzo unitario corrispondente alle vendite nella Comunità europea delle merci importate o di merci identiche o similari effettuate a persone non legate ai venditori (c.d. “metodo deduttivo”);
  • valore calcolato, uguale alla somma:

    -del costo o del valore delle materie e delle operazioni di fabbricazione o altre, utilizzate per produrre le merci importate;

    -di un ammontare rappresentante gli utili e le spese generali, uguale a quello che comportano generalmente le vendite di merci della stessa qualità o della stessa specie delle merci da valutare, fatte da produttori del Paese di esportazione per l’esportazione a destinazione della Comunità europea;

    -del costo o del valore delle:

        – spese di trasporto e di assicurazione delle merci importate fino al luogo d’introduzione delle merci nel territorio doganale della Comunità europea;
        – spese di carico e movimentazione connesse con il trasporto delle merci importate fino al luogo d’introduzione delle merci nel territorio doganale della Comunità europea.

Come si calcolano l’Iva e i diritti doganali dovuti in Italia sui beni importati: un Esempio Pratico

Di seguito un rapido esempio per ricapitolare.

Abbiamo detto che, ai fini del calcolo dell’IVA, il valore in dogana è definito dall’art. 69 del DPR 633/72 e corrisponde:

  • al valore dei beni importati;
  • all’ammontare dei diritti doganali dovuti (ad eccezione dell’IVA stessa);
  • all’ammontare delle spese di inoltro fino al luogo di destinazione all’interno del territorio della Comunità che figura sulla bolletta doganale

Poniamo il caso di un operatore italiano che acquisti beni da un fornitore cinese, ad un prezzo di € 10.000,00 con resa Ex Works.

A titolo di esempio poniamo il caso che:

  • la merce sia soggetta ad un dazio del 10%
  • le spese di trasporto, assicurazione ecc., dalla Cina fino al confine italiano ammontano a € 800,00
  • le spese di trasporto dal confine italiano a Roma (ipotizzando che nel nostro caso Roma sia il luogo di destinazione finale della merce acquistata) ammontano ad ulteriori € 400,00

La liquidazione dei diritti nella bolla doganale di importazione viene effettuata come segue:

Dazio

– Fattura merce Ex Works: € 10.000,00.
– Spese trasporto, assic. tratta fuori UE: € 800,00.
– Imponibile dazio: € 10.800,00.
– Dazio 10%: € 1.080,00.

IVA

– Fattura merce Ex Works: € 10.000,00.
– Spese trasporto: € 1.200,00 (nota che per calcolare il valore dell’IVA è necessario prendere in considerazione anche il costo del trasporto sino al luogo di destinazione finale della merce).
– Dazio: € 1.080,00.
– Imponibile IVA: € 12.280,00.
– IVA 22%: € 2.701,60.

L’acquirente nazionale riceve dalla dogana la bolla doganale con la liquidazione dei diritti secondo le modalità sopra illustrate e provvede a registrarla a norma di legge.

Come vendere online i prodotti acquistati dalla Cina

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Non resta che augurarti una Buona Lettura!

Luca Taglialatela

32 Risposte to “Come Importare Beni dalla Cina per rivenderli online: Aspetti Fiscali, Iva e Dazi Doganali”

  1. Giovanni 30/04/2015 at 14:37 #

    Salve,

    volevo importare delle telecamere per videosorveglianza dalla cina.
    Volevo sapere come comportarsi con i resi, le faccio un esempio:
    importo 100 TLC, pago IVA/dazio/etc…
    dopo 2 mesi si guastano 20 TLC,
    (se economicamente conveniente le reinvio in cina)
    il venditore mi rimanda altre 20 TLC in sostituzione delle malfunzionanti,
    su queste 20 TLC ridevo pagare di nuovo IVA/dazio etc… ?

    Grazie

    • Ivan Malloci 01/05/2015 at 10:32 #

      Ciao Giovanni,

      anche se dal punto di vista teorico la tua domanda è legittima, dal punto di vista pratico è estremamente difficile inviare nuovamente i prodotti difettosi in Cina perché 1.) E’ caro 2.) Le normative per importare in Europa sono differenti da quelle per importare in Cina 3.) La maggior parte dei fornitori non accetta resi.

