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Regolamenti per importare vestiti e tessuti dalla Cina

Regolamenti per Vestiti e Tessuti

In questa guida condividiamo la nostra esperienza nella ricerca di fornitori di vestiti e tessuti conformi alle normative europee ed americane. Continua a leggere ed impara a conoscere meglio gli elementi che contano davvero quando si sceglie un fornitore e perché i produttori tendono a non aver fiducia nelle proprie capacità per garantire il rispetto delle normative occidentali inerenti le sostanze. Di seguito, in questo post, troverai anche una panoramica sulle varie normative in materia di etichettatura e sostanze applicabili ai vestiti ed ai tessuti nell’Unione Europea e negli Stati Uniti.

Valutare la capacità del fornitore di garantire la conformità con le normative relative alle sostanze estranee

E’ raro trovare produttori di vestiti e tessuti dotati di conformità comprovata. Abbiamo visto situazioni in cui i grandi produttori, finanche coloro che hanno i loro mercati primari nell’Unione Europea e negli Stati Uniti, non sono in grado di presentare un solo rapporto del test attestante la conformità alle normative d’oltremare inerenti le sostanze. La nostra esperienza ci insegna che esistono essenzialmente tre fattori che contano nel valutare se un produttore di vestiti sia anche in grado di rispettare:

1. Il mercato principale: I rapporti dei test vengono di solito richiesti, e pagati, dall’importatore piuttosto che dal fornitore. Questo spiega in parte il motivo per cui molti produttori non sono in grado di produrre tali documenti di conformità. I produttori che esportano grandi quantità di merce nell’Unione Europea e negli Stati Uniti, hanno maggiori probabilità di poter garantire la conformità rispetto a coloro che, ad esempio, si concentrano sul mercato interno.

2. La conformità al REACH: Ad oggi la conformità al REACH da parte dell’Unione Europea è molto più diffusa tra i produttori cinesi di vestiti rispetto ad altre normative, in particolare quelle statunitensi e di altri mercati. Tuttavia, la conformità antecedente al REACH è un forte indicatore della capacità del fornitore di controllare le sostanze e può, perciò, essere utile come punto di riferimento.

3. I rapporti dei test sulle sostanze: Non tutti i rapporti dei test comprendono il nome di una normativa o di una direttiva specifica. Al contrario, una società addetta allo svolgimento dei test può controllare i campioni sulla base di un elenco di sostanze quali coloranti AZO, piombo e formaldeide.

Perché i produttori cinesi di vestiti sono incerti sulla loro capacità di garantire la conformità alle normative

Quando mi riferisco alla capacità dei produttori di abbigliamento di garantire la conformità, in realtà non mi riferisco alla loro capacità produttiva, ma alla qualità dei loro subappaltatori ed alla capacità dei fornitori nell’assicurare che essi ricevano materiali conformi.

I produttori di vestiti acquistano praticamente tutti i tessuti dai subfornitori. Il numero dei subappaltatori può variare da poche unità fino, talvolta, alle centinaia. In quanto tale, garantire la conformità sta nelle mani dei fornitori di tessuti, piuttosto che in quelle dei produttori di vestiti. Eppure, alla fine, è il produttore di vestiti che resta con il cerino in mano in caso la merce risultasse non conforme.

Attualmente, abbiamo scoperto che è piuttosto comune che i produttori di vestiti richiedano che i loro acquirenti europei ed americani presentino dei campioni di pre-produzione per i test di conformità, prima ancora di accettare i loro ordini. A partire dal 2014, abbiamo visto tante di queste richieste inoltrate dai produttori di vestiti. In precedenza, non riesco a ricordare un solo caso in cui i fornitori abbiano effettivamente richiesto ai loro acquirenti (che presto lo saranno) di verificare la conformità alle normative.

E’ da segnalare che questi produttori avevano tutti una conformità comprovata e supportata da un gran numero di documenti pertinenti. Tuttavia, la mancanza di trasparenza nella catena di approvvigionamento rende indispensabile, sia per gli acquirenti che per i produttori, verificare che il lotto del materiale venga sottoposto a verifica prima che sia troppo tardi.

