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Marcatura CE: Intervista con Han Zuyderwijk di CEmarking.net

Marcatura CE

Han Zuyderwijk (se riesci a pronunciare il suo nome in maniera esatta ti offriamo un servizio di verifica del fornitore gratuitamente) è il fondatore di CEmarking.net, il sito leader nel campo degli standard di certificazione. In quest’intervista Han ci spiegherà cosa significano realmente le marcature CE e RoHS e per quali motivi gli importatori europei dovrebbero preoccuparsene.

Han, raccontaci un po’ cosa fai e come hai iniziato.

Salve a tutti, ho studiato legge all’università di Leiden (in Olanda, il mio paese di origine) e, dopo la laurea, ho lavorato come consulente sugli standard CE per una piccola società di consulenza. In seguito i paesi dell’Europa dell’Est che si stavano preparando per entrare nell’Unione Europea (Polonia, Bulgaria, eccetera) mi chiesero di aiutarli a preparare i propri regolamenti e standard in modo da adeguarli a quelli dell’Unione Europea.

Dopo alcuni anni ho lasciato la società per cui lavoravo e ho fondato la mia impresa di consulenza e www.CEmarking.net, una delle prime risorse online completamente dedicate alla marcatura CE.

Al momento divido il mio tempo tra CEmarking.net e un progetto finanziato dall’Unione Europea che ha lo scopo di avvicinare i regolamenti tecnici e gli standard di certificazione Europei e Russi in modo da rimuovere le barriere commerciali tra i due mercati.

Non tutti i prodotti devono essere conformi alle direttive CE. Puoi darci alcuni esempi di prodotti che devono obbligatoriamente rispettare gli standard CE?

Ad esempio le apparecchiature mediche, quelle elettriche ed elettroniche o i giocattoli. Ma la lista è lunga.

Supponiamo che io voglia importare un prodotto che non rientra esattamente in nessuna categoria coperta dalle direttive CE quali, ad esempio, i giocattoli o l’elettronica. Esiste una regola generale che può aiutarmi a determinare se tale prodotto è comunque soggetto alla normativa CE o a un altro standard di certificazione?

No, non esistono regole generali: bisogna consultare le varie direttive. Diciamo però che qualsiasi oggetto che possieda parti mobili e un motore, qualsiasi oggetto che possieda componenti elettriche o elettroniche, qualsiasi apparecchiatura medica e qualsiasi oggetto che possa essere definito un “giocattolo per bambini” deve rispettare gli standard di certificazione CE.

A parta gli standard CE, vi sono altri standard di certificazione che bisogna spesso prendere in considerazione, ad esempio il RoHS. Qual è la differenza tra CE e RoHS?

“CE” è un termine generale per indicare che il prodotto è soggetto a una qualche normativa europea mentre RoHS rappresenta una norma specifica atta a regolare l’utilizzo dei metalli pesanti nei componenti elettronici. Se all’inizio il RoHS rappresentava una norma a parte, oggi giorno fa anch’essa parte delle normative CE.

CE è uno standard europeo. Che standard sono richiesti generalmente negli Stati Uniti?

Lo standard UL, che si applica a tutti i tipi di componenti elettrici e ad alcuni componenti meccanici, è uno dei più importanti. L’FCC è simile all’EMC europeo mentre l’FDA copre apparecchiature mediche e farmaceutiche. Ma il sistema di regolamentazione americano è molto diverso da quello europeo. Personalmente penso che il sistema europeo sia più flessibile e si adatti meglio alle nuove tecnologie.

Alcuni importatori ignorano l’esistenza degli standard di certificazione mentre altri, pur conoscendoli, assumono che la responsabilità ricada sull’azienda manifatturiera straniera. La realtà è che è l’importatore ad essere legalmente responsabile per il rispetto degli standard di certificazione. Quali sono i rischi che corre un’impresa che importa prodotti non conformi agli standard di certificazione in vigore nel mercato di importazione?

