Importare prodotti in Brasile: Una guida completa

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Avete intenzione di importare prodotti in Brasile? In questa guida vi spieghiamo cosa dovete sapere su dazi d’importazione, tasse, standard di sicurezza dei prodotti, etichettatura, licenze e spedizioni in Brasile


Tasse sulle importazioni in Brasile


Il sistema fiscale del Brasile è complesso ed è stato soggetto a molteplici cambiamenti negli ultimi anni. Attualmente esistono diversi tipi di imposte di cui gli importatori devono preoccuparsi quando importano prodotti in Brasile. La tabella seguente contiene informazioni generali applicabili a ciascuna delle imposte citate. Gli importatori dovrebbero leggere le istruzioni relative alle imposte da pagare sul sito web ufficiale dell’Autorità fiscale brasiliana o chiedere una consulenza professionale ai dipartimenti interessati.

Dazi d’importazione, IVA e altre imposte

 

Type Customs Duty (II)   Value-added tax (ICMS) Value-added tax (IPI)
Ambito di applicazione Tutti i prodotti importati  Circolazione delle merci, servizi di trasporto e comunicazione Beni industrializzati, pagati durante lo sdoganamento delle importazioni dai produttori/importatori
Fascia di aliquota fiscale 10% – 35% Varia tra gli stati brasiliani (di solito 17%-25% per i beni importati)     0% – 330%
Aliquota fiscale media  10,73% (Escluso dai prodotti agricoli) 18%     10%
Metodo di calcolo Valore CIF della merce Dipende dalla normativa del singolo Stato Secondo la classificazione delle merci, basata sul codice NCM armonizzato
Contribuente Importatori Utenti finali Utenti finali
Esattore delle imposte Autorità fiscale brasiliana Governo dello Stato Governo federale
Soglia doganale  Non si applica alle importazioni con valore CIF inferiore a 50 dollari. Non si applica alle importazioni con valore CIF inferiore a 50 dollari. N/A
Osservazione N/A Imposta statale sulla circolazione delle merci e sui servizi di trasporto e comunicazione Imposta federale applicata alla maggior parte dei prodotti nazionali e importati

Oltre alle suddette imposte, gli importatori brasiliani devono pagare anche le imposte PIS (Programma di Integrazione Sociale) e COFINS (Contributo per il Finanziamento della Sicurezza Sociale). Per ulteriori informazioni, fare clic qui.

Esempi di aliquote dei dazi doganali

Ecco alcuni esempi di aliquote di dazi doganali per l’importazione di diversi prodotti in Brasile:

Product Duty Rate
Orologi 20%
Elettronica 0%-20%
Giocattoli e prodotti per bambini 14%-35%
Utensili da cucina 14%
Accessori e gioielli 0%-18%
Abbigliamento e tessuti 26%-35%
Sport & Fitness 20%
Prodotti beauty 18%
Forniture varie 4%

 

Brasile Regolamenti di prodotto


INMETRO

L’INMETRO (Istituto Nazionale di Metrologia, Standardizzazione e Qualità Industriale) è stato creato allo scopo di migliorare la qualità e la sicurezza dei prodotti venduti nel mercato interno brasiliano.Attraverso il suo schema di certificazione, l’INMETRO regolamenta gli standard dei prodotti e impone che questi siano conformi ad esso prima di essere commercializzati in Brasile.

Esistono due diversi tipi di certificazione Inmetro:
a. Certificazioni volontarie (rilevanti per gli esportatori di Stati Uniti, UE e altri mercati).
b. Certificazioni obbligatorie (per gli importatori nel mercato brasiliano).

In questa sezione, ci concentriamo principalmente sui requisiti di certificazione obbligatoria per i prodotti che possono presentare danni alla salute umana o all’ambiente. Tutti i prodotti che richiedono una certificazione obbligatoria devono essere attestati ed etichettati con il marchio INMETRO prima di entrare nel mercato brasiliano.

Campo di applicazione dei prodotti INMETRO


Di seguito è riportato un elenco non esaustivo dei prodotti che devono ottenere le certificazioni obbligatorie:

  • Caschi di sicurezza, compresi i caschi per motocicli
  • Carrelli e culle per bambini
  • Biberon e ciucci
  • Materiale scolastico
  • Mobili
  • Pentole in metallo e a pressione
  • Elettrodomestici e dispositivi simili
  • Giocattoli
  • Fili e cavi elettrici
  • Illuminazione a led
  • Dispositivi medici

L’elenco completo è disponibile sul sito ufficiale dell’INMETRO. Si noti che mentre il sito web offre un’opzione per tradurre con Google la maggior parte delle informazioni, il database ufficiale sembra essere disponibile solo in portoghese brasiliano. Qui si trova un elenco di prodotti coperti in lingua inglese, anche se non si tratta di un sito ufficiale e l’elenco sembra essere incompleto.

Procedura di certificazione INMETRO

Per richiedere l’INMETRO, gli importatori devono:
a.
 Fornire informazioni relative all’azienda, al produttore e al prodotto
b. Nominare un Rappresentante Legale (società con sede in Brasile).

Il servizio di certificazione inizierà solo dopo l’approvazione del Rappresentante Legale. Gli importatori devono eseguire i seguenti passi per la richiesta di certificazione:

  1. Assumere una società terza di analisi di laboratorio per condurre i test di sicurezza del prodotto
    b. Assumere una società di controllo qualità per condurre ispezioni/valutazioni in fabbrica per garantire la conformità della produzione del produttore.
    c. Presentare la documentazione tecnica richiesta

Esempi di standard di prova INMETRO

  • NM300-2 Infiammabilità
  • NM300-3 Migrazione di alcuni elementi
  • NM300-4 Set chimici sperimentali
  • NM300-5 Set di chimica diversi da quelli sperimentali
  • NM300-6 Sicurezza dei giocattoli elettrici

Marchio INMETRO


Alcuni prodotti devono ottenere la certificazione INMETRO in modo coercitivo ed essere etichettati con il marchio INMETRO prima di entrare nel mercato brasiliano. Ad esempio, tutti i prodotti elettrici ed elettronici devono riportare il marchio INMETRO. L’elenco comprende:

  • Elettrodomestici
  • Ventilatori
  • Forni elettrici commerciali
  • Apparecchiature IT
  • Illuminazione a LED

ANATEL


ANATEL è l’acronimo di National Telecommunication Agency Regulatory Authority of telecommunications, un ente pubblico che regolamenta tutti i prodotti di telecomunicazione in Brasile. L’Agenzia richiede che i prodotti di telecomunicazione ottengano la certificazione Anatel prima di poter essere utilizzati nel territorio brasiliano.