Come evitare vertiginosi costi di conformità quando si importano vestiti e tessuti

I test di laboratorio non sono gratuiti e tu sei tenuto a pagarne il conto. Sì, l’acquirente è sempre tenuto a pagare gli ‘extra’, anche nelle situazioni descritte in precedenza. Le aziende incaricate di svolgere i test di prodotto addebitano i costi in base al numero dei diversi materiali. In quanto tale, anche solo una manciata di SKU può arrivare rapidamente fino a diverse migliaia di dollari di costi aggiuntivi: una bella cifra per molte nuove imprese nel settore dell’abbigliamento.

La buona notizia è che i rapporti dei test, di solito, non devono essere emessi per ogni SKU. Al contrario, gli importatori possono limitare il numero dei test sulle sostanza riducendo il numero dei materiali e dei colori riutilizzando, ad esempio, gli stessi tessuti per più di uno SKU. Questo, a sua volta, ha il vantaggio di poter ridurre la Quantità Minima da Ordinare per ciascun progetto, argomento di cui puoi saperne di più in questo articolo.

Normative sull’abbigliamento nell’Unione Europea

La normativa REACH (Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze chimiche)

La normativa REACH limita le sostanze presenti in tutti i prodotti di consumo venduti nell’Unione Europea, compresi i vestiti ed i tessuti per tutte le fasce età. Per garantirne la conformità, il prodotto non deve contenere SVHC (sostanze estremamente problematiche) oltre il limite stabilito. In qualità di importatore, non devi tenere traccia di ogni singolo SVHC che il tuo prodotto possa contenere. Al contrario, le aziende incaricate dello svolgimento dei test di conformità, come SGS e AsiaInspection, sanno cosa controllare.

È da sottolineare che i test svolti da terzi non sono obbligatori, almeno non lo sono ancora. Tuttavia, molti proprietari di piccole imprese non sono ancora consapevoli del fatto che i consumatori dell’Unione Europea possono obbligare un venditore a presentare i documenti di conformità (ad esempio, un rapporto del test) senza alcuna ragione specifica. Se tale richiesta viene inoltrata, allora il venditore ha 45 giorni per presentare i relativi documenti. Questo fatto esercita sicuramente una forte pressione sugli importatori con sede nell’Unione Europea affinché verifichino la conformità dei loro prodotti nelle prime fasi del processo.

Garantire la conformità alle normative non è mai gratuito, ma l’applicazione delle restrizioni sulle sostanze in tutta l’Unione Europea offre almeno un vantaggio: la conformità al REACH è molto più comune tra i produttori cinesi di vestiti rispetto alle normative di altri Paesi. In realtà, spesso usiamo la conformità al REACH come punto di riferimento quando selezioniamo i produttori per gli acquirenti di altri mercati, compresi gli Stati Uniti. In molti casi, un fornitore in grado di garantire la conformità al REACH può garantire anche la conformità al FHSA ed alla California Proposition 65.

Requisiti in materia di etichettatura

Le normative in materia di etichettatura sui tessili dell’Unione Europea si applicano ai prodotti contenenti almeno l’80% in peso di fibre tessili e “prodotti trattati allo stesso modo dei prodotti tessili”. Se la tua azienda ha sede in un qualsiasi Paese dell’Unione Europea, devi garantire la conformità ai seguenti requisiti in materia di etichettatura sui tessili:

  • La composizione delle fibre(singola o multipla) deve essere specificata sull’etichetta (ad esempio, 98% cotone, 2% Lycra)
  • Ad oggi, non esiste un sistema di dimensionamento obbligatorio nell’ambito dell’Unione Europea. Tuttavia, si raccomanda agli importatori di applicare una delle seguenti normative: EN 13402-1:2001, EN 13402-2:2002 ed EN 13402-3:2004
  • A differenza degli Stati Uniti, in Unione Europea non ci sono simboli che devono apparire obbligatoriamente sulle etichette. Tuttavia, gli importatori sono invitati ad applicare le etichette standard ISO.
  • L’etichetta indicante il Paese o l’origine non è obbligatoria per la maggior parte dei prodotti tessili
  • Le etichette devono essere scritte nella/e lingua/e dello/degli Stato/i membro in cui il prodotto è venduto
  • Alcune normative locali potrebbero essere applicate in alcuni Stati membro dell’Unione Europea