      Se vuoi comunque procedere con una strategia del genere, l’accordo di vendita dovrà contenere una clausola sui resi. Ma nessuno ti garantisce realmente che il fornitore la rispetterà. Ai nostri clienti consigliamo sempre di agire prima che sia troppo tardi (ovvero prima che le merci lascino la Cina). Nel tuo caso, la strategia migliore è probabilmente quella di far eseguire un’ispezione qualità prima che le merci lascino la Cina.

      Sulla tua ultima domanda: sì, i dazi si applicano a tutte le merci che entrano in Europa.

  2. Giancarlo 04/07/2015 at 08:25 #

    Buongiorno! Mi servirebbe una informazione! dovrei importare dalla cina 6 telecamere per una cifra totale di 346$ + 60 $ di spedizione.

    Pensi che dovrò pagare dazi e iva all’arrivo in italia? se si, si potrebbe gia capire quanto?? Grazie!!!

    • Ivan Malloci 06/07/2015 at 11:28 #

      Sì, i dazi dipendono dal prodotto (per l’elettronica di solito tra lo 0 e il 5%). L’IVA è del 22%, come in italia

      • Giancarlo 06/07/2015 at 11:47 #

        Ma e proprio sicuro che c’è da pagare il dazio anche per piccole forniture?

  3. Cesare 13/08/2015 at 10:12 #

    Buongiorno!Mi servirebbe una informazione! dovrei importare dalla cina 100 cover per smartphone per una cifra totale di 200$ dovrò pagare dazi e iva all’arrivo in italia?

    • Ivan Malloci 20/08/2015 at 12:19 #

  4. luca 03/09/2015 at 18:32 #

    ciao ,
    vorrei distribuire in italia dei monopattini elettrici e sono già in contatto con la fabbrica in cina. Per iniziare l’attività mi serve un licenza e se si quale? La fabbrica fornisce 1 anno di assistenza per i pezzi difettosi, io all’utente finale devo dare garanzia obbligatoriamente per 2 anni? come posso gestire questa cosa? che tipo di partita IVA devo aprire? (vorrei vendere al dettaglio su un sito web da sviluppare e vendita diretta su ordinazione durante degli eventi dimostrativi) da che parte posso cominciare?

  5. Christian 24/10/2015 at 11:29 #

    Salve!
    Ho preso della merce in cina per un valore di 230 euro(spese di spedizione gratuite).Stamattina mi chiama la fedex dicendomi che tra dazi e iva dovro’ pagare in totale 110 euro circa.
    I conti non mi tornano…l’iva sulla merce e’ di circa 50 euro che aggiungendo i dazi si arriva a 65.Gli altri 45 euro da dove escono fuori?
    Nell’articolo si parla del fatto che il corriere puo farti pagare il trasporto dal confine al luogo di destinazione.Puo’ essere quello?
    Per telefono mi e’ stato detto “anche se la spedizione e’ gratuita,deve comunque pagare l’iva anche su quella”…seguendo questo ragionamento sto pagando l’iva su una cosa che io non ho acquistato.O mi e’ stata detta una grande cavolata,o c’e’ realmente qualcosa che non va.
    grazie in anticipo!

    • Ivan Malloci 28/10/2015 at 10:29 #

      Hanno ragione loro. Dazi e IVA si pagano sul totale CIF, che include il costo del trasporto (chiunque lo paghi).

  6. Dario 06/11/2015 at 23:35 #

    Ho ordinato un pacco contenente 30 mazzi di carte Hong Kong, spedizione +merce sono circa 300€, ma ho dovuto pagare alla consegna 100€ di dazio…ci può stare? Vale anche per me il discorso della domanda precedente?

    • Ivan Malloci 17/11/2015 at 10:33 #

      Considerato che il 22% è di IVA, non dazio, penso sia possibile

  7. carlo 11/01/2016 at 20:31 #

    io ho una domanda, se compro delle cose dalla cina per un valore di 500$ e il pacco mi arriva a negozio senza nessun fermo della dogana, come mi comporto per poter rivendere la merce in negozio fisico fronte strada?? devo recarmi in dogana con la fattura mandata dal venditore e pagare cio’ che mi chiedera’ la dogana? dopo posso rivendere tranquillamente la merce con scontrino o con fattura?