Ambito di applicazione dei prodotti ANATEL


Tutti i prodotti di apparecchiature mobili e radio come telefoni cellulari, modem, apparecchiature di radiodiffusione, giocattoli, batterie di sistema, cavi, connettori e altro.

Procedura di certificazione ANATEL


Analogamente a INMETRO, gli importatori sono tenuti a presentare i documenti associati e a condurre test e valutazioni di laboratorio per i loro prodotti. Inoltre, per tutti i prodotti di telecomunicazione importati destinati alla commercializzazione, l’identificazione dell’approvazione (logo ANATEL + numero identificativo) deve essere completata prima che il prodotto entri in Brasile, ad eccezione dei casi e delle situazioni definiti nella Procedura operativa.

Marchio ANATEL ed etichette di avvertenza


ANATEL richiede che il prodotto sia contrassegnato e che sia etichettato con un’etichetta di avvertenza relativa al livello di esposizione degli utenti alle radiofrequenze rilasciate dal prodotto.

Requisiti di etichettatura per il Brasile

Il codice brasiliano di protezione dei clienti richiede che le etichette di tutti i prodotti importati in Brasile forniscono le seguenti informazioni in portoghese brasiliano:

  • Descrizione del prodotto
  • Peso nel sistema metrico standard
  • Composizione del prodotto
  • Validità
  • Paese di origine
  • Nome e indirizzo dell’importatore
  • Eventuali avvertenze speciali sui rischi per la salute o la sicurezza
  • Valore nutrizionale (per alimenti e bevande)

Requisiti speciali di etichettatura potrebbero essere applicabili a prodotti quali prodotti farmaceutici, cosmetici, preparati di bellezza e igienici, prodotti alimentari e altri. Per informazioni più dettagliate, gli importatori dei prodotti summenzionati devono rivolgersi a professionisti del settore.

Procedure doganali, licenze e permessi


Le procedure di importazione della dogana brasiliana possono essere complesse e richiedere molto tempo; consigliamo vivamente agli importatori di procurarsi tutti i documenti idonei necessari prima di inviare campioni o importare in massa nel mercato brasiliano.

SECEX


Gli importatori stranieri e brasiliani devono registrarsi presso il Segretariato del Commercio Estero (SECEX), un ramo del Ministero dello Sviluppo Industriale e del Commercio (MDIC).

Licenza di importazione


Quando si importano alcune categorie di prodotti, è necessario presentare la licenza di importazione. La licenza di importazione è un documento che contiene informazioni sulle merci e sull’importatore, sul Paese di origine, sul regime fiscale, sul cambio di valuta e altro.

La licenza d’importazione è solitamente valida per un massimo di 60 giorni, a partire dalla data di spedizione della merce. Gli importatori devono tenere presente che una licenza d’importazione non può essere prorogata una volta scaduta; è quindi necessario presentare una nuova domanda di licenza.

Per i prodotti tessili, la situazione sarà ancora più difficile. Poiché la licenza di importazione per i prodotti tessili viene rilasciata solo se il pagamento viene effettuato entro 30 giorni dalla data della polizza di carico, gli importatori devono dimostrare di aver effettivamente pagato entro i 30 giorni.

RADAR


Tutti gli importatori devono ottenere una licenza RADAR prima di importare prodotti in Brasile. Esistono tre tipi di licenza RADAR, a seconda del numero di merci importate:
1. Licenza radar limitata, che di solito è applicabile alle aziende più piccole o a quelle che non importano frequentemente, con capacità finanziarie inferiori a 150.000 USD
2. Licenza radar illimitata, applicabile alle aziende con una capacità finanziaria superiore a 150.000 USD
3. Licenza radar espressa, che si applica ad alcuni tipi di società di capitali di varia natura; per i dettagli è possibile consultare l’autorità fiscale.

Le domande di licenza devono essere presentate alle autorità fiscali e il tipo di licenza viene determinato dopo un esame delle capacità finanziarie della società.La licenza è valida per 60 giorni dalla data di spedizione delle merci (a volte dalla data di richiesta della licenza). Questo periodo non può essere esteso e, se non è sufficiente, è necessario presentare una nuova domanda di licenza. Di seguito è riportata una lista di controllo dei documenti necessari che gli importatori dovrebbero preparare prima del processo di importazione:

  • Dichiarazione di importazione
  • Dichiarazione di importazione semplificata
  • Estratto della Dichiarazione di Importazione
  • Prova di Importazione
  • Documenti di spedizione originali, come ad esempio la polizza di carico
  • Fattura commerciale originale (in inglese e portoghese)
  • Lista di imballaggio
  • Certificato fitosanitario (per i prodotti applicabili)
  • Certificato sanitario (per i prodotti applicabili)

Importazioni vietate


Di seguito è riportato un elenco di articoli vietati per l’importazione in Brasile:

 

  • Rifiuti pericolosi e altri materiali simili
  • Beni usati
  • Dispositivi per il gioco d’azzardo
  • Merci e pacchetti destinati ai bambini che riproducono la forma delle sigarette o di altri prodotti simili del tabacco

Spedizioni dalla Cina al Brasile

Lungo gli 8500 chilometri di costa del Brasile si trovano più di 40 porti marittimi. Inoltre, il 90% delle esportazioni e delle importazioni totali del Paese passa attraverso i porti marittimi.

Alcuni dei porti marittimi più importanti del Brasile

  • Porto di Santos
  • Porto di Vitória
  • Porto di Paranaguá
  • Porto di Rio Grande
  • Porto di Rio de Janeiro
  • Porto di Itajaí
  • Porto di São Sebastião
  • Porto di Itaqui
  • Porto di Aratu

 

Costi di spedizione


I costi di spedizione dalla Cina al Brasile dipendono principalmente dai seguenti parametri:

  • Tipo di trasporto (marittimo / aereo)
  • Tipo di spedizione (FCL/ LCL/Express))
  • Incoterm (FOB / CIF / FCA / FAS)
  • Tipo di merce
  • Pacchetto di trasporto (cartone / pallet / casse di legno)
  • Peso, dimensioni e forma del carico
  • Porto di partenza
  • Porto di destinazione
  • Tempo di transito
  • Tipo di carico
  • Vettore

Condizioni di spedizione speciali, come il riscaldamento o il raffreddamento


Nel caso del Brasile, una grande preoccupazione per gli alti costi di spedizione deriva dalla burocrazia. Oltre ai normali dazi d’importazione, gli importatori potrebbero dover pagare alcune tasse extra all’arrivo dei prodotti nei porti, come le tasse sindacali, le tasse di intermediazione, le sovrattasse portuali e altre ancora. Ecco un esempio di preventivo calcolato da World Freight Rates da Hong Kong a Rio de Janeiro:
$881 – $974 per un container da 20” (FCL)
1.136 – 1.256 dollari per un container da 40” (FCL)

Quanto tempo ci vuole per spedire dalla Cina al Brasile?