Normative sull’abbigliamento negli Stati Uniti

Consumer Product Safety Improvement Act (CPSIA)

Tutti i prodotti per bambini, definiti come “prodotti destinati a bambini di 12 anni o meno”, devono rispettare la normativa CPSIA che comprende anche l’abbigliamento per bambini. La legge sulla sicurezza dei prodotti di consumo disciplina vari aspetti dei prodotti, comprese le limitazioni sulle sostanze, le proprietà fisiche ed i requisiti in materia di etichettatura. La verifica della conformità è spesso obbligatoria e gli importatori sono inoltre tenuti a rilasciare un certificato di prodotto per i bambini.

Federal Hazardous Substances Act (FHSA)

Il FHSA impone ai prodotti contenenti determinate sostanze di presentare le etichette di avvertimento. Una di queste sostanze è la formaldeide, sostanza chimica (talvolta) utilizzata nell trattamento dei tessuti. L’ambito del FHSA comprende anche altre sostanze, alcune delle quali possono essere utilizzate durante la produzione dei tessuti. Clicca qui per l’elenco dei regolamenti CPSC sulle sostanze e l’elenco delle normative obbligatorie.

Flammable Fabrics Act (FFA)

Il Flammable Fabrics Act regolamenta i tessuti infiammabili destinati all’abbigliamento, all’arredamento e ad altri prodotti. I prodotti ed i tessuti che rientrano nell’ambito del FFA possono richiedere test di conformità con un adeguato livello di infiammabilità. Clicca qui per saperne di più sul Flammable Fabrics Act.

California Proposition 65

La California Proposition 65 limita più di 800 sostanze presenti nei prodotti di consumo. Detto questo, la conformità è obbligatoria solo per le imprese con sede in California o che vendono ai clienti in California. Pochissimi produttori di abbigliamento cinesi sono in grado di produrre rapporti dei test pertinenti.

Requisiti in materia di etichettatura

Negli Stati Uniti i requisiti in materia di etichettatura sono spesso completi quanto le normativee di sicurezza dei prodotti. Mentre CPSIA e California Proposition 65 dispongono di requisiti in materia di etichettatura propri, per l’abbigliamento, nel suo complesso, si applica quanto segue:

  • Il Paese di origine (ad esempio, fabbricato in Cina) è obbligatorio per tutti i prodotti importati negli Stati Uniti, abbigliamento e prodotti tessili inclusi.
  • Il contenuto delle fibre deve essere specificato (ad esempio, 100% cotone)
  • Le etichette possono essere scritte in inglese o presentare i simboli ASTM D5489 .
  • La ragione sociale dell’importatore deve essere presente sull’etichetta

3 Risposte to “Regolamenti per importare vestiti e tessuti dalla Cina”

  1. Enrico 13/07/2015 at 08:57 #

    Salve siamo un’azienda che si occupa della commercializzazione di prodottti per anmali.
    Avedo intenzione di importare della Cina tiragraffi per gatti con voce doganale NC 63079098 come classificato dalla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea ,Vi volevamo chiedere prima di iniziare anche con la Vostra collaborazione qualsiasi attività se essendo prodotti a solo esclusivo uso animale costituiti da una stuttura in legno ricoperta di corda e tessuto felpato se erà necessaria qualche certificazione in particolare quella Reach
    Il quantitativo dovrebbe essere di circa un’container 20 piedi ( 500 pz)
    In attesa di un Vostro risconto , Porgiamo distinti saluti
    Enrico Borriello

    • Ivan Malloci 13/07/2015 at 09:32 #

      E’ possibile che basti la REACH, per esserne sicuri dovremo però eseguire delle ricerche più esaustive. Vi mando una email con più dettagli!

  2. Riccardo 15/09/2016 at 12:26 #

    Contenuti di questa pagina sono per lo più non corretti, indicazioni e citazioni sbagliate, dimostrazione di quasi totale non conoscenza dell’argomento .
    La Reach non prevede certificazioni, i bambini lo sono fino a 14 anni e non 12, etichette standard ISO ??? cosa sarebbe ?
    La denominazione Lycra non consentita in base al Reg 1007/2011…
    Le tre norma sulle taglie non sono alternative ma complementari .

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