    • carlo 11/01/2016 at 20:32 #

      aggiungo: se vado in dogana per “autodenunciarmi” devo portare anche la merce in visione? oppure basta solo consegnare la fattura del venditore allegata al pacco e una prova di pagamento effettuate dell’ordine?

      • Ivan Malloci 18/01/2016 at 09:17 #

        Di solito dazi e IVA si pagano in posta, se la merce arriva direttamente lì (e non via container)

        • Piero 23/03/2016 at 11:52 #

          Buongiorno, anch’io ho lo stesso dubbio dell’utente Carlo.
          Faccio un esempio: importo 100 pezzi di un prodotto pagandoli 10 dollari l’uno, quindi pago un totale di 1000 dollari inclusa spedizione con Dhl. Quando la merce arriva in Italia, Dhl o la dogana guardano la fattura del venditore cinese, e questa è di 200 dollari, nonostante io abbia chiesto che indicasse il valore di 1000 dollari. Allora decidono di farmi pagare dazi ed iva su un valore presunto di 7 dollari al pezzo, quindi su 700 dollari. Cosa devo fare per essere in regola dato che ho pagato meno dazi ed iva di quanto dovevo? Grazie molte in anticipo.

  8. carlo 18/01/2016 at 11:07 #

    la merce e’ stata consegnata via corriere , e non ho pagato nulla a livello dogana. semplicemente mi e’ stato consegnato, ora ho la merce ferma e non so se posso rivendere regolarmente fatturando o scontrinando. non avendo una regolare fattura di carico merce, come posso conmportarmi? andare in dogana, con la fattura la venditore cinese da $500 e regolarizarmi?

  9. Carmen 20/02/2016 at 11:11 #

    Buongiorno, le chiedo per importare materiale dalla Cina tramite alibaba, e il materiale in questione è’ per uso cosmetico nello specifico applicazione ciglia, oltre a tutto ciò che lei ha riportato c’è qualcosa da fare riguardo usl?
    La vendita oltre che essere via web può anche essere diretta al consumatore?
    Grazie infinte.

    • Ivan Malloci 06/04/2016 at 08:34 #

      Sì, la vendita può essere anche diretta però occhio alle normative da rispettare

  10. Ted 08/05/2016 at 18:29 #

    Buongiorno
    Prima di procedere alle mie importazioni dalla cina il venditore mi vuole inviare un campione per testare il prodotto ma la spedizione è molto costosa (22$)
    Come possi spendere meno?

    • Ivan Malloci 19/05/2016 at 13:41 #

      22 USD non mi sembra affatto costosa!

  11. Gianpiero 14/05/2016 at 13:06 #

    Buongiorno Ivan,
    Sto facendo la mia prima importazione di merce da Shanghai per 200€ , di cui 80€ sono di spedizione . Sono 2 colli.
    Mi sta arrivando via nave , intanto mi hanno gia’ inviato i documenti .
    La fattura ( commmercial invoice) dove c’e solo la merce indicata € 120 , e poi ci sono anche i documenti di viaggio dove e’ indicato che e’ stato gia’ pagato il trasporto(freight prepaid) ma non c’e’ nessuna cifra.
    Come fanno a calcolare il dazio e l’iva sul trasporto se non e’ indicato da nessuna parte????

    La merce arriva Genova (port of discarge) ma deve essere consegnata a Ravenna ( place of delivery) ( final destination for the merchants referenze only).
    Credo di aver capito che l’ultimo tratto di spedizione e’ a mio carico.
    Ma devo contattare io qualcuno in dogana a Ravenna per ritirare la merce , oppure consegnano loro la merce tramite un corriere e mi portano anche la bolla doganale con dazio e iva da pagare????
    Spero di essere stato chiaro. Grazie!!!

    • Ivan Malloci 19/05/2016 at 13:51 #

      Buongiorno, queste sono domande da fare allo spedizioniere!