A causa della lunga distanza, il tempo medio di spedizione (via mare) dalla Cina al Brasile potrebbe richiedere fino a 30-50 giorni.
Inoltre, data la complessità delle procedure doganali, si stima che ogni nave che arriva in Brasile attenda almeno 5,5 giorni per la consegna della merce da parte delle agenzie nazionali, mentre la media mondiale è di tre giorni.
Per il trasporto aereo, i tempi di spedizione sono stimati in 14 giorni.

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    Spedizione dalla Cina agli USA: 9 modi per risparmiare tempo e denaro

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    Nessuno ha mai detto che le spedizioni internazionali siano facili. In effetti, capire come spedire merci dalla Cina agli Stati Uniti nel modo più economico possibile può essere piuttosto complesso. Quando si tratta della rotta commerciale Cina-USA, una piccola impresa può spesso migliorare i propri metodi di spedizione per risparmiare tempo e denaro.

    La verifica di uno spedizioniere, al fine di trovarne uno con la combinazione di esperienza desiderata, e la regolazione di alcuni aspetti, come le dimensioni del container o l’imballaggio, possono fare miracoli.

    Consigli per risparmiare tempo


    Perdere tempo prezioso a causa di ritardi nelle spedizioni è un problema comune che può affliggere i proprietari di piccole imprese. I clienti, indispettiti, chiamano e chiedono informazioni sui loro ordini, mentre i prodotti in ritardo sono fermi all’estero o addirittura in un porto a pochi chilometri di distanza. Può essere una situazione frustrante per tutti. Ma ci sono sicuramente dei modi per arginare questo tipo di problema.

    Poiché la maggior parte delle piccole imprese non può visitare regolarmente i propri fornitori, può essere difficile contenere i ritardi da quella parte dell’oceano. Tuttavia, alcuni semplici accorgimenti possono contribuire a migliorare i tempi di spedizione.

    Evitare i ritardi in Cina

    • Essere consapevoli delle festività cinesi

    Con l’avvicinarsi delle festività cinesi sarà probabilmente difficile trovare aziende in grado di soddisfare le vostre esigenze. Molte fabbriche sono chiuse e i lavoratori, come quelli che fabbricano i prodotti e quelli che trasportano le merci, saranno a casa. Anche la congestione portuale coincide con queste festività, poiché le aziende fanno a gara per far uscire le loro merci dal Paese prima che chiuda i battenti per le vacanze.

    Questo può causare ritardi nella partenza o nell’arrivo di una spedizione in un porto. Se volete essere sicuri che le vostre merci vengono prodotte e spedite secondo i vostri tempi, pianificate in anticipo con il vostro fornitore e ordinate molto prima delle vacanze.

    • Scegliere aziende esperte con cui lavorare

    Un altro problema comune che può causare un ritardo da parte del fornitore è la mancata restituzione del container imballato alla nave nei tempi previsti.

    Ogni container ha una scadenza entro la quale deve essere sulla nave e pronto a partire: ciò significa che i prodotti devono essere finiti, imballati, caricati e arrivare al porto di origine a una certa ora. La collaborazione con un fornitore o uno spedizioniere esperto garantirà che le vostre merci partano quando devono.

    Evitare ritardi all’arrivo

    Una volta che la vostra merce è arrivata negli Stati Uniti, penserete che la parte difficile sia finita. Tuttavia, c’è un altro punto del processo di spedizione che potrebbe costare tempo e denaro: l’arrivo.

    • Completare correttamente i documenti di sdoganamento

    Niente è più costoso di un ritardo. La causa più frequente di tali ritardi è il blocco della spedizione durante il processo di sdoganamento. Per garantire che la vostra spedizione superi la dogana senza intoppi, è fondamentale compilare correttamente i documenti.

    Un semplice errore di inserimento dei dati, o peggio un errore intenzionale usato dai fornitori per guadagnare denaro extra, potrebbe creare un ritardo frustrante. La fabbrica fornitrice sarà responsabile delle pratiche burocratiche, quindi è vostro compito scegliere il fornitore in modo oculato.

    Esaminate i fornitori per assicurarvi che conoscano il funzionamento del processo di esportazione e che abbiano molta esperienza con le esportazioni dirette negli Stati Uniti.

    Ciò significa che probabilmente hanno compilato i documenti per spedizioni simili centinaia di volte. Se la fabbrica a cui dovete rivolgervi non rientra in questa categoria, scegliete uno spedizioniere che conosca il tipo di prodotto che state spedendo e che sia in grado di valutare i documenti e trovare i problemi prima che causino ritardi.

    • Preparate i documenti

    È fondamentale disporre di un ISF (International Security Filing) per qualsiasi carico marittimo spedito negli Stati Uniti. La maggior parte degli spedizionieri deposita l’ISF prima ancora che la merce sia caricata sulla nave nel Paese d’origine, e lo deposita anche se non ha ancora tutte le informazioni per compilarlo.

    È sempre possibile tornare indietro e modificarlo fino a 24 ore prima dell’arrivo della merce.

    Se le vostre merci arrivano al porto di arrivo degli Stati Uniti con un ISF errato o in ritardo, potreste essere sanzionati fino a 5000 dollari.

    Per far passare le merci alla dogana una volta arrivate negli Stati Uniti, lo spedizioniere dovrà presentare un Entry o Immediate Delivery Form e pagare tutte le tasse associate alla spedizione.

    Altri documenti che devono essere disponibili per far passare una spedizione in dogana sono: Polizza di carico, Certificato di origine, Fattura commerciale e Lista di imballaggio. Gli errori nella documentazione sono spesso causa di ritardi al porto di arrivo negli Stati Uniti

    Consigli per risparmiare

    Non c’è dubbio che le spese di spedizione possano intaccare completamente i vostri profitti. Gestire una piccola impresa significa trovare un modo per mantenere i prodotti a un livello di prezzo che i clienti paghino e che permetta all’azienda di realizzare un profitto.