Anche se ufficialmente è l’azienda manifatturiera ad essere responsabile – anche quando si trova al di fuori dell’Unione Europea, – in pratica non vi è alcuna possibilità di obbligare i produttori extra-europei a rispettare gli standard di certificazione in vigore in Europa. Ecco perché la responsabilità viene fatta ricadere sull’importatore.

Dal punto di vista pratico, se un produttore realizza merci non conformi alle norme europee è l’importatore ad essere ritenuto responsabile – e perseguibile per legge – per aver introdotto tali merci nel mercato europeo. Sì, anche quando non sa che tali merci non rispettano gli standard di certificazione!

Le pene che rischia l’importatore vanno dal sequestro alla multa o, in casi gravi, anche alla detenzione penale. E’ anche possibile che le merci vengano sequestrate mesi – o anni – dopo l’acquisto e l’importazione (nel caso la non conformità venga scoperta in ritardo). In ogni caso le piccole imprese in grado di riprendersi dal sequestro di un container sono poche.

Pensi che in futuro l’Unione Europea aumenterà i controlli sul rispetto degli standard di certificazione?

Per certi prodotti non vi è dubbio che i controlli aumenteranno in quanto è chiaro che né le aziende di manifatturazione né gli importatori stanno rispettando le leggi in vigore. Inoltre, in Europa vi è più attenzione che nel resto del mondo alla sostenibilità dei prodotti: ciò ha portato a tutta una serie di regolamenti “verdi” quali RoHS, WEEE, Ecodesign, eccetera.

A parte il tuo sito, www.CEmarking.net, che altri siti web ti senti di raccomandare a chi voglia saperne di più sugli standard di certificazione?

Suggerisco il sito web della Commissione Europea, visto che contiene tutte le informazioni concernenti gli standard di certificazione. Il problema è che si tratta di un sito enorme e complesso, quindi non è sempre facile trovare quello che si cerca.

In effetti questa è la ragione principale per cui ho fondato CEmarking. Oggi giorno esistono molti siti simili al nostro, tutti appartenenti a società private, che sono molto utili se si conoscono già i tipi di certificati necessari per i prodotti cui si è interessati.

4 Responses to “Marcatura CE: Intervista con Han Zuyderwijk di CEmarking.net”

  1. Paolo Maria Addabbo 26/03/2015 at 03:57 #

    Sono un pubblicista “precario”. Sto facendo delle ricerche sulla contraffazione, è questo articolo mi è stato molto utile. Ho “trovato” il blog tramite l’articolo sulle regole per commerciare sigarette elettroniche, dato che mi sto occupando di “vaporizzatori” in particolare, e tramite il link sono arrivato su quest’altra pagina. Il post è anche utile perché parla del “Rohs”, che penso dovrebbe essere obbligatoria per tutti i vaporizzatori…
    infatti per questi prodotti, come per molti altri, non mancano contraffazioni e bombe velenose per la salute de consumatori, senza nemmeno il marchio CE…. comunque le ultime due cose, un po’ offtopic: 1 realizzai un articolo sulla contraffazione alcuni anni fa intitolato “Dalla cina col furgone” sul magazine online “Golem Informazione”. 2 E ultima cosa: parlo solo italiano (con forti connotazioni regionali e influenze slang-rammaticate) e inglese (l’anno scorso ho sostenuto l’esame IELTS accademico con media di 6.5), e capisco qualche parolina di olandese, ma non imparerò mai questa lingua perché non intendo trattenermi in Olanda per molto, da dove scrivo. Comunque penso che potrei pronunciare il cognome nell’articolo: non so se è ancora disponibile e se sono adatto alla verifica dei fornitori, comunque per adesso sono rimasto positivamente impressionato dai post e magari potremmo collaborare in futuro. Grazie per l’attenzione e complimenti per l’ “informazione” esauriente e chiara che avete fornito.

    • Ivan Malloci 26/03/2015 at 09:28 #

      Ciao Paolo,

      grazie per il commento e beato te che riesci a pronunciare il cognome di Han : )

      L’RoHS è obbligatorio per tutti i componenti elettrici o elettronici!

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