  12. THE PUNISHER 18/05/2016 at 21:03 #

    Salve
    io importo regolarmente dalla china…vi chiarisco un pò le idee….solitamente la dogana per la plastica (tipo le cover per smartphone) è del 5/6.5%..le spese di trasporto solitamente incidono del 20/30% del valore del/dei prodotti (se spediti via aerea con dhl/ups o simili)..vantaggi del via aerea…arrivo in 2-3gg lavorativi….arrivo con nave in minimo 30/45gg ma costi molto contenuti.Unica cosa che dovete stare attenti è sulle importazioni di materiali elettrici…vedi telecamere …ci devono essere le certificazioni….un discorso è comprarne 5-10 e farcisi 100 euro d i guadagno per pagarsi la benzina…nessun vi romperà le palle…un conto e comprarne 100/1000 e rivenderli…senza certificazioni siete fuori legge :-)e rischiate.Dovete avere certificazioni anche per i giocattoli…prodotti nail…batterie (tipo smartphone o altro) è un casino …meglio lasciar perder…senza contare che la maggior parte dei prodotti è contraffatto.Per cui ATTENZIONE ad importare dalla china, ci sono tantissime regole da rispettare prima di fare un importazione.Senza contare che se non avete partita iva e volete rivendere è meglio che lasciate perdere perchè oltretutto questa è evasione fiscale,che oltre ad una certa soglia(30.000/50.000 euro) è anche penale…….. per cui … PENSATE BENE prima di importare…saluti

    • Raffaele 31/07/2016 at 08:28 #

      Ciao volevo importare 50 caricabatterie da regalare mi hanno chiesto 5$ al pcs più 100$ per la spedizione. Il prezzo mi sembra buono ma a cosa devo stare attento per non rischiare? Cosa pagherei in più alla dogana? Grazie

      • Ivan Malloci 04/08/2016 at 09:12 #

        Dovete verificare che siano conformi alle normative europee.

  13. Ruslan 16/09/2016 at 11:55 #

    Salve, noi come azienda dobbiamo acquistare del materiale dalla Cina (nastro adesivo, lame e ecc..) Col fornitore per il trasporto abbiamo trovato l’accordo FOB, e finora le cose procedono corretamente! Chiamando pero in dogana ci hanno detto che dovremmo registrarsi ad un albo di importatori e ci hanno anche detto che se il carico rimane li fermo per 1/2 settimane per sdoganamento dovremmo pagare il fermo carico! Chiedevo se è effetivamente cosi?? Grazie in anticipo! Rus

    • Ivan Malloci 21/09/2016 at 08:17 #

      Vi consiglio di contattare uno spedizioniere italiano. Per “albo degli importatori” è possibile che intendano il Codice EORI, anche se è difficile valutare da un commento.

      Sì, se lasciate il carico al porto vi fanno pagare per lo spazio che occupate

  14. Domenico 04/10/2016 at 00:55 #

    Ciao a tutti, vorrei comprare 200 toner dalla cina, mi è già stato fatto un preforma, le specifiche più importanti sono queste:

    Incoterm: FOB Zhuhai
    Production time: 7-10 days
    Shipment time: About 30 Days
    Payment Term: T/T 100% before shipment

    il prezzo totale mi va bene, cosa dovrò pagare oltre?
    Iva (e lo so)
    Dazio (e lo so)

    poi?

    • Ivan Malloci 10/10/2016 at 11:39 #

      Iva, dazi, e altre eventuali spese di scarico / trasporto al porto

  15. Carla 30/10/2016 at 22:42 #

    Salve vorrei avere un chiarimento riguardo vendita online di prodotti di un noto brand di elettronica cinese,da premettere che ho un impresa individuale di vendita online e tutto in regola x rivendere in Italia e all’estero.Amazon mi ha vietato di vendere smartphone della Lenovo dicendomi che è indispensabile un’autorizzazione del brand,ma se sono un rivenditore al dettaglio e ho una vetrina virtuale con la quale posso vendere tutti i marchi, perché sono impedito a farlo?Il mio fornitore cinese ha certificato di autorizzazione di vendere ed autenticità del prodotto,come mai io che compro da lui non posso rivenderlo? perché Amazon mi vieta tutto questo? come faccio ad avere un’autorizzazione dalla Lenovo cinese?

    • Ivan Malloci 03/11/2016 at 06:30 #

      Parlate con Lenovo…

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