Produzione di tessuti riciclati: la guida completa

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Sia i marchi di abbigliamento affermati che le startup guardano ai tessuti riciclati come un sistema per distinguersi sul mercato. Detto questo, molti presumono anche che tutti i tessuti riciclati siano ugualmente “eco-sostenibili”, ma non è sempre così.

In questo articolo, scritto da Shufen Lee, scopri cosa i proprietari dei marchi di abbigliamento e i designer devono sapere su riciclo chimico, riciclo meccanico, poliestere, cotone, rPET, marchi e novità.

Introduzione

Il riciclo tessile è un approccio importante, che affronta il problema dei rifiuti tessili e dell’inquinamento causato dall’aumento del consumo e della produzione di massa nella moda veloce.

In tutto il settore c’è una consapevolezza crescente di quello che è l’impatto ambientale, sociale ed economico dell’attuale sistema lineare del take, make, dispose. Questo modello economico ha prodotto grandi volumi di rifiuti in ogni settore, a partire dall’estrazione delle materie prime, per arrivare alla loro distribuzione e al loro utilizzo.

L’Ellen MacArthur Foundation  ha stimato che meno dell’1% del materiale utilizzato per produrre abbigliamento viene riciclato  in nuovi abiti. Ciò rappresenta una perdita di materiali per un valore annuale di oltre 100 miliardi di USD.

Negli ultimi decenni c’è stato un crescente invito all’azione tra le parti interessate, che ha portato e continua a guidare allo sviluppo di prassi migliorate e tecnologie innovative.

L’obiettivo è passare da un modello lineare ad un sistema circolare rigenerativo, in cui l’utilizzo dei materiali sia conservato e mantenuto all’interno di cicli a circuito chiuso, mentre i rifiuti, l’energia e le emissioni associati siano ridotti al minimo, o vengano gradualmente eliminati.

Il riciclo riveste un ruolo importante nella transizione verso un sistema circolare. Eppure, sebbene le tecnologie di riciclo esistano da tempo, il riciclo dei tessuti ha cominciato a guadagnare una maggiore consapevolezza e popolarità solo nell’ultimo decennio.

Fibre su cui spesso ci si concentra per il riciclo

Lo sapevi che le fibre riciclate più di frequente sono il poliestere e il cotone?

Questo perché entrambe sono le fibre più comuni prodotte a livello globale. Sulla base del report relativo al mercato dei materiali in fibra preferiti nel 2018, il poliestere e il cotone hanno rappresentato rispettivamente il 51% e il 24,5% della produzione globale di fibre nel 2017.

Il poliestere è una fibra sintetica e il polietilene tereftalato (PET) ne è la sottoclasse più comune. In genere, i componenti delle materie prime del PET sono derivati dei prodotti petrolchimici. Il cotone, invece, è una fibra naturale che cresce intorno ai semi dell’omonima pianta e contiene principalmente cellulosa, un composto organico che si trova principalmente nelle piante.

Circuito aperto vs circuito chiuso

I termini riciclo a circuito aperto e riciclo a circuito chiuso vengono usati frequentemente nel contesto dell’economia circolare. Riciclo a circuito aperto significa che i materiali scorrono verso una filiera diversa. Le bottiglie in PET post-consumo, riciclate per realizzare materiali di riempimento o fibre di poliestere, sono un esempio di riciclo a circuito aperto. Invece, circuito chiuso significa che i materiali vengono riciclati nuovamente in prodotti originali (ad esempio, da bottiglia a bottiglia, da fibra a fibra).

In genere, il riciclo a circuito aperto presuppone che, a causa del degrado della loro qualità, i materiali vengano trasferiti a cascata verso usi di valore inferiore, ma ciò potrebbe non essere tale in futuro. Infatti, con i continui sviluppi e le costanti innovazioni, i materiali di scarto possono essere trasferiti dove c’è una maggiore domanda e un valore di mercato superiore.

Tipi di riciclo

1) Riciclo meccanico

Prevede la scomposizione meccanica dei rifiuti post-industriali (materiali derivanti dalla lavorazione industriale e commerciale de tessuti, nonché dalla loro produzione), o post-consumo (articoli restituiti o smaltiti dai consumatori) in prodotti dalle proprietà fisiche diverse.

E’ il tipo di riciclo più comune, la cui tecnologia è stata a lungo consolidata per riciclare non solo il cotone, ma anche le bottiglie in PET in fibra di poliestere.

Il processo comprende generalmente le fasi seguenti:

1) Cernita del materiale e del colore

Spesso i riciclatori meccanici preferiscono le materie prime omogenee, o quasi omogenee, in termini di tipo di fibra e colore (ad esempio, 100% cotone). Pertanto, bisogna fare una cernita manuale in base al tipo di fibra e di colore, per garantire che i tessuti ricevuti dai commercianti di stoffe soddisfino le specifiche delle materie prime. La cernita per colore elimina anche la necessità di dover ritingere i tessuti.

2) Trazione o sminuzzamento

Gli accessori in metallo, come bottoni e cerniere,  potrebbero interferire con il processo di riciclo, pertanto vengono rimossi. Successivamente, il tessuto passa attraverso numerosi cilindri pieni di punte acuminate, che scompongono il tessuto in fiocchi di cotone sottile.

3) Combinazione

A causa della degradazione della fibra durante il processo di estrazione e triturazione, le fibre recuperate sono spesso più corte dei loro equivalenti vergini. Pertanto, vengono combinate con fibre vergini per migliorare le proprietà del filato riciclato finale.

4) Cardatura

E’ il processo di allineamento delle fibre tramite pettinatura, per produrre una fettuccia di cotone chiamata nastro che può essere poi filato.

5) Filatura

E’ il processo per produrre il filato. Alcune fibre non vengono trasformate in filati, dal momento che vengono compresse per realizzare prodotti non tessuti destinati alla produzione di cuscinetti isolanti e materiali di riempimento. Downcycling è il nome di questa pratica di recupero e di riutilizzo come prodotto di valore inferiore.

6) Tessitura

E’ il processo che converte il filato in tessuto.

Altre informazioni

Nel caso delle fibre sintetiche come il poliestere, le bottiglie in PET post-consumo sono la materia prima più comune, utilizzata per realizzare meccanicamente il poliestere riciclato. Le bottiglie in PET vengono triturate, fuse in palline e, successivamente, sottoposte ad estrusione per essere lavorate come fibre nuove.

Per quanto il riciclo meccanico possa sembrare facile, la maggior parte degli attuali sistemi di recupero dei rifiuti tessili post-consumo è, in realtà, un processo di downcycling. Ad esempio, le bottiglie in PET, che generalmente hanno una determinata  viscosità intrinseca (IV), ovvero una proprietà fisica che riflette la resistenza alla trazione del materiale, vengono spesso riciclate in filati di PET dal valore di viscosità intrinseca (IV) inferiore.

La degradazione della fibra si verifica anche con il riciclo meccanico da fibra a fibra. Pertanto, il materiale riciclato meccanicamente potrebbe non poter essere riciclato tante volte, dal momento che ogni volta la sua qualità degrada ulteriormente. Di conseguenza, è spesso legato a materiali di valore “inferiore” (materiali meno sensibili alle fibre più corte), come i prodotti non tessuti, utilizzati per realizzare i materiali di riempimento e gli isolanti.

Tuttavia, si segnala che i metodi di riciclo meccanico sono stati gradualmente perfezionati, per produrre fibre di qualità sufficiente per essere considerate come lavorazione a ciclo chiuso da fibra a fibra, piuttosto che come downcycling.

Alcuni dei processi meccanici da fibra a fibra più raffinati per il riciclo del cotone possono produrre fibre di cotone dal 25% al 30% più corte della fibra vergine.

Uno degli ostacoli  è rappresentato dal fatto che la maggior parte dei rifiuti dei consumatori è composta da materiali misti e le diverse miscele devono essere separate prima del loro riciclo. A questo punto, non è possibile separare meccanicamente i vari tipi di fibra, pertanto la maggior parte dei riciclatori accetta solo materiali omogenei al 100% (provenienti da raccoglitori per il riciclo meccanico a circuito chiuso). Tuttavia, se l’obiettivo del riciclo è quello di realizzare  prodotti non tessuti, tale requisito potrebbe non essere applicabile.

2) Riciclo chimico

Prevede quei processi in cui la struttura chimica del materiale di scarto viene prima depolimerizzata o scomposta nei suoi componenti costitutivi (monomeri, oligomeri o altri intermedi) , per poi essere ripolimerizzata in materiale vergine.

Questo processo può essere eseguito su fibre cellulosiche (fibre di origine vegetale come il cotone), o sintetiche (poliestere e nylon), oppure su un misto di cotone e poliestere (policotone).

Il riciclo chimico ha la capacità di riportare i materiali di scarto sintetici alla stessa qualità fisica dei loro equivalenti in fibra vergine. Tuttavia, il riciclo chimico della fibra naturale non converte i materiali di scarto in materiale vergine. Questo spesso comporta prima la conversione dei cascami di cotone in polpa disciolta, poi la miscelazione con altri prodotti a base di polpa di origine vegetale prima della loro trasformazione in filati rigenerati. Ciò si traduce in materiali cellulosici artificiali (MMC) con proprietà fisiche migliorate che, pertanto, consentono il riciclo dei materiali post-consumo oltre alla diversione dei rifiuti dalle discariche.

Attualmente, il riciclo chimico eseguito sulle fibre cellulosiche sta progredendo, mentre il riciclo chimico dei sintetici (poliestere e nylon) comprende già alcuni sviluppi su vasta scala, anche se è limitato a pochi fornitori.

Le prime fasi del riciclo chimico sono molto simili a quelle del riciclo meccanico che comprende la cernita, la preparazione e la triturazione o frammentazione. Le fasi successive sono:

1) Scioglimento della fibra

La proprietà solvente viene utilizzata per concentrare selettivamente i solventi cellulosici e/o delle fibre sintetiche. Quando si recuperano due prodotti, vengono utilizzati due solventi: uno per tipo di fibra, per ciascuna delle frazioni della cellulosa e del poliestere.

2) Separazione

Ovvero la separazione del solvente cellulosico e/o della frazione sintetica da altre frazioni per un’ulteriore lavorazione. Altre frazioni possono contenere qualsiasi tipo di fibra non oggetto del processo di riciclo chimico, nonché  altri materiali, compresi i prodotti chimici di finitura e i coloranti. Attualmente, alcuni coloranti vengono eliminati nelle frazioni di scarto e sono inviati alle discariche, anche se attualmente ci sono numerosi sviluppatori che cercano di recuperare i coloranti dal processo.