    Incappare in spese impreviste, come l’aumento dei costi di spedizione, può rendere difficile questo compito. Per le piccole imprese ci sono molti aspetti legati alle spedizioni da esaminare per risparmiare.

    Ecco alcuni aspetti fondamentali da considerare prima di spedire merci dalla Cina agli Stati Uniti:

    1. Tempismo della spedizione

    Il tempismo è tutto quando si tratta di spedire merci dalla Cina.
    Con l’avvicinarsi di alcune festività, il costo della spedizione aumenterà costantemente a causa della carenza di lavoratori nelle fabbriche e sulle strade.

    Durante le festività ufficiali, le fabbriche sono chiuse. Di norma, i costi di spedizione aumentano nei seguenti periodi: per tutto il mese di settembre fino all’inizio di ottobre, quando inizia la Settimana d’Oro, il mese che porta al Natale cinese.

    d’oro, il mese che precede il Capodanno cinese, che può essere a gennaio o febbraio di ogni anno, a seconda del calendario lunare, e alcune settimane prima della festa del lavoro (la festa del lavoro in Cina e in alcuni altri Paesi asiatici è il 1° maggio).

    Ricordate inoltre che se vi lasciate tutto il tempo necessario per spedire un carico via mare invece che per via aerea, risparmierete denaro perché la spedizione aerea è sempre la scelta più costosa.

    1. Considerare l’imballaggio

    Sebbene molte aziende lascino che il fornitore si occupi di tutto l’imballaggio, partecipare al processo di imballaggio potrebbe essere una mossa per risparmiare denaro. Informatevi su come verranno imballati gli articoli per la spedizione e chiedete se ci sono modi per migliorare l’efficienza.

    Quando si tratta di spedizioni via mare, il peso non è importante (purché rientri nelle norme), ma solo la quantità di spazio occupato dal carico. Lo spazio è denaro, quindi imballare gli articoli in modo da risparmiare spazio è un’ottima idea.

    1. Spedire carichi completi di container (FCL)

    Quando è possibile, spedire un carico completo di container. Un FCL è un modo più economico di spedire carichi oceanici. Le merci spedite in un carico meno che completo (LCL) finiscono per costare di più per ogni articolo.

    La spedizione a pieno carico comporta anche altri vantaggi, come quello di non doversi occupare di eventuali danni causati dagli articoli presenti nel container e di non dover condividere il container con un altro fornitore i cui articoli possono o meno causare ritardi nella spedizione.

    I container LCL vengono imballati in un magazzino, dove gli addetti mettono insieme diverse spedizioni in un unico container: se gli articoli di un altro mittente non arrivano in tempo, si può verificare un ritardo.

    1. Spedire 40′ invece di 20′

    Quando è possibile, spedite il vostro FCL in un container da 40′ invece che da 20′. Perché? In genere, la scelta di spedire in un container più grande riduce il costo per articolo. Tuttavia, se non riuscite a riempire il carico da 40′ in tempo, può risultare meno costoso utilizzare l’opzione più piccola invece di aspettare di riempire il container più grande.

    1. Trovare una soluzione di spedizione ibrida

    Se il trasporto aereo è troppo costoso, ma il trasporto marittimo non è in grado di consegnare la vostra spedizione in tempo, rivolgetevi a uno spedizioniere in grado di offrire un’opzione intermodale che combini il trasporto aereo e marittimo con qualche altra forma di trasporto via terra.

    Gli spedizionieri esperti possono spesso collaborare con i loro contatti per trovare un modo per realizzare questa soluzione. Questa soluzione ibrida consente di consegnare la merce nei tempi giusti e di rispettare il budget della spedizione.

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      Importare prodotti negli EAU: Una guida completa

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      Avete intenzione di importare prodotti negli EAU? In questo articolo spieghiamo ciò che ogni importatore con sede negli Emirati Arabi Uniti deve sapere riguardo ai dazi e alle altre tasse di importazione, alle normative sui prodotti, ai requisiti di etichettatura, alla spedizione e ai porti.

      Tasse di importazione negli EAU

      Grazie alla legge sulle tariffe doganali unificate, i sette emirati degli EAU condividono le stesse norme di importazione per la maggior parte dei prodotti. Esistono tre tipi di imposte sui prodotti importati negli EAU: dazi doganali, imposta sul valore aggiunto e accise.

      Le aliquote fiscali dipendono dalla categoria di prodotti. Per una panoramica, consultare la tabella seguente.

      Type Customs Duty Value-added Tax Excise Tax
      Aliquota d’imposta 0%-5% (50-100% per alcuni prodotti, ad esempio tabacco, liquori) 0%-5%, alcuni prodotti sono esenti da imposta 100%su tabacco e bevande energetiche, 50% sulle bevande gassate
      Contribuente  Importatori Ogni membro della catena di fornitura Venditori
      Esattori  Autorità Doganale degli Emirati Arabi Uniti Ufficio Imposte Ufficio Imposte
      Data di inizio N/A 1° gennaio 2018 1° ottobre 2017

      Dazi all’importazione

      Le tariffe di importazione di prodotti negli EAU variano dallo 0% al 5% per la maggior parte dei prodotti, con un’aliquota media del 4,61%. Ci sono tasse più alte su alcuni prodotti speciali, come il 50% per i liquori e il 100% per il tabacco.

      Il metodo di valutazione della tariffa di importazione, o valore doganale, è CIF, ovvero costo, premio assicurativo e trasporto. Ciò significa che l’imposta dovuta sulle tariffe d’importazione delle merci è calcolata in base al costo delle merci e degli strumenti, al premio assicurativo e alla tariffa di trasporto.

      Dal 1° gennaio 2003, gli EAU hanno aderito all’Unione doganale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), che ha armonizzato le tariffe delle merci che entrano in qualsiasi Paese membro – Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Bahrein, Oman ed EAU – indipendentemente dal Paese di destinazione all’interno del CCG.

      Ad esempio, se importate dalla Cina negli EAU con destinazione il mercato saudita, dovete pagare il dazio doganale quando la merce entra nel mercato degli EAU. Non è necessario pagare alcun dazio aggiuntivo una volta che la merce viene trasferita dagli EAU all’Arabia Saudita.

      Esempi di dazi doganali di importazione prodotti negli EAU

      • Prodotti di elettronica di consumo: 0%
      • Tessili e accessori: 5%
      • Utensili da cucina: 5%
      • Prodotti per bambini: 5%
      • Casa e mobili: 5%

      In questo documento è possibile trovare il codice HS e l’aliquota del dazio per la maggior parte dei prodotti. Il vostro spedizioniere può anche aiutarvi a decidere quale codice HS e quale aliquota doganale si applicano ai vostri prodotti.

      Imposta sul valore aggiunto

      L’imposta sul valore aggiunto (IVA) è stata applicata per la prima volta negli EAU il 1° gennaio 2018. Si tratta di un’imposta indiretta applicata alla maggior parte delle merci importate negli EAU, che viene infine addebitata agli acquirenti finali. Le imprese devono riscuotere l’IVA per conto del governo. Attualmente l’aliquota IVA è del 5%.

      Tutte le aziende con forniture e importazioni imponibili superiori a 375.000 AED all’anno (pari a circa 102.000 USD) devono registrarsi per l’imposta IVA.

      La registrazione è facoltativa per le imprese con forniture e importazioni comprese tra 187.500 e 375.000 AED all’anno, e non è richiesta se il valore delle importazioni è inferiore a 187.500 AED all’anno.

      Accise


      L’accisa è stata applicata per la prima volta negli Emirati Arabi Uniti nel 2017, con l’obiettivo di ridurre il consumo di prodotti malsani e dannosi e di sensibilizzare i cittadini alla salute. L’imposta di consumo è rivolta ad alcuni prodotti specifici che possono nuocere alla salute umana o all’ambiente.

      Ecco alcuni esempi di prodotti soggetti ad accisa:

      • 50% sulle bevande gassate
      • 100% sui prodotti del tabacco
      • 100% sulle bevande energetiche
      • 100% sui dispositivi elettronici per fumatori
      • 100% sui liquidi utilizzati in tali dispositivi e strumenti
      • 50% su qualsiasi prodotto con aggiunta di zucchero o altri dolcificanti

      Regolamenti sui prodotti degli EAU

      L’Autorità emiratina per la standardizzazione e la metrologia (ESMA) è un’autorità federale degli EAU istituita allo scopo di regolamentare i prodotti fabbricati, importati e venduti nel mercato degli EAU.
      Ogni azienda ha la responsabilità di determinare che i prodotti che produce o importa soddisfino gli standard di sicurezza stabiliti dalle normative degli EAU in tutte le condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili e siano conformi a tutti gli standard ESMA e ad altri regolamenti tecnici applicabili.

      Ecco una panoramica non esaustiva delle normative sui prodotti importati negli EAU:

      La legge sulla sicurezza dei prodotti

      Il 18 dicembre 2018, il governo degli Emirati Arabi Uniti ha promulgato la legge federale n. 10 sulla sicurezza dei prodotti, al fine di migliorare gli standard di sicurezza dei prodotti negli Emirati. La legge sulla sicurezza dei prodotti è composta da 21 articoli e si applica alla maggior parte dei prodotti di consumo fabbricati, importati o venduti negli EAU. La legge è stata ufficialmente applicata a partire dal 1° luglio 2019.

      Secondo l’annuncio dell’ESMA, la nuova legge sulla sicurezza dei prodotti si applica ai fornitori di prodotti, che comprendono produttori locali, agenti locali di produttori stranieri, importatori e altre parti della catena di fornitura che hanno rapporti di produzione e vendita con i prodotti.

      Secondo la legge, un prodotto è considerato “sicuro” se è conforme a tutti gli standard applicabili emessi dall’ESMA. Se il vostro prodotto non è conforme a nessuno standard, dovrete comunque effettuare una valutazione del rischio e sottoporre all’approvazione dell’ESMA.

      Sanzioni per la violazione

      Suggeriamo vivamente agli importatori di esaminare ogni singolo punto della normativa. Chi viola la legge, infatti, è soggetto a multe o addirittura alla reclusione. L’importo della multa può arrivare fino a 3 milioni di AED (circa 816.000 USD).

      L’autorità può anche confiscare i vostri prodotti e operare la chiusura coercitiva dell’attività fino a 6 mesi, revocando al contempo la licenza commerciale.

      Regolamento degli UAE sulla restrizione delle sostanze pericolose (RoHS)

      Il regolamento RoHS è stato introdotto nel 2017, con la decisione n. 10 del Consiglio dei Ministri degli EAU. Questo regolamento limita i livelli di metalli pesanti e altre sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche ed è modellato sulla direttiva 2011/65/UE dell’Unione Europea.

      L’Autorità emiratina per la standardizzazione e la metrologia (ESMA) è responsabile della supervisione e dell’applicazione del regolamento RoHS negli EAU.

      Ambito di applicazione del regolamento


      La normativa RoHS riguarda i seguenti prodotti elettrici ed elettronici:

      • Apparecchiature elettriche per uso domestico
      • Apparecchiature informatiche e di telecomunicazione
      • Prodotti di consumo
      • Giocattoli, attrezzature per il tempo libero e lo sport
      • Dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati e infettati).

      Il regolamento RoHS degli Emirati Arabi Uniti controlla un totale di 10 sostanze, tra cui:

      • Piombo
      • Mercurio
      • Cadmio
      • Cromo
      • Ftalat

      Requisiti di conformità

      La direttiva RoHS degli Emirati Arabi Uniti prevede che le aziende registrino i loro prodotti e presentino una dichiarazione di conformità (DoC), oltre a testare i prodotti rispetto alle sostanze soggette a restrizioni. Una volta superati i test, l’Emirates Standards and Metrology Bureau (ESMA) rilascerà un certificato di conformità.

      Per informazioni più dettagliate sulla procedura di conformità, cliccare qui.

      Regolamento degli EAU per le apparecchiature a bassa tensione (LVE)

      L’Organizzazione di Standardizzazione (GSO) del CCG (Consiglio di Cooperazione del Golfo) ha emesso un regolamento tecnico (01-142004-BD) per le apparecchiature a bassa tensione (LVE). Questo regolamento serve a stabilire i requisiti minimi obbligatori di sicurezza e gli standard di compatibilità elettromagnetica per tutti gli LVE venduti negli EAU.

      Negli EAU, in particolare, l’Autorità emiratina per la standardizzazione e la metrologia (ESMA) ha anche emesso requisiti specifici, come un rapporto di prova di un laboratorio accreditato, un fascicolo tecnico e altri.

      Per dimostrare la conformità a questi requisiti, noti come Emirates Conformity Assessment Scheme (ECAS), un prodotto LVE deve ottenere un Certificato di Conformità (CoC) dall’ESMA.

      Per una descrizione dell’intero processo di certificazione, consultare il sito web.

      Oltre ai requisiti sopra citati, i produttori e gli importatori devono anche apporre il Gulf Mark, o G-Mark, ovvero il marchio di conformità rilasciato dal GCO.

      Schema degli EAU per il controllo dei materiali a contatto con gli alimenti (FCM)

      L’Organizzazione di Standardizzazione del CCG (Consiglio di Cooperazione del Golfo) ha formulato un pacchetto di regolamenti tecnici che disciplinano i materiali a contatto con gli alimenti e che i suoi membri devono rispettare. Attualmente, negli EAU sono obbligatorie tre disposizioni relative ai materiali a contatto con gli alimenti:

      1. GSO 2231/2012 (requisiti generali per i materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti)
      2. GSO 839/1997 (Imballaggi per alimenti – Parte 1: Requisiti generali)
      3. GSO 1863/2013 (Imballaggi per alimenti – Parte 2: Imballaggi in plastica – Requisiti generali).

      L’ESMA è responsabile della supervisione dell’attuazione delle leggi FCM. L’ESMA è responsabile della supervisione dell’applicazione delle leggi FCM e richiede che tutti i prodotti destinati al contatto con gli alimenti non contengono una quantità eccessiva di sostanze tossiche o non sicure e siano conformi ai regolamenti previsti dalla legge FCM.

      Al fine di rispettare la legge FCM, vi consigliamo di effettuare test di laboratorio sui vostri prodotti prima di importarli nel mercato degli EAU. Se volete saperne di più sulle normative FCM per gli EAU, cliccate qui.

      Requisiti di etichettatura degli EAU

      Negli EAU, i requisiti di etichettatura sono stabiliti dalla GCC Standardization Organization (GSO).

      Anche se i requisiti possono variare a seconda del prodotto, in generale l’etichetta deve contenere le seguenti informazioni:

       

      • Nome del prodotto e della marca
      • Identificazione del lotto/numero di lotto
      • Paese di origine
      • Nome del produttore
      • Istruzioni per la conservazione e l’uso
      • Indirizzo del produttore
      • Date di produzione e di scadenza (se pertinenti)

      Inoltre, le etichette devono essere in arabo o, per i prodotti importati, nella lingua originale e in arabo.

      Gli standard di etichettatura specifici per il vostro prodotto sono disponibili sul sito web del GSO.

      Licenze e permessi di importazione


      Se state importando prodotti dall’estero negli EAU, dovrete fornire i seguenti documenti:

      • Polizza di carico
      • Fattura commerciale
      • Lista di imballaggio
      • Ordine di consegna
      • Permesso di importazione (quando si importano merci soggette a restrizioni o esenti da dazi)

      Prodotti alimentari

      Per alcune categorie di prodotti è necessario fornire una documentazione aggiuntiva. Ad esempio, i prodotti alimentari richiedono anche quanto segue:

      • Certificato di origine
      • Certificato sanitario originale
      • Certificato originale di macellazione Halal per i prodotti a base di carne e pollame.

      Data la complessità della procedura, si consiglia di consultare il sito ufficiale del governo degli Emirati Arabi Uniti per informazioni dettagliate.

      Articoli vietati/limitati


      Prima di esportare i vostri prodotti nel mercato degli UAE, dovete conoscere le regole doganali degli UAE e gli articoli vietati. Ecco un elenco non esaustivo di articoli soggetti a restrizioni/vieti elencati dalle autorità doganali degli UAE:

      • Droghe controllate/ricreative e sostanze stupefacenti
      • Valuta contraffatta
      • Articoli utilizzati per la magia nera, la stregoneria o il sortilegio
      • Pubblicazioni e opere d’arte che contraddicono o mettono in discussione gli insegnamenti e i valori islamici
      • Strumenti e macchine per il gioco d’azzardo

      Spedizioni dalla Cina agli Emirati Arabi Uniti

      Secondo il World Shipping Council, negli Emirati Arabi Uniti si trovano due dei 50 porti container più importanti del mondo, con Dubai tra i primi dieci. Secondo il sito web del governo degli EAU, il 61% delle merci destinate agli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo arriva attraverso i porti marittimi degli EAU. In totale, gli EAU hanno 12 porti commerciali (esclusi i porti petroliferi). Vi si trovano 310 ormeggi, con un tonnellaggio di 80 milioni di tonnellate.

      Porti principali negli EAU

      Se state importando merci negli EAU, ecco un elenco dei porti marittimi che dovreste conoscere:

      1. Mina Rashid e Jebel Ali Port – Questi porti di Dubai svolgono un ruolo fondamentale nel commercio degli EAU.
      2. Khor Fakkan Container Terminal (KCT) – Questo porto di Sharjah è l’unico porto naturale in acque profonde della regione, con una posizione geografica strategica per il commercio di container in acque profonde.
      3. Porto di Fujairah – È un porto multifunzionale situato in posizione strategica nel Golfo di Oman.
      4. Mina Saqr, a Ras Al Khaimah.

      Costi di spedizione dalla Cina agli EAU


      I costi di spedizione dalla Cina agli Emirati Arabi Uniti (e ad altri Paesi) dipendono principalmente dai seguenti fattori:

      • Tipo di trasporto (marittimo/aereo)
      • Tipo di spedizione (FCL/LCL))
      • Incoterms (FOB/CIF/FCA/FAS)
      • Tipo di merce
      • Pacchetto di trasporto (cartone/pallet/casse di legno)
      • Peso e dimensioni
      • Porto di partenza
      • Porto di destinazione
      • Tipo di carico
      • Vettore

      È possibile trovare una stima dei costi utilizzando uno strumento online come quello offerto da Freightos.com. Ecco alcuni esempi:
      US$550 – US$650 per un container da 20 piedi
      US$750 – US$850 per un container da 40 piedI

      Quanto tempo ci vuole per spedire dalla Cina agli EAU?

      Il tempo medio di spedizione dalla Cina agli Emirati Arabi Uniti dipende dai servizi di trasporto e dai porti di partenza e di destinazione. Possono essere necessari al massimo 3-5 giorni per il trasporto aereo espresso porta a porta e 10-13 giorni per il trasporto marittimo.

       

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        Imballaggi biodegradabili in Cina

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        Molti marchi stanno passando dagli imballaggi in plastica all’utilizzo di materiali biodegradabili. In questa guida, esaminiamo vari tipi di materiali biodegradabili in schiuma, bioplastica, cartone, funghi, alghe e tessuti.

        Cosa sono i materiali biodegradabili?

        I materiali biodegradabili sono solitamente indicati come materiali che possono essere facilmente decomposti da batteri, funghi o dall’esposizione a temperatura, raggi UV e ossigeno, in un breve periodo di tempo (solitamente entro 6 mesi) e senza inquinare.

        Materiali compostabili

        I materiali compostabili, che sono una sottoclasse dei materiali biodegradabili, possono essere decomposti per mezzo del compostaggio, ovvero si trasformano in humus quando vengono inseriti nei rifiuti organici domestici, nelle paglie delle colture o nelle foglie, in condizioni di temperatura e umidità adeguate.

        I materiali biodegradabili e compostabili sono utilizzati principalmente nell’industria dell’imballaggio come soluzione ecologica per sostituire i prodotti plastici non degradabili a base di petrolio, a causa dell’aumento dei rifiuti solidi in molti paesi.

        EN 13432

        Secondo la definizione fornita dalla norma EN 13432: Requisiti per imballaggi recuperabili attraverso il compostaggio e la biodegradazione, i materiali biodegradabili devono soddisfare almeno i seguenti requisiti:

        1. avere un tasso di volatilità minimo del 50%, dove la “volatilità” descrive la facilità con cui una determinata sostanza passa dalla fase liquida a quella gassosa
        2. I metalli pesanti contenuti nel materiale non devono superare un determinato valore, ad esempio Piombo < 0 mg/kg, Mercurio < 0,5 mg/kg, Cadmio < 0,5 mg/kg
        3. Essere in grado di frammentare almeno il 10% del peso iniziale al di sopra di un setaccio di 2 mm dopo 12 settimane dal primo scarico o compostaggio.
        4. Essere biodegradato almeno al 90% rispetto alla massima disintegrazione di una sostanza di riferimento, entro 6 mesi.

        Quali materiali di imballaggio sono biodegradabili?

        In questa sezione, esaminiamo diversi tipi di materiali biodegradabili utilizzati per l’imballaggio nell’industria.

        • Imballaggio in schiuma di arachidi biodegradabili

        Le arachidi in schiuma biodegradabili sono un tipo di materiale da imballaggio utilizzato in pacchi, carichi e altri tipi di scatole da imballaggio come materiale di tamponamento e ammortizzazione per mantenere l’integrità dei prodotti durante il processo di spedizione o di spostamento.

        Il nome arachide in schiuma deriva dalla sua somiglianza con le dimensioni e la forma delle arachidi non sgusciate. Tradizionalmente, le noccioline di schiuma sono fatte di polistirolo, che non è biodegradabile.

        Negli anni ’90 sono state gradualmente sviluppate arachidi biodegradabili prodotte con colture come l’amido di mais e il sorgo. Queste noccioline a base di amido sono solubili in acqua e rappresentano quindi una valida alternativa alle loro controparti non biodegradabili.

        • Imballaggio in cartone

        Il cartone è un comune imballaggio biodegradabile, che può essere realizzato con un’ampia gamma di materiali fibrosi e biodegradabili, come paglia d’erba, legno, bambù, cotone e carta riciclata.

        La forma, le dimensioni, lo spessore, le dimensioni, la tensilità, gli strati e il tasso di assorbimento dell’acqua del cartone sono flessibili, a seconda delle aspettative degli utenti.

        • Imballaggi in plastica biodegradabile

        Gli imballaggi in plastica biodegradabile sono imballaggi in grado di degradarsi in acqua, CO₂, metano o semplici molecole organiche. Questi prodotti sono solitamente realizzati con colture a base di amido, come patate, grano, sorgo e mais.

        Esempi di imballaggi in plastica biodegradabili sono i sacchetti per le magliette, i sacchetti per la spesa, i sacchetti per la cacca del cane e altri ancora.

        • Imballaggi a base di funghi

        Gli imballaggi a base di funghi sono un nuovo tipo di imballaggio ecologico. L’imballaggio a base di funghi ha l’aspetto e la consistenza del materiale di imballaggio a base di polistirolo, con la differenza che il primo è fatto di radici di funghi, miceli e residui dell’agricoltura.

        Gli imballaggi a base di funghi possono essere utilizzati per i cartoni delle uova, per gli imballaggi interni di prodotti cosmetici e per la cura della persona, per gli imballaggi di alimenti e bevande. Gli imballaggi a base di funghi potrebbero essere un valido concorrente degli imballaggi tradizionali non biodegradabili in plastica o polistirolo, grazie al loro elevato valore economico e al basso costo di produzione.

        Secondo la Guida alla progettazione ecocompatibile dell’UE, gli imballaggi a base di funghi non necessitano di luce, acqua o additivi chimici per essere prodotti, in quanto il micelio può facilmente crescere accanto ai residui fino a raggiungere la forma di imballaggio desiderata in un breve periodo di tempo (di solito circa 1 settimana).

        • Imballaggio con alghe

        L’imballaggio con le alghe è un’altra opzione di imballaggio ecologico. Alcune aziende hanno sviluppato sacchetti di alghe e bustine per prodotti alimentari secchi e umidi come cereali, caffè e condimenti.

        L’applicazione dell’imballaggio con alghe si è estesa anche al settore della ristorazione e viene utilizzato come involucro per alimenti come hamburger, panini e riso.

        • Imballaggio in tessuto biologico

        Gli imballaggi in tessuto biologico si riferiscono agli imballaggi realizzati con tessuti biologici come il cotone, il lino o la canapa certificati GOTS Gli imballaggi realizzati con tessuti biologici sono biodegradabili, in un periodo di tempo compreso tra alcuni mesi e alcuni anni. Ad esempio, il tessuto in cotone biologico al 100% impiega circa cinque mesi per degradarsi.

        Un esempio tipico di imballaggio in tessuto biologico sono i sacchetti di mussola, spesso utilizzati come imballaggio per prodotti per la cura della persona, biancheria intima o profumi.

        Quali tipi di imballaggi possono essere realizzati con materiali biodegradabili?

        In questa sezione presentiamo le applicazioni industriali degli imballaggi biodegradabili.

        Imballaggi per prodotti di consumo

        • Prodotti per la cura della persona
        • Prodotti cosmetici
        • Prodotti elettronici
        • Abbigliamento e tessuti
        • Borse per la spesa

        Imballaggi per alimenti

        • Involucri per fast food
        • Imballaggi per dolci, prodotti da forno e gelati
        • Imballaggi per alimenti secchi e umidi per animali domestici
        • Imballaggi per caffè in grani e in polvere
        • Imballaggio di frutta secca
        • Imballaggio di integratori alimentari

        Imballaggio per l’esportazione

        • Cartoni
        • Sacchetti per pacchi
        • Cartone ondulato
        • Cartone

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          Amazon: le aziende di preparazione FBA in Cina

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          La spedizione di prodotti direttamente dal produttore in Cina a un magazzino Amazon FBA negli Stati Uniti e in Europa lascia poco spazio agli errori. Se non si rispettano i materiali di imballaggio, le dimensioni e le etichette stampate, la spedizione può essere respinta all’arrivo.

          Cosa possono offrire le aziende di preparazione FBA?

          Amazon è molto severo quando si tratta di imballaggio ed etichettatura. Se l’imballaggio e le etichette sono sbagliati, la spedizione può essere respinta. I servizi di preparazione Amazon FBA possono aiutarvi a evitare questi problemi, assicurando che i vostri prodotti siano imballati ed etichettati correttamente prima che partano dalla Cina.

          Perché è necessario lavorare con una società di preparazione Amazon FBA in Cina?

          Alcuni importatori preferiscono lasciare che siano i loro produttori a gestire il processo di imballaggio ed etichettatura. È possibile farlo, ma è necessario fornire al produttore un manuale completo di imballaggio ed etichettatura. Presumere che il vostro fornitore comprenda i requisiti di imballaggio ed etichettatura FBA è quasi certamente destinato a finire in un disastro.

          Tuttavia, se non avete il tempo o l’esperienza per farlo, un servizio di preparazione e spedizione FBA di Amazon può fungere da servizio di assistenza prima che i prodotti vengano esportati dalla Cina e spediti a un magazzino FBA negli Stati Uniti o in Europa.

          Inoltre, le società di preparazione FBA possono anche aiutarvi a rimballare ed etichettare gli articoli prodotti da più fornitori in Cina.

          Qual è la differenza tra un servizio di preparazione FBA di Amazon e uno spedizioniere?

          Anche se alcuni spedizionieri possono offrire servizi di preparazione FBA, questo non va dato per scontato. La maggior parte degli spedizionieri non ha competenze specifiche per Amazon e richiede che i clienti forniscano le istruzioni necessarie per l’imballaggio e l’etichettatura.

          Detto questo, molti servizi di preparazione FBA sono offerti da spedizionieri “tradizionali”, ma non tutti gli spedizionieri offrono servizi di preparazione FBA.

           

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            Tessuti di canapa in Cina

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            Il tessuto di canapa è un materiale antico che di recente è diventato sempre più popolare grazie alla sua durata, alle sue caratteristiche antimicrobiche e (rispetto al cotone) al suo minor consumo di acqua.

            In questa guida parleremo della Canapa, delle sue caratteristiche / vantaggi e degli usi che se ne possono fare.

            Che cos’è il tessuto di canapa?

            Il tessuto di canapa è ricavato dagli steli della pianta Cannabis sativa. La tradizione dell’uso della canapa per produrre tessuti e stoffe risale a migliaia di anni fa in Cina, Europa occidentale e in alcune zone della penisola araba.

            La canapa era anche un materiale comune nell’industria tessile degli Stati Uniti già nel 1800 e all’inizio del 1900, quando la canapa fu incoraggiata a essere raccolta per soddisfare la richiesta di stoffe, vele e corde da parte dell’esercito.

            Nell’ultimo secolo, l’uso della canapa è stato largamente messo in discussione dal cotone e da altri tipi di fibre artificiali come il nylon e il poliestere. Inoltre, la restrizione della marijuana (una varietà di cannabis sativa, spesso confusa con la canapa) ha peggiorato la commercializzazione della canapa nell’industria tessile.

            La differenza fondamentale tra canapa e marijuana è la concentrazione di THC, che è il principale componente psicoattivo della marijuana. Il livello di THC della canapa è inferiore allo 0,3% del peso secco, che non è sufficiente a provocare allucinazioni o stati euforici negli utilizzatori.

            Vantaggi del tessuto di canapa

            La canapa è stata riscoperta di recente nelle industrie tessili di Europa e Stati Uniti. I vantaggi dei tessuti di canapa includono

            • Elevata durabilità: oltre l’80% della fibra di canapa è costituito da cellulosa ed emicellulosa, il che rende la canapa più forte e più resistente
            • Resistenza all’abrasione: secondo i risultati di alcuni test di trazione, la canapa ha una resistenza alla trazione otto volte superiore e una durata quattro volte superiore a quella di altre fibre naturali come il cotone, la seta e la lana.
            • Naturalmente antimicrobica: I cannabinoidi, composti fenolici della lignina contenuti nella canapa, contribuiscono alle sue proprietà antibatteriche.
            • Naturalmente anti-radiazioni ultraviolette: il fattore di protezione dai raggi ultravioletti (UPF) del tessuto a maglia di canapa pura è superiore a 50, grazie ai pigmenti naturali e alla lignina presenti nelle fibre di canapa che agiscono come assorbitori di raggi UV. I tessuti con un fattore UPF di 50 sono in grado di bloccare il 98% dei raggi solari, riducendo il rischio di cancro alla pelle.
            • Assorbimento dell’acqua e buona affinità con la tintura: ciò è dovuto alla natura porosa della fibra di canapa
            • Consuma meno acqua del cotone per essere piantata: uno studio condotto dall’Istituto per l’Ambiente di Stoccolma ha stimato che il consumo medio di acqua per produrre 1 kg di cotone è di 10.000 litri, rispetto ai 300-500 litri di acqua necessari per produrre 1 kg di materia secca di canapa, di cui il 30% è adatto alla produzione di fibre.

            Quali prodotti possono essere realizzati con il tessuto di canapa?

            Il tessuto di canapa può essere utilizzato per realizzare un’ampia gamma di prodotti tessili, tra cui indumenti, tessuti per la casa e per la biancheria da letto. Di seguito elenchiamo alcune delle categorie più comuni di prodotti che possono essere realizzati con il tessuto di canapa.

             Abbigliamento

            Come abbiamo detto nella sezione precedente, i vari vantaggi del tessuto di canapa lo rendono ideale per essere applicato all’industria dell’abbigliamento. Quasi ogni tipo di indumento può essere prodotto utilizzando la canapa come materiale di base, come ad esempio:

            • magliette
            • abiti
            • Pantaloni
            • Abbigliamento protettivo dal sole
            • Bavaglini
            • Grembiuli

             Esempi di marchi

            Ecco alcuni marchi che vendono abbigliamento in canapa:

            • