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Importare prodotti di pelle dalla Cina: La guida completa

Prodotti di Pelle

La pelle viene utilizzata per realizzare di tutto: dalle scarpe ai portafogli, dai divani alle borse. In questo articolo ti spieghiamo cosa gli importatori di prodotti di pelle devono sapere sui diversi tipi e qualità di pellame, sui requisiti di etichettatura e sulle normative che regolamentano le sostanze chimiche.

Inoltre, ti spieghiamo anche perché devi essere diffidente sull’origine di certi tipi di pelle e perché devi evitare quei materiali che contengono ftalati e piombo.

Tipi e qualità di pelle

Ci sono quattro tipi principali di pelle:

  • Pelle full grain
  • Pelle top grain
  • Crosta
  • Fiore corretto

La maggior parte dei fornitori tende a procurare pelle di mucca nazionale, o pelle di vitello come migliore alternativa. Alcuni fornitori possono anche procurarti delle varietà di pelle più esclusive, ad esempio la pelle di coccodrillo e di altri animali.

Ci sono anche diverse consistenze tra cui scegliere, così come segue:

  • Liscia/semplice
  • Scamosciata
  • Coccodrillo (consistenza)

Per quanto riguarda i colori, hai le seguenti opzioni:

  • Opzione A: Colore standard
  • Opzione B: Colore personalizzato (Pantone o RAL)

La maggior parte dei fornitori dispone di colori standard, per i quali la Quantità Minima da Ordinare (MOQ) è relativamente bassa. Naturalmente, puoi farti procurare la pelle di un colore Pantone specifico, ma questo, di solito, si traduce in un aumento della Quantità Minima da Ordinare.

Non fare affidamento sulle competenze del produttore, quando si tratta della qualità della pelle

Lavoriamo molto con gli acquirenti ed i loro produttori che, per lo più, hanno sede a Shenzhen e sono nel settore dell’orologeria. Oggi, la maggior parte degli orologi “fashion”, almeno quelli del segmento di prezzo medio, hanno il cinturino di pelle.

I produttori di orologi sono, sostanzialmente, procacciatori di componenti ed aziende di assemblaggio. Solo una minima parte dei componenti viene realizzata “in casa”.

Al contrario, tutti i componenti, compresi i cinturini di pelle, vengono realizzati da subappaltatori specializzati. E’ così che funzionano i poli industriali e questa cosa non è né negativa, né esclusiva per l’industria orologiera.

Dove sto andando?

Sarebbe ragionevole supporre che il fornitore abbia qualche conoscenza sulle varie qualità di pelle. In effetti, potresti finanche pensare che un fornitore potrebbe darti informazioni sui diversi tipi di pelle e sulle sue varie qualità.

Questo, comunque, non è il caso.

In realtà, molti fornitori – nel settore dell’orologeria, ma anche i produttori di borse e valigie – spesso non sono degli esperti dei vari tipi e qualità di pelle.

I fornitori si aspettano che sia l’acquirente a dare loro istruzioni chiare, che essi trasmetteranno successivamente ai fornitori delle materie prime.

Senza una chiara specifica del tipo e della qualità, i fornitori potrebbero utilizzare una pelle che non corrisponde ai tuoi requisiti di qualità.

Selezione della pelle da un catalogo

Molti produttori consentono ai loro clienti di scegliere dai cataloghi contenenti i campioni di pelle. Di solito, ciascun campione vede specificati il suo ID, la qualità e la provenienza.

Tieni presente che potrebbe essere difficile verificare l’origine reale della pelle, cosa sulla quale approfondirò il discorso a breve. Tuttavia, se la tua unica alternativa è quella di selezionare i pellami da un catalogo, dovresti averne un campione con te.

Ciò garantisce che tu abbia una sorta di riferimento qualitativo per la produzione finale.

Pelle importata dall’Italia (e da altre Paesi)

Molti fornitori tendono a fare dei preventivi basati interamente sull’origine della pelle. Anche se non è così semplice, spesso è simile a quanto segue:

  • Italia (Costo elevato)
  • Hong Kong (Costo medio)
  • Cina continentale (Costo inferiore)

Puoi credere che la “pelle italiana” provenga effettivamente dall’Italia? A meno che non possano, come minimo, mostrarti un certificato d’origine.

Per esperienza posso dirti che molti fornitori non sono in grado di produrre tale documentazione. Anche se lo fanno, la cosa è ben lungi dall’essere una garanzia sull’origine della pelle.

Normative per la sicurezza dei prodotti

I prodotti in pelle non sono soggetti a normative specifiche. Ci sono, tuttavia, alcune normative che comprendono i beni di consumo nel loro insieme. Ecco un quadro generale:

a. REACH

Limita la presenza di sostanze, come il piombo ed i coloranti azoici, in tutti i beni di consumo venduti nell’Unione Europea, compresa la pelletteria come portafogli, borse e cinturini per orologi.

b. California Proposition 65

La California Proposition 65 limita la presenza di più di 800 sostanze nei beni di consumo, compresi i prodotti in pelle. Come importatore, dovresti garantire il rispetto di questa normativa o inviando il prodotto in pelle ad un’azienda terza addetta allo svolgimento dei test, oppure inserendo un’etichetta di avvertimento.

c. Pelle per l’arredamento ed i prodotti per la casa

Di solito, l’arredamento rivestito in pelle deve essere conforme alle normative di sicurezza antincendio vigenti nel mercato di riferimento. Tieni presente che ciò potrebbe richiedere un trattamento a cui sottoporre la pelle.

d. Prodotti in pelle per bambini

I prodotti in pelle per bambini sono soggetti alla direttiva EN 71 nell’Unione Europea ed alla normativa CPSIA negli Stati Uniti. Tieni presente che queste normative non sono applicabili solo ai giocattoli, o ai prodotti “tradizionali” per bambini, ma anche a portafogli e borse.

Se hai intenzione di vendere i tuoi prodotti come “adatti” ai bambini, devi garantire la conformità con le normative di sicurezza sui prodotti per bambini vigenti in Italia.

Caso di studio: Cinturini di pelle per orologi contenenti quantità eccessive di ftalati ed altre sostanze soggette a restrizioni

Qual è il vero rischio nell’importare prodotti in pelle? Beh, superiore a quanto io stesso pensassi.

Alla fine del 2014, un cliente (di nuovo) dell’industria orologiera aveva presentato i campioni di un lotto ad un laboratorio di Hong Kong che doveva svolgere dei test sul prodotto.

Con nostra grande sorpresa, il test non aveva superato i parametri della California Proposition 65. In base al risultato dei test, il cinturino conteneva quantità eccessive di ftalati:

Gli ftalati sono un gruppo di sostanze chimiche utilizzate per ammorbidire ed aumentare la flessibilità della plastica e del vinile. Il polivinilcloruro (PVC) viene reso più morbido e flessibile grazie all’aggiunta degli ftalati. Queste sostanze sono presenti in centinaia di beni di consumo.

[…]

Gli attuali livelli di sette ftalati, presi in esame dal National Institute of Environmental Health Sciences, sollevano una preoccupazione “minima” sugli effetti nella riproduzione.

Tuttavia, il National Toxicology Program ha concluso che gli elevati livelli di uno ftalato, il di-n-butil ftalato, possono influenzare negativamente il sistema riproduttivo o lo sviluppo umano.

Fonte: U.S. National Library of Medicine (Qui trovi il link)

Tuttavia, la quantità di ftalati viene limitata dalla California Proposition 65, il che significa che un prodotto potrebbe non essere importato e venduto legalmente negli Stati Uniti. Beh, almeno non senza un’etichetta di avvertimento come questa:

AVVERTIMENTO: Attraverso questo prodotto sei esposto agli ftalati, un gruppo di sostanze chimiche note allo Stato della California in quanto causa di danni al sistema riproduttivo.

Cosa che, sicuramente, non manderà a ruba i tuoi prodotti.

Allora, com’è possibile che una sostanza chimica, utilizzata per ammorbidire la plastica, sia presente nei cinturini in pelle? Per la cronaca, quello non era un prodotto realizzato in pelle sintetica, bensì in vera pelle.

Molto probabilmente, gli ftalati erano presenti nel rivestimento.

Molti prodotti in pelle vengono rivestiti con diversi tipi di sostanze chimiche. In questo caso, il cinturino ha una superficie lucida che è, in sostanza, un foglio di plastica.

Questa è solo una mia ipotesi, ma è anche la conclusione più logica.

Ora, perché il fornitore non lo ha chiarito in precedenza? Beh, come ho già spiegato in questo articolo, non puoi dare per scontato che il fornitore sia un esperto di prodotti in pelle, fintantoché non sia lui stesso il fornitore della materia prima.

In questo caso specifico, il fornitore si era concentrato principalmente sul mercato domestico. Quindi, non conosceva o, per lo meno, conosceva molto poco, le normative europee ed americane vigenti per le sostanze chimiche.

Ciò non riguarda solo l’industria orologiera. In realtà, questa situazione è molto diffusa in tutti i settori.

La pelle non contiene solo ftalati. Anche il piombo è presente in molti prodotti in pelle.

Requisiti per l’etichettatura

Negli Stati Uniti, la Federal Trade Commission (FTC) gestisce le normative sull’etichettatura vigenti per i prodotti in pelle e similpelle, come la pelle sintetica.

Ad esempio, il tipo esatto di pelle e la descrizione devono essere presenti nel prodotto ed in tutta la documentazione commerciale.

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