3) Recupero

a) Processo di recupero dei sintetici

Il recupero impone la ripolimerizzazione, seguita da un’ulteriore elaborazione. I polimeri recuperati possono quindi essere lavorati sotto forma di stato solido (resine) o di fibre. Il vantaggio del recupero del polimero è che le sue proprietà fisiche possono essere mantenute o alterate per consentire l’upcycling dei materiali.

b) Processo di recupero della cellulosa

Le fibre cellulosiche vengono recuperate come pasta dissolvibile, che può essere utilizzata direttamente nel processo di filatura ad umido, altrimenti può essere essiccata per essere venduta  ai produttori di filati rigenerati. Tuttavia, il recupero della cellulosa produce fibre simili alla viscosa e non restituisce il materiale al suo equivalente vergine.

c) Recupero dei solventi

I solventi vengono recuperati per essere utilizzati nei cicli futuri. Per ragioni ambientali e di costo, i processi chimici sono stati ideati per catturare e conservare i solventi e per ridurre al minimo gli sprechi e le emissioni. Si dice che la perdita di solvente sia compresa tra lo 0,6% e l’1% per ciclo nell’elaborazione a blocchi.

4) Ripetizione dei processi indicati sopra (fasi da 1 a 3)

Per rimuovere completamente i contaminanti ed aumentare la purezza/qualità delle fibre recuperate, potrebbero essere necessari ripetuti cicli di scioglimento e recupero. Infatti, durante il processo di scioglimento, alcuni reagenti e taluni coloranti possono rimanere chimicamente legati alla fibra.

5) Filatura

E’ il processo per produrre il filato.

6) Tessitura

E’ il processo che converte il filato in tessuto.

Altre informazioni

Nella comunità tessile è piuttosto comune definire il sistema di riciclo ideale come quello in cui i tessuti rigenerati vengono riconvertiti in filati vergini di qualità, per produrre nuovi tessuti attraverso il riciclo da fibra a fibra. Il riciclo chimico è l’unica tecnologia in grado di realizzare veramente questa idea, perché riesce a rimuovere tutti i componenti indesiderati, i coloranti, i trattamenti di superficie e gli altri prodotti chimici ausiliari utilizzati nella produzione tessile.

I materiali di scarto con un alto grado di contaminazione e di degrado fisico, precedentemente rifiutati dai riciclatori meccanici, possono ora essere riciclati chimicamente.

Per i materiali PET, il riciclo chimico può anche affrontare una delle sfide del riciclo meccanico: soddisfare i requisiti di viscosità intrinseca (IV) più elevati. Ricomincia così  il ciclo con la produzione di resine riciclate di qualità vergine che possono presentarsi allo stato solido, in modo da soddisfare la viscosità intrinseca (IV) necessaria per qualsiasi specifica applicazione finale.

Inoltre, il PET riciclato è scettico riguardo alla forma o alla funzione del polimero. Infatti, il polimero recuperato può presentarsi sotto forma di stato solido, per essere riconvertito in bottiglie, o sotto forma di fibre di PET, per essere trasformato in filati di poliestere.

Il processo di recupero chimico ha anche il potenziale per assorbire varie miscele di fibre dai rifiuti tessili postindustriali o post-consumo, sebbene tutto ciò sia ancora in fase di sviluppo. La maggior parte dei tessuti sono in misto policotone. Essere in grado di gestire le fibre miste per realizzare più di un prodotto è davvero importante.

Attualmente, la materia prima minima richiesta per il riciclo chimico da fibra a fibra del poliestere è almeno del 70-80% per i materiali PET e del 100% di fibre non miste per il cotone e il nylon. E’ solo questione di tempo prima che il processo di recupero chimico sia in grado di separare qualsiasi quantità di fibra mista, consentendo così il riciclo di una percentuale maggiore di tessuto.

Tuttavia, non tutte le fibre possono essere recuperate chimicamente. Infatti, non si fa il recupero chimico delle fibre di origine animale come la lana o il cashmere. Le fibre di lana sono relativamente lunghe e, pertanto, sono adatte al riciclo meccanico. Sono in corso ricerche sul recupero della proteina della cheratina dalle fibre animali, ma l’obiettivo è quello di convertirla all’uso in altre applicazioni come i biomateriali, le resine e i collanti.

Inoltre, il Nylon 6-6, che è uno dei polimeri più comuni presenti nella fibra di nylon, non può essere riciclato chimicamente. Il nylon 6-6 e il nylon-6 costituiscono circa l’85% del materiale di nylon utilizzato. Il nylon 6-6 è un monomero più complesso del nylon 6 e il suo recupero chimico è più laborioso, in quanto potrebbe richiedere una quantità maggiore di reagenti. Attualmente il nylon 6-6 può essere riciclato solo meccanicamente, mentre uno dei metodi indicati sopra può essere utilizzato per recuperare il nylon 6.

Esempi di fornitori disponibili in commercio per il riciclo meccanico e chimico

Fibra Riciclo meccanico Riciclo chimico
Poliestere Hyosung (Corea): Filato di poliestere RegenTM che ha recentemente ottenuto l’Eco-Mark dalla Japan Environment Association ed è anche certificato GRS Far Eastern New Century (Taiwan): Prodotti riciclati Topgreen® certificati GRS e Oeko-Tex, lavorati al 100% in poliestere riciclato post-consumo
Ganesha Ecosphere Limited (India): Fornitore leader di rPET in India, continua ad espandere le sue capacità di produzione di rPET in altre aree del Paese Polygenta (India): Tecnologia brevettata ReNewTM in grado di depolimerizzare le bottiglie in PET post-consumo in filati. In piena produzione dal 2012
Polylana (USA): La fibra in fiocco Polylana® è composta da una miscela brevettata di palline di poliestere e di scaglie di rPET entrambe modificate Teijin (Giappone): Il sistema di recupero ECO CIRLETM è in grado di separare e di eliminare gli additivi e i coloranti non solo dalle bottiglie in PET, ma anche da altri prodotti in poliestere
Cotone Hilaturas Ferre (Spagna): Filato Recover® realizzato senza coloranti aggiunti. 50% di cotone riciclato misto ad altri materiali (rPET, acrilico, cotone biologico vergine, TENCEL®) Lenzing (Austria) : Fibra di lyocell TENCEL x RefibraTM realizzata con il 30% di materiali riciclati da scarti di cotone post-industriale
Giotex (Messico,USA): Gli scarti precolorati di cotone post-industriale  vengono utilizzati per produrre il filato GiotexTM con il 75% di misto cotone riciclato Asahi Kasei’s Bemberg (Giappone): Fibra di cupro BembergTM composta al100% da cotone linter, un residuo post-industriale della lavorazione del cotone
Nylon Unifi (USA): Il 100% degli scarti post-industriali viene utilizzato per produrre scaglie di Nylon-6 REPREVE® attraverso un processo di estrusione e testurizzazione Aquafil (Italy): Il filato ECONYL® è un nylon riciclato al 100%, prodotto dalla lavorazione degli scarti post-industriali e di consumo (reti da pesca, tappeti e scarti tessili), partendo dal suo monomero di base chiamato caprolattame

 

Lana Geetanjali Woolens (India): Filati realizzati principalmente con lana riciclata e con miscele di lana vergine o fibre sintetiche vergini Non ancora disponibile in commercio

Sfide del riciclo meccanico e chimico

Attualmente, le tecnologie di riciclo chimico non sono in fase di commercializzazione. Il riciclo meccanico, invece, esiste da tempo ed è stato utilizzato soprattutto per il PET e il cotone. Nonostante ciò, il riciclo dei tessili non è un processo ampiamente adottato. Uno dei motivi è la difficoltà di dimostrare l’efficacia dei costi su larga scala.

Per rimanere competitivi sul mercato, i tessuti riciclati non dovrebbero essere visti come prodotti premium. Infatti, i materiali vergini sono spesso più economici dei materiali riciclati: questo genera un mercato debole dei materiali riciclati.

In Cina tutto è peggiorato nel 2018 a causa del divieto di importazione di diversi tipi di rifiuti solidi come le bottiglie di plastica e i rifiuti tessili. Poiché la Cina ha la più alta capacità produttiva di PET, questo divieto ha comportato una minore produzione di poliestere riciclato ed ha aumentato la produzione di PET vergine.

Molte aziende hanno già trasferito la produzione dei ricicli in altri Paesi asiatici e, come reazione al divieto, i prezzi del poliestere riciclato sono già aumentati. A lungo termine, tuttavia, ciò potrebbe aiutare le aziende ad accelerare la ricerca di soluzioni migliori, ad espandere le infrastrutture nazionali di riciclo e a modificare il comportamento dei consumatori.

Inoltre, è difficile ottenere finanziamenti per le innovazioni della commercializzazione su larga scala, soprattutto quando la domanda di fibra riciclata è ancora bassa. Un’elevata qualità costante dei prodotti, la richiesta di fibre riciclate e i prezzi competitivi per la redditività su larga scala sono fondamentali per determinare il successo di questo progetto. Tutto ciò richiede un atto di fiducia da parte degli investitori perché, se manca uno di questi fattori, ne risente la probabilità di successo dell’implementazione.

Un altro problema comune è la difficoltà incontrata dai riciclatori nel raccogliere i materiali di scarto da numerose fonti e nell’ottenere il volume di materia prima necessario per realizzare le economie di scala. Pertanto, è importante che il coordinamento lungo la catena di approvvigionamento stimoli l’adozione e lo sviluppo di sistemi di riciclo dei tessili. Il coordinamento comprende la determinazione della provenienza delle materie prime e la creazione di un’infrastruttura della catena di approvvigionamento con le reti di fornitori.

Avere una solida rete di fornitori può anche garantire che i raccoglitori sappiano a chi rivolgersi per trasferire i materiali di scarto indesiderati. I riciclatori possono anche raccogliere più fonti di materie prime disponibili all’interno di una determinata regione, al fine di ridurre i costi di trasporto dei materiali.

Per creare una maggiore domanda, è importante aumentare la consapevolezza tra l’industria e i consumatori. Per fare tutto ciò, è importante coinvolgere tutti a sostenere questa buona causa.

Il trasferimento delle conoscenze tra le competenze e le diverse parti interessate è un ottimo avvio, atto ad aumentare la comprensione dei progressi e dei vincoli relativi alle attuali tecnologie di riciclo.

Ad esempio, la tavola rotonda rPET organizzata da Textile Exchange (un’organizzazione no-profit  globale che lavora a stretto contatto con i membri per guidare la trasformazione del settore in pratiche sostenibili) è una rete globale multi-stakeholder che comprende singoli membri, aziende e organizzazioni. I membri si incontrano praticamente ogni mese e ogni anno, con l’obiettivo di facilitare maggiori livelli di comprensione e la costruzione di soluzioni verso una maggiore diffusione del poliestere riciclato.

Ricerca e sviluppo continui verso le economie di scala

Innovazioni nell’ordinamento

Attualmente, il riciclo dipende da un’enorme manodopera atta a separare e gestire i vari flussi dei rifiuti tessili. Ciò comprende la caratterizzazione, l’identificazione e la separazione dei componenti costitutivi (ad esempio, finiture, bottoni, cerniere e fili), le miscele delle fibre, nonché i coloranti e le sostanze chimiche. Per un riciclo più efficiente, vi è una crescente necessità di sviluppare lo smistamento automatizzato e l’identificazione delle fibre, per massimizzare il valore della frazione riciclabile.

Varie tecnologie di smistamento ottico, come un approccio spettroscopico, sono state esaminate e sono attualmente in fase di sviluppo, oppure sono molto vicine alla fase dell’adozione commerciale. Ad esempio:

Progetto Fibersort: Fibersort è una tecnologia che utilizza la spettroscopia nel vicino infrarosso (NIRS) per smistare automaticamente grandi volumi di tessuti misti post-consumo in 45 frazioni diverse in base alla composizione e al colore delle fibre. La tecnologia di selezione ora può smistare ad una velocità di circa 900 kg di tessuti post-consumo all’ora. Circle Economy, Valvan Baling Systems, ReShare, Procotex, Worn Again e Smart Fibersorting stanno collaborando alla commercializzazione di Fibersort.

The Hong Kong Research Institute of Textiles and Apparel (HKRITA): La cernita dei colori viene eseguita automaticamente dal robot SCARA che utilizza algoritmi di visione avanzata. Questa tecnologia può essere utilizzata per ordinare fino a dieci colori e posizionarli in contenitori diversi. I veicoli a guida automatizzata (AGV) trasportano poi i container di diverso colore in un sistema di stoccaggio intelligente il quale, ad ogni ricevimento di un ordine, può recuperare il numero corrispondente dei contenitori per effettuare un’ulteriore elaborazione.

Innovazioni nella separazione dei tipi di fibra

Molti tessuti presenti sul mercato sono miscele di due o più diversi tipi di fibre strettamente intrecciate tra loro. Il policotone, la fibra mista più comune, unisce cotone e poliestere. Per riciclare sia il poliestere che il cotone componenti questa miscela, il processo di riciclo deve prima separarli. Farlo meccanicamente non è facile, ma lo si può fare chimicamente. Tuttavia, ci sono ancora molte ricerche e test da completare prima del lancio su vasta scala. Se la tecnologia per separare i diversi tipi di fibre è fattibile, i riciclatori potrebbero acquistare un volume maggiore di materia prima, poiché non devono fare affidamento esclusivamente sul cotone/poliestere al 100%. Ecco alcuni esempi di innovazioni in questo settore:

Worn Again (UK): Il processo di scioglimento può mirare selettivamente e dissolvere i polimeri (PET e cellulosa ricavata dal cotone). La materia prima può contenere fino al 20% di altre fibre come, ad esempio, lana, nylon, elastan, eccetera. Nel processo vengono rimossi anche i contaminanti come coloranti e sostanze chimiche.

HKRITA (Hong Kong): HKRITA ha sviluppato un trattamento chimico idrotermale che utilizza solo calore, acqua e meno del 5% di sostanze chimiche biodegradabili per decomporre selettivamente il cotone in polveri di cellulosa, consentendo così la separazione delle fibre di poliestere dalle fibre miste. In questo modo, si può ottenere un tasso di recupero delle fibre di poliestere pari ad oltre il 98% in un periodo di tempo che va dai 30 minuti alle 2 ore.

CARBIOS (France): CARBIOS ha sviluppato un approccio innovativo nell’impiego de gli enzimi per consentire la depolimerizzazione specifica di un singolo polimero (ad esempio, il PET) contenuto in varie materie plastiche da riciclare. Al termine di questa fase, i monomeri risultanti dal processo di depolimerizzazione verranno purificati, con l’obiettivo di ripolimerizzarli.

 Notizie su Shufen Lee

Shufen Lee vive dal 2007 a Toronto ed ha conseguito la laurea in Matematica presso l’Università di Waterloo.

Attualmente è una collaboratrice di ricerca indipendente presso Asiaimportal (HK) Limited.

 

 

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    Guida per gli importatori alle norme EN, di Ferry Vermeulen

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    Ferry Vermeulen

    Quando si vendono i prodotti nell’Unione Europea, la comprensione delle norme EN, o norme armonizzate, è parte integrante della garanzia della conformità. In questo articolo, Ferry Vermeulen di INSTRKTIV spiega cos’è una norma EN e cosa devi sapere per esser certo che i tuoi prodotti siano pienamente  conformi.

    1. Cos’è una norma EN?

    Le EN sono norme sviluppate da un istituto di standardizzazione incaricato dalla Commissione Europea e hanno lo scopo di soddisfare uno o più requisiti essenziali obbligatori di una specifica direttiva europea.

    I prodotti che soddisfano i requisiti delle norme armonizzate [vigenti in tutti gli Stati membri nell’Unione Europea] beneficiano della presunzione di conformità ai corrispondenti requisiti essenziali.

    In generale, le norme armonizzate hanno i seguenti contenuti:

    Ambito – Descrive il campo di applicazione della norma.

    Riferimento normativo – Elenca le normative utilizzate, essenziali per la corretta applicazione della norma.

    Termini e definizioni – Descrive i termini e le definizioni utilizzati.

    Requisiti – Fornisce i requisiti dettagliati su come soddisfare i requisiti del prodotto più generali della relativa direttiva.

    Avvertenze, indicazioni e istruzioni – Descrive come istruire correttamente gli utenti sui rischi del prodotto e dà loro informazioni sulle sue caratteristiche principali.

    Metodi di test – Descrive come verificare se un prodotto soddisfa i requisiti e come documentarlo per il fascicolo tecnico.

    2. Dove posso trovare le norme EN online?

    Sebbene le direttive siano obbligatorie e vi si possa accedere liberamente tramite il sito web della Commissione Europea, le norme sono volontarie e devono essere acquisite.

    Le puoi trovare, ad esempio, tramite i siti web di ISO, IEC, DIN o BS.

    3. La conformità a tutte le norme EN è obbligatoria?

    Non è sempre necessario soddisfare tutti i requisiti di una direttiva comunitaria, pertanto potresti non dover rispettare sempre tutte le norme EN.

    Quando si esegue il processo di marcatura CE, devi prima identificare le direttive e le normative che si applicano al tuo prodotto. Successivamente, puoi identificare i requisiti applicabili sia delle direttive che alle normative.

    E ancora, le norme non sono obbligatorie, ma il loro rispetto crea una presunzione di conformità ai corrispondenti requisiti essenziali delle direttive.

    4. Come faccio a sapere se un determinato prodotto (compreso il mio design) è conforme ad una determinata norma EN?

    Quando fai il design del tuo prodotto, il modo migliore per evitare insidie è quello di studiare prima tutte le norme armonizzate pertinenti disponibili. Tra le altre cose, le norme forniscono requisiti sul design e sulle caratteristiche del prodotto.

    Conoscere quali sono i requisiti tecnici sarà un buon punto di partenza per il tuo processo di design. In altre parole: quando vuoi progettare o realizzare un prodotto conforme, l’impiego delle norme armonizzate è la cosa migliore che puoi fare.

    Se vuoi sapere se il tuo prodotto importato è conforme ad una norma, dovresti effettuare una valutazione della conformità. In molti casi e per molti prodotti ti è consentito svolgere personalmente il test e la valutazione.

    In alcuni casi, il test deve essere svolto da un Organismo Notificato e, per stabilire come farlo, consulta le direttive pertinenti.

    Anche se potresti essere autorizzato a svolgere i test da solo, non tutti hanno l’abilità tecnica per farlo in autonomia. In tal caso, puoi chiedere supporto a un istituto preposto allo svolgimento dei test.

    Le norme armonizzate descrivono come deve essere condotto un test.

    La Direttiva sulla Sicurezza dei Giocattoli, ad esempio, impone che i bordi dei giochi vengano progettati in modo tale da ridurre il più possibile i rischi di lesioni fisiche provocate per contatto.

    Tale requisito può essere un punto di partenza per il tuo progetto, oppure, nel caso di un prodotto [ODM] importato, può essere una cosa da verificare (e da dimostrare nel tuo fascicolo tecnico tramite delle foto).

    Inoltre, la direttiva impone che i giocattoli e le loro parti “devono avere la resistenza meccanica necessaria e, se del caso, la stabilità per resistere alle sollecitazioni a cui sono sottoposti durante l’uso, senza rompersi o diventare soggetti a deformazione con il rischio di causare lesioni fisiche”.

    Per soddisfare tale requisito, si è provveduto a sviluppare la norma EN 71-1. Si può dimostrare la conformità a questa norma mediante autotest o facendo testare il prodotto da un istituto preposto.

    5. Come faccio a sapere quali norme EN si applicano a un determinato prodotto?

    Esiste un gran numero di norme che vengono costantemente ritirate, sviluppate o aggiornate, pertanto un unico elenco chiaro di tutte le norme disponibili semplicemente non esiste. Per trovare le norme che potrebbero essere utilizzate per sviluppare o il testare il tuo prodotto, prova le seguenti risorse:

    • Il sito web della Commissione Europea. Seleziona un gruppo di prodotti e vedi se, nella pagina successiva, vengono elencate alcune norme pertinenti.
    • Sito web degli istituti di normalizzazione come DIN, BS, ISO, IEC, NEN e SIS, utilizzando parole chiave o numeri.
    • Norme su Google
    • Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea.

    Quando hai trovato una norma che potrebbe essere applicabile al tuo prodotto, assicurati di controllarne l’Ambito (capitolo 1), per verificare se si applica effettivamente al tuo prodotto.

    6. E’ normale che a un determinato prodotto si applichi più di una norma EN?

    In genere, una norma EN riguarda uno o più requisiti essenziali di una direttiva, ma non tutti.

    Per soddisfare tutti i requisiti essenziali, assicurati sempre di aver trovato tutte le norme pertinenti.

    7. Qual è la differenza tra le norme EN e ISO?

    La  ISO è una norma sviluppata dall’istituto di standardizzazione ISO, mentre la norma EN è denominata come tale quando viene armonizzata dalla Commissione Europea.

    Una norma può essere sviluppata da ISO: ne è un esempio la ISO 12000-1. Quando la norma sarà stata presentata e approvata dagli Stati membri, verrà pubblicata dalla Commissione Europea.

    Da quel momento in poi la norma è armonizzata: ciò significa che gli Stati membri devono adottare tali norme, ritirando quelle confliggenti.

    La norma viene quindi denominata EN-ISO XXXXX e, quando uno Stato membro la traduce nella propria lingua, viene nominata ad esempio DIN EN ISO XXXXX o BS EN ISO XXXXX.

    8. Qual è la differenza tra le norme EN e le direttive nell’Unione Europea (ad esempio, la Direttiva sulla Bassa Tensione)?

    La norma EN è un metodo per soddisfare i requisiti delle direttive comunitarie. Le direttive sono obbligatorie, le norme sono volontarie.

    La norma è il sistema per utilizzare la tecnologia più moderna allo stato dell’arte, per soddisfare da un punto di vista tecnico i requisiti essenziali (e più generali) delle direttive.

    Pertanto, non è obbligatorio rispettare le norme elencate in una determinata direttiva. Ma, così facendo, crei una presunzione di conformità.

    Quando hai un metodo diverso per conformarti ai requisiti della direttiva piuttosto che seguire le norme, sei libero di farlo.

    Considera le norme EN come un database di soluzioni utili a soddisfare i requisiti.

    Notizie su  Instrktiv.com

    INSTRKTIV offre supporto alle aziende nel processo di marcatura CE e aiuta i propri clienti a redigere le istruzioni per l’uso conformi. In qualità di direttore, Ferry parla regolarmente nelle conferenze e ha un blog sulla sicurezza dei prodotti. Leggi il suo ultimo articolo sulla creazione dei manuali d’uso conformi.

     

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      Ispezioni e audit di fabbrica in Cina: la guida completa

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      Hai trovato un fornitore sul web, ma non sei sicuro che sia tutto ciò che dice di essere? Le ispezioni di fabbrica, che puoi prenotare facilmente online, possono mettere degli uomini in campo per verificare cosa accade effettivamente dietro i cancelli di una fabbrica.

      In questo articolo scopri tutto ciò che gli importatori e i venditori su Amazon dovrebbero sapere sulle ispezioni di fabbrica:

      • Cos’è un’ispezione di fabbrica?
      • Cosa non è previsto in un’ispezione di fabbrica?
      • In che modo un’ispezione o una verifica di fabbrica possono aiutare la mia attività?
      • In quale fase dovremmo prenotare un audit di fabbrica?
      • Quanto costa un audit di fabbrica?
      • Possiamo visitare noi stessi la fabbrica?
      • Quanto tempo prima dobbiamo prenotare l’ispezione?
      • Qual è la differenza tra un controllo qualità e un’ispezione di fabbrica?
      • Dovremmo sempre prenotare un’ispezione di fabbrica prima di scegliere un fornitore?

      Contenuti bonus

      • Elenco delle società che effettuano audit di fabbrica
      • Report esemplificativo di un’ispezione di fabbrica (PDF)

      Cos’è un’ispezione di fabbrica?

      Come suggerisce il nome, l’ispezione di fabbrica ha luogo in un impianto di produzione per valutare le sue procedure interne di gestione della qualità e per comprendere la sua capacità produttiva. In genere, la fabbrica riceve un punteggio da 1 a 100, dove 1 è il punteggio più basso e 100 il più alto.

      Un fornitore con un punteggio più alto ha meno probabilità di avere gravi problemi di qualità. Questa, ovviamente, non è una garanzia, ma almeno è meglio che tirare a indovinare.

      In sostanza, un’ispezione di fabbrica ha lo scopo di rispondere a queste domande:

      • Questa fabbrica è specializzata nella realizzazione del giusto tipo di prodotti?
      • Hanno procedure di controllo qualità accettabili?
      • Che tipo di macchinari hanno?

      Inoltre, il rapporto di un’ispezione di fabbrica può comprendere anche queste informazioni:

      • Clienti importanti
      • Totale dei dipendenti
      • Numero di personale di alto livello
      • Orario operativo
      • Turni
      • Mesi di picco di produzione
      • Prodotti principali
      • Subappaltatori
      • Processo produttivo
      • Elenco dei macchinari

      Le ispezioni di fabbrica tendono a seguire questo processo:

      • Ispezione in magazzino dei materiali in entrata
      • Ispezione della catena di montaggio
      • Ispezione interna delle stazioni del controllo qualità
      • Ispezione dell’imballaggio dei prodotti
      • Ispezione della conservazione e della riparazione delle unità difettose
      • Ispezione del magazzino dei prodotti finiti

      Cosa non è previsto in un’ispezione di fabbrica?

      A differenza del controllo qualità, un’ispezione di fabbrica non valuta la qualità del prodotto, dal momento che questo generalmente avviene prima che un acquirente effettui un ordine. Pertanto, non ci sono prodotti da controllare.

      Inoltre, le ispezioni di fabbrica non prendono generalmente in considerazione la conformità sociale e le pratiche ambientali, poiché l’audit si concentra interamente sui processi di gestione della qualità e sulla capacità produttiva.

      Detto questo, esistono altri tipi di audit di fabbrica che prendono in considerazione sia le norme ambientali che le condizioni di lavoro.

      In che modo un’ispezione o un audit di fabbrica possono aiutare la mia attività?

      Un’ispezione di fabbrica ha lo scopo di valutare un fornitore prima che ti impegni ad acquistare da lui dei campioni di prodotto o a effettuare un ordine più grande. In quanto tale, l’ispezione di fabbrica può aiutarti a filtrare i “cattivi fornitori”, o può aiutarti a selezionare un fornitore con standard più elevati.

      A che punto dovremmo prenotare un audit di fabbrica?

      Dovresti prenotare l’audit prima di ordinare dei campioni di prodotto o prima di effettuare un ordine. Tuttavia, ti consiglio di attendere fino a quando non avrai contattato il fornitore per chiedergli un preventivo.

      Quanto costa un audit di fabbrica?

      In genere, un’ispezione di fabbrica costa circa 300 USD. Questo prezzo fa riferimento all’ispezione di un giorno che, per la maggior parte delle fabbriche, è sufficiente. Ma tieni presente che un ispettore può visitare solo una fabbrica al giorno: ciò significa che devi pagare (circa) 300 USD per ciascun fornitore che vuoi far verificare.

      Possiamo visitare noi stessi la fabbrica?

      Sì, puoi visitare la fabbrica da solo, cosa che, ad un certo punto, ti consiglio vivamente di fare.

      Detto questo, la valutazione di una fabbrica richiede un protocollo rigoroso, gestito dalle mani di un professionista esperto. Ho visitato centinaia di fabbriche in Asia, ma faccio fatica a valutare un fornitore  con precisa sicurezza.

      In qualità di acquirente, dovresti visitare la fabbrica per i seguenti motivi:

      • Conferma dei materiali, dei colori e degli altri dettagli del prodotto
      • Conferma dei termini dell’ordine
      • Negoziazione dei prezzi

      Ma è meglio lasciare le valutazioni rigorose nelle mani di professionisti.

      Quanto tempo prima dobbiamo prenotare l’ispezione?

      Ti consiglio di prenotarla con almeno una settimana di anticipo. Inoltre, l’ispezione non dovrebbe sorprendere il fornitore.

      Qual è la differenza tra un controllo qualità e un’ispezione di fabbrica?

      L’ispezione di fabbrica si concentra sulla valutazione dei processi di qualità interni dei fornitori e delle capacità produttive. Ma i prodotti non vengono coinvolti.

      D’altra parte, un controllo qualità non valuta la fabbrica stessa, ma si concentra solo sulla qualità dei prodotti.

      Dovremmo sempre prenotare un’ispezione di fabbrica prima di decidere un fornitore?

      Anche se sostengo sempre che l’ispezione della qualità prima della spedizione sia obbligatoria, non importa per quanto tempo hai lavorato con il fornitore, dal momento che non reputo così indispensabili le ispezioni di fabbrica.

      Questo perché che ci sono altri metodi per valutare le capacità di un fornitore:

      • Certificazione ISO 9001
      • Certificazione del prodotto
      • Precedenti audit di fabbrica
      • Capitale sociale

      Inoltre, il costo di un audit moltiplicato per 10 fornitori, numero normale in una fase del loro approvvigionamento, è piuttosto elevato per una piccola impresa. Nel frattempo, il controllo qualità coinvolge solitamente un solo fornitore.

      Elenco delle società che svolgono gli audit di fabbrica

      Segue una panoramica delle società che propongono le ispezioni di fabbrica in Cina e in altri Paesi asiatici:

      • Sofeast.com
      • InTouch Manufacturing Services
      • QIMA.com
      • Bureau Veritas
      • Asia Quality Focus
      • V-Trust
      • SGS
      • Intertek

      Report campione di un’ispezione di fabbrica

      Report campione di un’ispezione di fabbrica presso Softeast.com (clicca sull’immagine)

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        Assicurazione di responsabilità del prodotto per gli importatori e i venditori di Amazon

        Pubblicato il Lascia un commento

        L’assicurazione di responsabilità del prodotto per gli importatori (talvolta chiamata “assicurazione sulla responsabilità dell’importazione”) può salvarti dal tracollo finanziario, nel caso in cui i tuoi prodotti possano provocare lesioni o danni materiali.

        Fare affidamento sul tuo fornitore non è mai un’opzione, pertanto abituati al fatto che sarai da solo ad affrontare eventuali richieste di risarcimento per la responsabilità del prodotto.

        L’assicurazione di responsabilità del prodotto:

        • Cosa copre?
        • Cosa non copre?
        • Per quale tipo di prodotti è necessaria un’assicurazione?
        • Per vendere su Amazon, mi serve un’assicurazione di responsabilità del prodotto?
        • Posso ricevere un’assicurazione per gli Stati Uniti se vendo in un altro Paese?

        Forniamo anche un elenco di società che propongono polizze assicurative per la responsabilità del prodotto negli Stati Uniti, nell’Unione Europea e nel Regno Unito, ma anche in Australia, Nuova Zelanda e Canada.

        Cos’è l’assicurazione di responsabilità del prodotto?

        L’assicurazione di responsabilità del prodotto può proteggere la tua impresa da richieste di risarcimento relative a danni alle persone o alla proprietà. Se vendi un prodotto che, per qualsiasi ragione, danneggia un cliente o la sua proprietà, l’assicurazione copre le spese legali e giudiziarie.

        Senza l’assicurazione di responsabilità del prodotto non sei protetto, pertanto le richieste di risarcimento per lesioni o danni possono costarti centinaia di migliaia di USD.

        E’ praticamente impossibile essere del tutto certi che i tuoi prodotti non rappresentino alcun rischio per i tuoi clienti, indipendentemente da quanti controlli qualità e test di laboratorio tu faccia.

        Questi sono alcuni esempi di cosa potrebbe andare storto:

        a. Dispositivi alimentati a batteria agli ioni di litio: pericolo di incendio e di esplosione

        b. Prodotti per bambini: pericolo di soffocamento

        c. Mobili: pericolo di incendio

        d. Abbigliamento: pericolo di soffocamento

        e. Materiali a contatto con gli alimenti: pericolo di contaminazione di cibi e bevande

        Sebbene le T-shirt siano molto meno soggette alle esplosioni  rispetto ai power bank ad alta capacità, il rischio che tu debba affrontare una richiesta di risarcimento è sempre incombente.

        Sono anche riuscito a trovare alcuni dati ufficiali sui casi di responsabilità sul prodotto:

        a. Nel 2012 e nel 2013, 94.960 casi di responsabilità per danno da prodotti difettosi sono stati depositati presso i tribunali federali degli Stati Uniti.

        b. Nel 2012 il premio assicurativo medio è stato di 3.439,035 USD (!). Nella media generale il premio è stato di 1.503,339.2 USD.

        c. In genere, il costo delle indagini e del contenzioso relativi alle richieste di risarcimento inerenti la responsabilità dei prodotti supera i 100.000 USD.

        Questi numeri sono a dir poco inquietanti

        L’assicurazione sulla responsabilità dell’importatore copre i ritardi e i problemi di qualità?

        No, in genere le perdite causate dai ritardi o dai problemi di qualità non sono coperte da un’assicurazione di responsabilità del prodotto. Fino a un certo importo, sei coperto solo per le richieste di risarcimento relative a lesioni o danni alla proprietà.

        Alcune polizze assicurative sui prodotti coprono anche i richiami della merce, ma non darlo per scontato.

        Questa assicurazione è obbligatoria quando si importano i prodotti?

        No, non è previsto dalla legge. Puoi importare e vendere merce senza un’assicurazione di responsabilità del prodotto.

        Detto questo, se non hai già un’assicurazione, non hai alcuna copertura contro le lesioni o le richieste di risarcimento per danni alla proprietà.

        Tuttavia, la mia impressione è che pochi proprietari di attività di e-commerce pensino all’assicurazione quando sono agli esordi della loro attività. Detto questo, stipula immediatamente un’assicurazione se intendi lanciare un prodotto in una delle seguenti categorie “ad alto rischio”:

        • Apparecchiature elettroniche
        • Prodotti per bambini
        • Utensili da cucina/materiali a contatto con gli alimenti
        • Cosmetici
        • Prodotti chimici
        • Macchinari, pompe e attrezzature

        L’assicurazione di responsabilità del prodotto è obbligatoria quando si vende su Amazon.com?

        No, l’assicurazione di responsabilità del prodotto non è obbligatoria quando si vende su Amazon. Detto ciò, questa assicurazione è obbligatoria se vuoi registrarti come Pro Merchant.

        • Copertura minima: 1.000.000 USD per sinistro
        • Deve coprire la responsabilità del prodotto, le lesioni fisiche, le lesioni personali e i danni alla proprietà
        • “Amazon.com e i suoi “affiliati e cessionari” devono essere elencati come assicurati aggiuntivi

        Detto questo, è piuttosto probabile che, prossimamente, il requisito dell’assicurazione di responsabilità del prodotto venga esteso a tutti i venditori di Amazon .

        Di recente Amazon ha vinto una causa per danni alla proprietà contro una famiglia che ha perso la casa a causa dell’esplosione di un hoverboard venduto sulla piattaforma. Ciò chiarisce ulteriormente che sono i singoli venditori ad essere responsabili della sicurezza dei prodotti, non Amazon.

        Nonostante ciò, Amazon diventerà solo più severo e sicuramente ancora più diligente quando si tratta di controlli relativi alla conformità dei prodotti: potrebbe essere solo questione di tempo prima che ciascun venditore abbia un’assicurazione adeguata.

        Perché dovrei essere responsabile dei problemi causati dalla fabbrica cinese?

        L’importatore è sempre, senza eccezioni, il responsabile della sicurezza del prodotto. E’ impossibile per i consumatori ottenere un risarcimento dai produttori o dai commercianti in Cina e negli altri Paesi in via di sviluppo.

        Non importa se il fornitore ha deliberatamente rovinato i tuoi prodotti utilizzando, ad esempio, materiali economici e scadenti.

        Sarai da solo di fronte a qualsiasi richiesta di risarcimento.

        Chi è responsabile quando le fabbriche cinesi vendono direttamente su Amazon o Wish?

        Qui  le cose si fanno davvero interessanti.

        In questo periodo, decine di migliaia di fabbriche e di commercianti cinesi vendono beni B2C su Wish e Amazon a clienti negli Stati Uniti e in Europa.

        Entrambi questi siti web hanno sede negli Stati Uniti. Detto questo, stanno “solo” fornendo un mercato. Non stanno importando merci.

        Nel frattempo, se un consumatore si ferisce, è praticamente impossibile ottenere un risarcimento dai venditori cinesi (e, a dirla tutta, nemmeno dagli altri venditori stranieri).

        I consumatori sono quindi completamente privi di protezione, poiché Amazon può sottrarsi a qualsiasi richiesta risarcitoria e i venditori cinesi sono praticamente intoccabili.

        Questa situazione è piuttosto ironica, poiché Amazon è stato piuttosto deciso nel far sì che fabbriche e commercianti cinesi apparissero sulla sua piattaforma.

        Forse per queste piattaforme dovrebbe essere obbligatorio aggiungere le etichette di avvertimento, spiegando che “i consumatori che perdono gli arti, la vita o la proprietà dovrebbero essere consapevoli di rimanere bloccati in un contenzioso tra Amazon e un venditore anonimo di un qualche posto in Cina”.

        Che tipo di informazioni devo fornire?

        Puoi ottenere un’assicurazione di responsabilità del prodotto solo se riesci a dimostrare che i tuoi prodotti sono conformi a tutte le norme di sicurezza obbligatorie e ai requisiti di etichettatura.

        Potrebbe essere necessario, ad esempio, che tu fornisca le seguenti informazioni:

        • Immagini del prodotto
        • Disegni del progetto
        • File di etichettatura
        • Rapporti dei test verificabili
        • Dichiarazione di conformità
        • Manuale d’uso
        • Valutazione del rischio
        • Altri  documenti tecnici
        • Accordi con i fornitori
        • Certificati dei fornitori (ad esempio BSCI, SMETA e ISO 9001)
        • Approvvigionamento interno e manuali del processo del controllo qualità (QC), se presenti

        Una polizza assicurativa può coprire un singolo prodotto o un gruppo di prodotti correlati. Tuttavia, devi comunque assicurarti che i tuoi prodotti siano pienamente conformi a tutte le normative applicabili, ai requisiti di etichettatura e sulla documentazione.

        Quanto dovrei aspettarmi di pagare?

        Il costo dell’assicurazione dipende dai seguenti fattori::

        • Fatturato annuo
        • Tipologia di prodotto
        • Procedure operative (ad esempio, manuali per il controllo qualità (QC), documenti di conformità)
        • Paese di produzione
        • Dove vendi i prodotti

        Le compagnie assicurative sanno che l’approvvigionamento dei prodotti in Cina è rischioso e che le richieste di risarcimento sono generalmente più elevate negli Stati Uniti.

        Sanno anche che le batterie al litio rappresentano un rischio maggiore rispetto, ad esempio, ai portafogli in pelle.

        Caso A: Costo inferiore

        • Fatturato annuo: 200.000 USD
        • Tipologie di prodotto: Abbigliamento
        • Paese di produzione: Cina
        • Dove vendi i prodotti: Germania
        • Costo stimato: da 1.000 a 4.000 USD l’anno

        Caso B: Costo maggiore

        • Fatturato annuo: 1.500,000 USD
        • Tipologie di prodotto : power bank con batteria agli ioni di litio
        • Paese di produzione: Cina
        • Dove vendi i prodotti: Stati Uniti
        • Costo stimato: da 7.000 a 12.000 USD l’anno

        Il costo dipende anche dalla franchigia e dalla copertura per l’importo della richiesta di risarcimento. Inoltre, l’assicurazione di responsabilità del prodotto viene spesso venduta come parte di un pacchetto assicurativo aziendale, piuttosto che come un’assicurazione a sé stante.

        Vivo in Europa, ma voglio vendere prodotti su Amazon negli Stati Uniti. Posso avere un’assicurazione sulla responsabilità del prodotto?

        Molti dei nostri clienti hanno sede, ad esempio, nell’Unione Europea o in Australia e vogliono vendere prodotti su Amazon negli Stati Uniti (o viceversa).

        Alcune compagnie assicurative accettano come clienti le compagnie straniere che non hanno una presenza in loco.

        Tuttavia, tieni presente che il premio assicurativo delle compagnie estere è più alto rispetto a quello degli enti locali. Inoltre, potrebbero anche esserci delle restrizioni sui Paesi che vengono accettati.

        Ricorda che l’e-commerce B2C transfrontaliero è ancora un concetto relativamente nuovo. Ci vorrà del tempo prima che si renderanno disponibili delle polizze assicurative per i “venditori transfrontalieri”.

        Elenco delle compagnie assicurative e dei broker per l’assicurazione di responsabilità del prodotto

        Stati Uniti

        • AIG
        • Veracity Insurance Solutions
        • Real Insurance Group Ltd
        • Wells Fargo
        • Nationwide
        • Voldico
        • Insureon
        • Coverwallet

        Unione Europea/Regno Unito

        • Allianz
        • QBE Europe
        • Clark Thomson
        • Crendon Insurance Brokers Ltd
        • Simply Business
        • Markel UK
        • ABI

        Australia

        • Allianz Australia
        • Smart Business Insurance
        • Gallagher
        • AIG Australia
        • Insurance House
        • Guardian Insurance

        Nuova Zelanda

        • PSC Connect
        • AIG New Zealand
        • GSI Direct

        Canada

        • AIG Canada
        • K&K Insurance Canada

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          Controllo qualità e ispezioni in Cina: La guida completa

          Pubblicato il Lascia un commento

          Controllo qualità e ispezioni in Cina

          Una volta che i tuoi prodotti sono stati pagati per intero e spediti, sei oltre il punto di non ritorno. Se dovessi riscontrare problemi di qualità una volta che la merce arriva nel tuo Paese, è finita.

          Non pensare di ricevere un rimborso o di restituire la merce al tuo fornitore.

          Al contrario, prima di pagare il saldo, devi assicurarti che i tuoi prodotti soddisfino tutte le specifiche tecniche e i requisiti di qualità.

          In questo articolo rispondo alle domande più comuni sugli aspetti pratici della richiesta di un controllo qualità in Cina.

          Continua a leggere e scopri quanto dovresti pagare per un controllo qualità, come prenotarne uno via web e perché non dovresti lasciare che il tuo fornitore esegua l’ispezione da solo.

          Controllo qualità

          Perché devo fare i controlli qualità quando importo dalla Cina?

          La manifattura non è una scienza esatta. La domanda non è se, ma quanto siano gravi i problemi di qualità.

          Ho ispezionato personalmente centinaia di ordini e questo è quello che spesso ho trovato:

          • Graffi
          • Sporco
          • Segni
          • Problemi estetici minori

          Tutto questo è prevedibile, ma esistono anche problemi di qualità più gravi:

          • Parti mobili
          • Etichette sbagliate
          • Design sbagliato
          • Colori sbagliati
          • Danni

          In qualche modo, i problemi di qualità sono certi quanto la morte e le tasse. Questo principio non vale solo in Cina, ma anche quando si produce in qualsiasi altro Paese.

          Tuttavia, ciò che è esclusivo in Cina e nella maggior parte degli altri Paesi asiatici è che non puoi restituire la merce, se riscontri problemi di qualità una volta che la spedizione è arrivata nel tuo Paese.

          Per questo motivo, il controllo qualità è una fase fondamentale del processo, quindi, in parole povere, non puoi saltarla.

          Che tipo di controlli può fare l’ispettore per la qualità?

          Tutto ciò che può essere fatto con l’attrezzatura disponibile. Eccone alcuni esempi::

          • Scattare foto di prodotti ed etichette
          • Dimensioni e misure
          • Ispezione visiva (cercare danni e difetti)
          • Test di funzionalità
          • Verifica delle etichette
          • Test di caduta
          • Test di pressione dell’acqua
          • Imballaggio

          L’obiettivo è quello di verificare che il prodotto corrisponda a tutte le specifiche e ai requisiti di qualità.

          Cosa ottengo dopo il controllo qualità?

          Entro un giorno lavorativo dall’esecuzione del controllo qualità, l’agenzia ti invia un rapporto in PDF con le foto e gli altri dati raccolti.

          Ad esempio, possono essere comprese le dimensioni, le descrizioni dei difetti, il numero di difetti riscontrati e molto altro ancora.

          Puoi anche chiedere che si registrino dei video.

          Tieni presente che il rapporto in PDF corrisponde alla lista di controllo qualità, pertanto ricevi ciò che chiedi: infatti, durante il controllo gli ispettori non improvvisano.

          Cosa faccio con il rapporto del controllo qualità?

          Oltre alle immagini e alle descrizioni, il rapporto indica il numero dei difetti, pertanto può aiutarti a decidere se approvare o rifiutare l’ordine.

          Tieni presente che, prima di effettuare l’ordine, dovresti stabilire una percentuale di difetti ammissibile, altrimenti è difficile dire se il loro numero sia accettabile o meno.

          Come faccio a sapere se il mio fornitore accetta un controllo qualità?

          Come prima cosa, non dovresti mai nemmeno prendere in considerazione un fornitore che non accetta pienamente un controllo qualità.

          I fornitori che rifiutano, o addirittura esitano ad accettare un controllo qualità, hanno sempre (e intendo sempre) qualcosa da nascondere.

          Questi fornitori intendono truffarti o subappaltare il tuo ordine ad un’azienda del posto che sfrutta la manodopera.

          Devo informare il mio fornitore in anticipo?

          Sì, dovresti informare il tuo fornitore, dicendogli che intendi far fare il controllo qualità dell’ordine quanto prima possibile. Anche prima di effettuare un ordine del campione.

          E’ fondamentale far capire al fornitore che sei un acquirente che attua un serio processo di garanzia della qualità.

          Non uno di quegli acquirenti creduloni che si fanno in quattro per accontentare il fornitore.

          Credimi quando dico che i fornitori cinesi non hanno assolutamente rispetto per gli acquirenti che si arrendono facilmente alle loro richieste.

          A loro piace mettere alla prova i propri clienti, respingendo le richieste più assurde come quella di suggerire che un controllo qualità non sia neppure necessario.

          Non cadere in questo tranello.

          Come faccio a prenotare un controllo qualità via web?

          Al giorno d’oggi, le agenzie più affermate preposte al controllo qualità dispongono di sistemi di prenotazione via web. Tutto quello che devi fare è accedervi e inviare le seguenti informazioni:

          • Nome del fornitore
          • Recapiti
          • Indirizzo della fabbrica (se presente)
          • Specifiche del prodotto
          • Quantità
          • Lista di controllo
          • Data del controllo

          Noi di Chinaimportal.com collaboriamo con Sofeast.com, che ha sedi ad Hong Kong e a Shenzhen. I nostri clienti possono accedere al sistema di prenotazione Sofeast direttamente tramite la nostra Dashboard.

          Quanto tempo prima devo prenotare il controllo qualità?

          La maggior parte delle società preposte al controllo qualità pubblicizza il fatto che accettano prenotazioni effettuate solo 72 ore prima della data dell’ispezione. Detto questo, ciò presuppone che tu abbia già una lista di controllo qualità. Se hai bisogno di consigli da una di queste società su come redigere una bozza della lista di controllo, dovresti prenotare con almeno 3 settimane d’anticipo. Prima è, meglio è.

          Quanto dovrei aspettarmi di pagare?

          La maggior parte delle agenzie più affermate, compresa Softeast.com, addebitano circa  300 USD per ciascuna ispezione, spese di viaggio comprese.

          Tuttavia, alcuni agenti chiedono dai 150 ai 200 USD per ciascun controllo. Ripeto ancora una volta: ottieni quello per cui paghi.

          Quando devono essere ispezionati i prodotti?

          Come minimo, dovresti far ispezionare i prodotti prima della spedizione e del pagamento del saldo. Tuttavia, potresti anche prendere in considerazione un controllo qualità in loco durante la produzione.

          Un controllo qualità eseguito durante la produzione può aiutarti ad individuare i problemi di qualità nella fase iniziale (ad esempio, colori o materiali errati) e a correggerli mentre sei ancora in tempo.

          Se il volume dell’ordine è superiore a 10.000 USD, ti suggerisco vivamente di effettuare il controllo qualità sia durante la fase di produzione che prima della spedizione.

          Come faccio a sapere che tipo di controlli dovrebbe fare l’ispettore?

          L’intento dell’ispezione è quello di mostrarti lo stato dei prodotti, pertanto puoi chiedere all’ispettore di segnalare tutto ciò che può essere acquisito mentre è in fabbrica.

          Ad esempio, se vuoi le foto del prodotto, le dimensioni, una verifica dell’imballaggio e un’ispezione visiva.

          L’ispettore esegue i controlli che gli chiedi di fare, quindi non tralasciare nulla. Tieni presente che sei tu l’esperto del prodotto.

          Inoltre, dovresti anche chiedere all’ispettore di dare un’occhiata più da vicino ai potenziali problemi di qualità riscontrati durante il processo di campionamento.

          Controllo qualità

          Come faccio a sapere che l’ispettore è qualificato per controllare i miei prodotti?

          La maggior parte delle agenzie più affermate è qualificata per ispezionare praticamente qualsiasi prodotto. In definitiva, si tratta di ciò che scrivi nella lista di controllo qualità.

          Sono poche le agenzie ad essere specializzate in determinate categorie di prodotto.

          L’importante è che abbiano una solida esperienza pregressa e che tu dia loro una lista di controllo chiara e valutabile.

          Devo inviare i campioni di pre-produzione all’agente?

          Non è necessario, ma può aiutare l’agenzia a comprendere meglio il prodotto. Detto questo, la maggior parte dei nostri clienti non invia i campioni prima della produzione.

          I campioni di riferimento possono essere molto utili quando, durante un controllo, si ispezionano tessuti e altri materiali, poiché altrimenti è difficile confermare se il prodotto è corretto.

          I campioni ispezionati vengono distrutti?

          Non nella maggior parte dei casi, ma alcuni test della qualità possono danneggiare in qualche modo il prodotto come, ad esempio, quando si effettua il controllo ignifugo, la verifica del peso del materiale o il test della pressione dell’acqua.

          Detto questo, per la maggior parte di questi test devi utilizzare solo un’unità.

          Posso andare in Cina e fare l’ispezione da solo?

          Certo, puoi andare in Cina e visitare la fabbrica da solo. In effetti, questo è qualcosa che ti incoraggio a fare, prima di effettuare il tuo primo ordine.

          Tuttavia, quando si tratta di controllo qualità, incaricare un’agenzia preposta non ti farà risparmiare solo il denaro per l’hotel, i voli e i visti, ma scoprirai anche che l’ispettore fa un lavoro migliore di quello che faresti tu stesso.

          Naturalmente ci sono delle eccezioni, ma un ispettore professionista sarà quasi sempre più bravo ad individuare i difetti rispetto ad un acquirente alle prime armi.

          Controllo qualità

          Dovrei fare il controllo qualità su ogni ordine?

          Sì, dovresti far controllare ogni singolo ordine.

          Come ho già detto, la manifattura non è una scienza esatta e un componente difettoso o danneggiato può rovinare l’intero lotto.

          Dato che un lotto difettoso può danneggiare la tua reputazione, o addirittura far sospendere il tuo account Amazon, devi sempre controllare la qualità prima della spedizione.

          Inoltre, è molto più probabile che il tuo fornitore riduca al minimo i difetti, se sa che farai ispezionare il lotto.

          Se inizi a rilassarti, lo farà anche lui.

          La società preposta al controllo qualità può verificare anche se i prodotti sono conformi alle norme di sicurezza obbligatorie?

          L’agente può controllare le etichette e verificare la conformità ai requisiti meccanici (ad esempio, parti mobili o spigoli vivi).

          Tuttavia, l’agente non dispone dell’attrezzatura con cui eseguire quei test di sicurezza del prodotto più complessi (ad esempio, i test elettrici o EMC), o i controlli chimici e dei metalli pesanti.

          Sebbene le apparecchiature di prova portatili saranno disponibili tra pochi anni, ampliando ulteriormente il ruolo delle società preposte al controllo qualità, non è ancora così.

          Per tali test, l’agente può raccogliere campioni di lotto da inviare a una società di test di conformità accreditata come, ad esempio, SGS o Asiainspection.

          Tieni presente che il test di laboratorio si paga a parte e spesso è più costoso del controllo qualità.

          Cosa succede se l’ispettore rileva problemi di qualità?

          Molto probabilmente, si troveranno dei problemi di qualità. Se l’ispettore ne rileva solo alcuni di entità minima, puoi procedere e approvare l’ordine.

          Se i problemi sono più gravi, dovresti chiedere al tuo fornitore di rifare i prodotti o di ripararli e, di conseguenza, dovresti far ispezionare nuovamente l’ordine.

          Tieni presente che dovrai trattare direttamente con il fornitore. L’agente non negozia compensi o cose del genere con il fornitore.

          Non posso semplicemente fare un controllo qualità quando la merce arriva nel mio Paese ?

          Certo che puoi, ma che senso ha?

          Supponendo che si trovino dei problemi di qualità, non c’è nulla che tu possa fare. Non puoi restituire i prodotti al fornitore, né puoi costringerlo a rimborsarti.

          Ed anche se il fornitore fosse disposto ad accettare un reso, è difficile far attraversare ai prodotti la dogana cinese.

          A causa dei controlli sui capitali, anche i rimborsi risultano complessi.

          Ma, molto probabilmente, non dovrai avere a che fare né con la dogana né con il controllo del capitale, poiché il fornitore può semplicemente negarti qualsiasi tipo di rimborso e andarsene.

          La maggior parte dei problemi di qualità viene causata da incomprensioni o da schede tecniche troppo vaghe. Nessun fornitore perderà il suo profitto, equivalente di 20 ordini, semplicemente perché i prodotti non confermano l’idea di “buona qualità” percepita (e persino immaginata) dagli acquirenti.

          Perché non posso lasciare che il fornitore esegua il controllo qualità?

          Dovresti aspettarti che il fornitore possegga una specie di sistema di gestione della qualità, ma, nel caso in cui si riscontrassero problemi di qualità, non puoi aspettarti che il fornitore sia imparziale e che ti consegni un rapporto sulla qualità veritiero.

          Al contrario, ti serve una terza parte affidabile, con una solida esperienza pregressa nel settore della garanzia della qualità, che ti consegni un rapporto indicante lo stato effettivo dei tuoi prodotti.

          Alcuni fornitori sostengono che non sia necessaria alcuna ispezione da parte di terzi, perché controlleranno i prodotti da soli.

          E alcuni acquirenti ci credono e ottengono il risultato che meritano.

          Cosa succede se si verificano problemi di qualità settimane o mesi dopo che ho cominciato a vendere il prodotto?

          I problemi di qualità post-vendita sono molto complessi, poiché possono essere difficili da rilevare durante il controllo qualità.

          Tali problemi di qualità comprendono, ad esempio, quanto segue:

          • Componenti elettronici difettosi
          • Componenti incollati che cadono

          La soluzione è quella di trovare un sistema per simulare l’utilizzo del prodotto e testarne lo stress.

          Ad esempio, se stai spedendo un prodotto in Europa o in Nord America, puoi provare a vedere come reagisce alle temperature inferiori allo zero.

           

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            Permessi e licenze quando si importa dall’Asia: la guida completa

            Pubblicato il Lascia un commento

            Prima di importare determinati tipi di prodotti, devi ottenere un permesso o una licenza e non riuscire ad averli può essere disastroso, in quanto può comportare il sequestro della merce da parte delle autorità doganali.

            Continua a leggere e scopri cosa devi sapere sui permessi e le licenze di importazione nell’Unione Europea, negli Stati Uniti, in Australia e in molti altri Paesi.

            1. Per la maggior parte dei prodotti non ti occorre una licenza o un permesso di importazione

            Solo alcune categorie sono limitate, nel senso che devi ottenere una sorta di licenza o devi avvisare in anticipo le autorità.

            Ecco alcuni esempi:

            • Prodotti agricoli
            • Sostanze chimiche
            • Prodotti farmaceutici
            • Dispositivi medici
            • Piante e animali vivi
            • Tabacco e alcol

            Come già specificato, per importare la maggior parte della merce non bisogna essere in possesso di una licenza o di un altro tipo di permesso. Tuttavia, numerosi prodotti vengono regolamentati da determinate direttive, norme di sicurezza e requisiti sulla documentazione, inoltre, prima di importare i prodotti, potresti dover ottenere un codice EORI o acquistare delle obbligazioni doganali.

            Documento Paese Descrizione
            Customs bond Stati Uniti Prima di importare negli Stati Uniti merce di valore superiore a 2500 USD, devi acquistare un’obbligazione doganale annuale o per ciascuna spedizione.
            EORI Unione Europea Tutte le imprese e i privati che importano prodotti nell’Unione Europea devono richiedere un codice EORI prima dell’arrivo della merce. La richiesta è gratuita e può essere inoltrata via web nella maggior parte degli Stati membri.
            Rapporti dei test Vari Sebbene non sia una licenza o un permesso, un rapporto del test viene utilizzato per dimostrare la conformità a tutte le norme di sicurezza vigenti e/o alle restrizioni chimiche. Le autorità doganali nell’Unione Europea, negli Stati Uniti e in molti altri Paesi sono sempre più rigorose quando si tratta di far rispettare le norme sulla sicurezza dei prodotti al porto di ingresso.
            Documenti di conformità Vari Per garantire la conformità a tutte le normative vigenti, oltre ai rapporti dei test ti potrebbe servire anche della documentazione aggiuntiva: ad esempio, puoi accludere una dichiarazione di conformità, un certificato di prodotto per bambini o una distinta base.

             

            2. Importazione di dispositivi alimentati a batteria e batterie al litio

            Le batterie al litio, o i prodotti alimentati da queste batterie, sono soggetti a restrizioni nel trasporto. Alcune aziende, come UPS, spediscono le batterie al litio solo per i clienti pre-approvati. Per concedere l’approvazione, chiedono agli importatori di fornire informazioni dettagliate sulla loro azienda, sul produttore e, persino, sulle qualifiche dei dipendenti e sui rapporti dei test UN 38.3.

            Oltre a ottenere una pre-approvazione, gli importatori devono anche rispettare i requisiti di imballaggio e sono tenuti ad assicurarsi che i cartoni siano etichettati correttamente.

            Tali restrizioni non sono esclusive solo di UPS, dato che vengono implementate da tutte le società di trasporti.

            3. Approvazione prima dell’importazione dell’artigianato in legno (Stati Uniti)

            Quando si importano determinati tipi di artigianato in legno negli Stati Uniti, devi richiedere l’approvazione prima dell’importazione.  Scopo di tale approvazione è quello di garantire che i prodotti in legno importati negli Stati Uniti non contengano parassiti e malattie agricoli.

            Ecco alcuni prodotti considerati come artigianato in legno:

            • Lavori di intaglio
            • Cestini
            • Scatole
            • Casette per uccelli
            • Mobili rustici per giardino e prato/patio
            • Recinzioni e bordure da giardino
            • Cornici per foto
            • Decorazioni natalize per la casa
            • Penne
            • Matite
            • Pezzi decorativi da collezione in legno
            • Utensili da cucina in legno
            • Altri oggetti in legno

            Puoi trovare maggiori notizie sul sito web dell’USDA Animal and Plant Health Inspection Service.

            4. Tecnologia e licenze di brevetto

            Facciamo conto che importi un prodotto abilitato al Bluetooth: ciò significa che devi pagare una tassa di dichiarazione pari a 8000 USD per ciascun prodotto (o 2500 USD a prodotto, se hai i requisiti per il loro programma Startup).

            La stessa cosa vale per altre tecnologie sviluppate, ad esempio, da Apple e Samsung. Vuoi rendere il tuo dispositivo compatibile con il cavo di collegamento Lightning di Apple? Devi versare  un canone di licenza di 8 USD per ciascuna unità prodotta.

            Eppure, molti importatori presuppongono che, in qualche modo, a tutto questo ci pensi il fornitore, finché alla fine si rendono conto che non è così.

            Quando ti rivolgi a un produttore a contratto, ad esempio a Shenzhen, per far realizzare il tuo prodotto OEM, questo prodotto è nuovo e, di conseguenza, non è coperto dalle licenze tecnologiche esistenti. In quanto tale, il fornitore non offre alcun supporto quando si tratta di licenze. Né dovrebbe, dal momento che non è compito suo agire come consulente legale internazionale per i suoi clienti.

            Quindi, spetta a te garantire tutte le licenze richieste prima di importare la merce, sia che si tratti di abilitare il Bluetooth del tuo prodotto, che di renderlo compatibile con i dispositivi Apple.

            Se il tuo fornitore ha sempre sostenuto di possedere tali licenze, fidati, ma controlla. Chiedi sempre la documentazione che può essere verificata con una terza parte, preferibilmente il proprietario dell’IP (proprietà intellettuale).

            Dubito che la maggior parte delle piccole imprese sappia che devono pagare i canoni delle licenze tecnologiche e dare per scontate la funzionalità Bluetooth e le altre tecnologie.

            Ci sono alcuni casi in cui il fornitore possiede effettivamente la licenza, come coloro che fanno parte del programma di licenza MFi di Apple. Detto questo, i requisiti sono elevati e pochi fornitori superano le rigorose procedure di verifica.

            5. Proprietà intellettuale (IP) e licenza di marchio

            Di tanto in tanto riceviamo l’inevitabile richiesta di aiutare a trovare fornitori che “vendano” le magliette di Star Wars o i giocattoli di Hello Kitty. Il presupposto è che alcuni produttori asiatici detengano in qualche modo i diritti per realizzare dei prodotti di marca per conto della Disney, della Marvel e di altri grandi marchi.

            Sebbene la loro merce venga prodotta principalmente in Cina e in altri Paesi asiatici, l’IP non viene mai concessa in licenza ai loro fornitori.

            In altre parole, la Disney non concede licenze alle fabbriche, ma consente loro di vendere i suoi prodotti agli importatori di tutto il mondo.

            Anche se dovessi trovare un fornitore che realizza dei prodotti per la Disney (li uso solo a scopo esemplificativo), cosa peraltro non molto difficile, non puoi semplicemente andare a ordinare un nuovo lotto di t-shirt di Topolino.

            La fabbrica non possiede l’IP, pertanto, se vuoi utilizzarla, devi contattare il proprietario dell’IP, non il fornitore della fabbrica.

            Tutto ciò può essere piuttosto ovvio quando si tratta di marchi e personaggi che tutti riconosciamo. Al contrario, può essere molto più complesso quando i fornitori utilizzano design, modelli e altre IP meno conosciute.

            FAQ

            Come faccio a sapere se è necessaria una licenza o un permesso per il nostro prodotto?

            Ti consiglio di cominciare contattando l’autorità doganale del Paese importatore. Talvolta possono fornire un elenco di tipi di prodotti che richiedono un permesso o una licenza, oppure possono dirti quale agenzia governativa è responsabile di tali requisiti.

            Un’altra opzione è quella di domandare al tuo spedizioniere, purché abbia esperienza con la tua categoria specifica di prodotti. Detto questo, alcuni spedizionieri sono riluttanti nel dare consigli su permessi e licenze, poiché spesso questa non è la loro area principale di competenza.

            La tua terza e migliore opzione è quella di contattare un consulente o uno studio legale specializzato in permessi e licenze di importazione.

            Cosa può succedere se non abbiamo il permesso o la licenza di importazione necessari?

            Il rischio principale è che i prodotti non possano essere sdoganati. Ciò significa che la tua merce non può entrare nel Paese. Pertanto, il mancato ottenimento della licenza o del permesso appropriato può comportare un danno totale.

            Cosa può succedere se importiamo prodotti di marca senza una licenza di marchio?

            Il rischio è che le autorità doganali rifiutino la tua merce all’arrivo nel porto di destinazione. Tieni presente che le autorità doganali stanno attente agli articoli contraffatti.

             

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              Importazione in Europa: marcatura CE, test e certificazione – di Han Zuyderwijk

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              Han Zuyderwijk (LinkedIN) è il fondatore di CEmarking.net, che ha sede ad Amsterdam, nonché uno dei massimi esperti europei di marcatura CE e conformità Europea. In questo articolo Han Zuyderwijk spiega cos’è la marcatura CE e che tipo di documentazione del prodotto occorre agli importatori europei. Inoltre, chiarisce anche perché la conformità alle varie direttive sulla marcatura CE è molto più complessa quando si importa dalla Cina. Continua a leggere e scopri tutto ciò che devi sapere sulla marcatura CE in qualità di importatore europeo.

              Quando un prodotto deve essere marcato CE?

              Un prodotto deve essere marcato CE quando è compreso in uno o più dei circa 25 regolamenti tecnici vigenti nell’Unione Europea, che richiedono la certificazione CE. Questi regolamenti tecnici vengono spesso chiamati “direttive” e talvolta “norme”. La marcatura CE non si applica a tutti i tipi di prodotti, tant’è che sono esclusi, ad esempio, i prodotti alimentari, farmaceutici, cosmetici e chimici. Al contrario, le apparecchiature elettriche ed elettroniche, i giocattoli, i macchinari, i  dispositivi medici e i DPI sono tra i prodotti per i quali è richiesta la marcatura  CE.

              Marcatura CE non vuol dire solo aggiungere sul prodotto un adesivo riportante la dicitura “CE”. Infatti, prima di poter riportare tale marcatura, un prodotto deve essere reso conforme ai requisiti delle direttive CE vigenti e alle norme armonizzate europee. Anche la conformità deve essere certificata secondo le procedure delle direttive.

              Come identifichi quali direttive EN si applicano a un determinato prodotto?

              Purtroppo, non esiste un metodo semplice per farlo. Fondamentalmente, bisognerebbe trovare, scaricare e leggere le oltre 25 direttive per determinare se il prodotto è compreso nel loro ambito di applicazione o ne è esentato. Tutto ciò può essere difficile, considerando che le direttive possono cambiare o se ne possono introdurre di nuove. Non parliamo nemmeno delle norme europee, che vengono emendate con ancora maggiore regolarità. Sia io che i miei colleghi abbiamo visto come tutto ciò impatti sulle aziende e abbiamo lavorato sodo per offrire una soluzione. Continua a leggere l’articolo e troverai ulteriori informazioni.

              Che tipo di documentazione è richiesta?

              Il produttore deve conservare (e mantenere) un fascicolo tecnico con tutta la documentazione necessaria per dimostrare la conformità del prodotto. Il fascicolo tecnico contiene più di un rapporto del test o di un certificato e, sebbene il suo contenuto possa differire da una direttiva CE all’altra, deve essere corredato di almeno quanto segue:

              • Documentazione progettuale (ad esempio, schemi elettrici)
              • Dichiarazione di conformità
              • Rapporti dei test e certificati
              • Analisi del rischio
              • Copia del manuale utente o delle istruzioni per l’uso
              • Una panoramica delle norme europee applicate

              Dal  momento che non esiste un registro dove poter conservare i fascicoli tecnici, il produttore deve tenerli a disposizione per almeno 10 anni dal momento in cui cessa l’immissione in commercio del prodotto. Inoltre, non è necessario condividere il fascicolo tecnico con i clienti. Se le autorità di vigilanza del mercato degli Stati membri dell’Unione Europea vogliono verificare la conformità del prodotto, il produttore, previa richiesta, deve presentare loro il fascicolo tecnico.

              In quali casi la certificazione di prodotto deve essere rilasciata da terzi e in quali casi dal produttore?

              Non esiste una risposta generale a tale quesito. Ogni direttiva sulla marcatura CE prevede una procedura. Posso dire che solo per circa il 10% dei prodotti esiste l’obbligo di coinvolgere un ente terzo di certificazione. Il restante 90% può essere auto valutato o autocertificato dal produttore.

              Alcune direttive hanno un elenco o delle categorie di prodotto che richiedono la certificazione di terzi. In altre direttive un organismo di certificazione terzo è necessario solo quando non sono disponibili norme armonizzate europee per il prodotto, o quando il produttore si discosta da tali norme. E’ meglio che il produttore controlli la/e direttiva/e applicabile/i in materia di marcatura CE, per stabilire se un organismo di certificazione deve essere coinvolto nella valutazione della conformità.

              Come detto, in realtà la certificazione di conformità da parte di terzi è necessaria solo per pochi prodotti. Diamo un’occhiata ad alcune delle direttive CE più generali applicabili:

              • Macchinari: solo 17 gruppi di macchinari ad alto rischio (come segatrici e pressatrici con carico/scarico manuale) sono elencati come macchinari che potrebbero dover essere certificati da terzi. Anche questi 17 gruppi di macchine non richiedono l’intervento di un organismo di certificazione, se il produttore applica le norme armonizzate europee vigenti. Ciò significa che la maggior parte dei macchinari può essere autocertificata.
              • Apparecchiature elettriche: in quasi tutti i casi le apparecchiature elettriche non necessitano di essere testate e certificate da un ente di certificazione terzo.
              • Apparecchiature elettroniche: non hanno bisogno di essere testate e certificate da un ente di certificazione terzo, se il produttore applica le norme armonizzate europee disponibili.
              • Dispositivi medici: i dispositivi medici di classe I che non sono sterili o non hanno funzione di misurazione non devono essere testati e certificati da un ente di certificazione di terzo.
              • Prodotti da costruzione: un ampio gruppo di prodotti da costruzione non deve essere certificato da un ente di certificazione terzo.
              • Apparecchiature a pressione: un ampio gruppo di apparecchiature a pressione non deve essere certificato da un ente di certificazione terzo.
              • Giocattoli: quasi tutti i giocattoli possono essere autocertificati.

              Tanto per chiarezza, è bene osservare che, anche se autocertificati, i prodotti devono comunque essere testati e i rapporti dei test devono essere inseriti nel fascicolo tecnico.

              Nel caso in cui venga coinvolto un organismo di certificazione, questi rilascia un certificato di conformità e il produttore lo acclude al fascicolo tecnico. In ogni caso, il produttore rilascia una dichiarazione di conformità, confermando il rispetto delle direttive e delle norme CE applicabili.

              Questo vale anche per i fornitori che non hanno sede nell’Unione Europea come, ad esempio, i produttori cinesi?

              Tutti i requisiti delle direttive sulla marcatura CE si applicano al produttore indipendentemente dalla sua ubicazione nel mondo. Se hanno intenzione di rendere disponibili i loro prodotti nell’Unione Europea, i produttori cinesi devono adempiere agli obblighi delle direttive CE. Ovviamente, dobbiamo ricordare che le autorità di vigilanza del mercato degli Stati membri nell’Unione Europea non hanno la competenza per far rispettare le norme comunitarie in Cina, pertanto concentrano i loro provvedimenti e le loro misure sugli importatori europei.

              In base alla tua esperienza, quali sono le sfide più importanti relative alla conformità che devono affrontare le aziende europee che importano dalla Cina?

              Ritengo che il problema più grande correlato alla marcatura CE sia che le aziende europee sono pienamente responsabili di tale marcatura, ma non hanno il controllo del design, della produzione e della conformità del prodotto. Per tutto questo, infatti, devono affidarsi completamente ai loro fornitori cinesi. Nonostante ciò, il prodotto è davvero conforme? Molte aziende non sanno come verificare e valutare la conformità dei prodotti.

              Inoltre, le direttive e, in particolare, le norme cambiano con regolarità. Ciò significa che i certificati e i test che le aziende ricevono oggi dai loro produttori potrebbero non essere più validi domani. Poiché sono pienamente responsabili, gli importatori devono familiarizzare con i requisiti e assicurarsi di rimanere aggiornati sugli ultimi sviluppi.

              In che modo la tua azienda può aiutare le imprese con sede nell’Unione Europea a garantire la conformità alle direttive EN?

              Lavorando in questo campo da quasi 20 anni, sappiamo che la marcatura CE può essere piuttosto scoraggiante e poco chiara. I nostri clienti apprezzano particolarmente i seguenti servizi:

              Kick Start: Se l’azienda è una neofita in quanto a marcatura CE, la aiutiamo a stabilire se tale marcatura si applica e, in tal caso, a quali direttive e norme CE devono essere conformi i prodotti. Inoltre, facciamo vedere come ottenere la marcatura CE in tempi rapidi ed economici. Forse è bene tener presente che non siamo un laboratorio preposto allo svolgimento dei test né un ente di certificazione, quindi non abbiamo bisogno di vendere quei servizi.

              Revisione della documentazione e analisi delle lacune: Possiamo aiutare gli importatori ad acquisire sicurezza sul fatto che i prodotti che importano siano conformi e che la documentazione sia autentica. Proponiamo la revisione e la verifica della documentazione di conformità disponibile, segnalando le possibili lacune e le eventuali irregolarità.

              Consulenza e coaching: Per quei clienti che preferiscono un approccio “senza problemi”, i nostri esperti eseguono le valutazioni di conformità e preparano tutta la documentazione richiesta. Se vogliono aiuto, ma preferiscono contenere i costi, offriamo il servizio di coaching. In alcune sessioni individuali di coaching via web un esperto guida il cliente attraverso il processo, gli indica cosa fare e, ove disponibili, gli fornisce schemi e liste di controllo. In questo modo, il cliente può completare da solo la marcatura CE, mentre il coach si assicura che ci siano dei progressi.

              easyCE, software di gestione della marcatura CE: Sono felice di poter dare uno scoop a Chinaimportal e di poter svelare oggi i nostri piani per lanciare una piattaforma web di gestione della marcatura CE . Abbiamo accennato a come i produttori e gli importatori fatichino a stabilire le direttive e le norme vigenti. Abbiamo anche parlato del loro timore nel rimanere al passo con le normative e di come garantire che i prodotti siano conformi alle ultime versioni. La piattaforma easyCE risolve questi problemi. Per di più, aiuta l’utente a redigere il proprio fascicolo tecnico e la dichiarazione di conformità e li tiene aggiornati.

               

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                Guida ai regolamenti sulle etichette dei prodotti d’importazione

                Pubblicato il 15 commenti

                etichette importazione, Cina

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                aiutarti ad importare dalla Cina

                L’etichetta del prodotto rappresenta una caratteristica importante delle merci che si vogliono importare in quanto, per la maggior parte dei prodotti, fa parte dei regolamenti europei e americani.

                In alcuni casi, gli ufficiali doganali potrebbero persino rifiutare l’ingresso alle merci non etichettate (o etichettate in maniera non conforme ai regolamenti).

                Quando si importa dalla Cina ottenere etichette a norma non è sempre facile in quanto i fornitori cinesi che sanno come progettare un’etichetta e che informazioni inserirci sono rari.

                In quest’articolo introdurremo i regolamenti sulle etichette dei prodotti di importazione in vigore in Europa e negli Stati Uniti. Continua a leggere Guida ai regolamenti sulle etichette dei prodotti d’importazione

                Quali sono i costi da sostenere quando si importa dalla Cina?

                Pubblicato il 1 commento

                I costi per importare dalla Cina

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                aiutarti ad importare dalla Cina

                Calcolare i propri margini di profitto considerando solo il prezzo delle merci che si vogliono acquistare in Cina e poi rivendere in Europa non è affatto una buona idea. Quando si importa dalla Cina vi sono, infatti, diversi costi supplementari da sostenere. E non mi riferisco solo ai dazi o al trasporto.

                Acquistare da un fornitore cinese è un po’ come volare su Ryanair: gli extra si pagano a parte. Hai bisogno di un componente personalizzato? Sarai tu a dover pagare lo stampo. Ti serve un’analisi specifica per testare un materiale? Di nuovo, sarai tu a dover sostenere la spesa aggiuntiva. Lo stesso discorso vale per le spese di sviluppo e progettazione di un prodotto innovativo, le ispezioni qualità o i testi di laboratorio.

                Quest’articolo è dedicato alle spese che dovrai tenere in considerazione per acquistare le merci da un fornitore cinese. Continua a leggere Quali sono i costi da sostenere quando si importa dalla Cina?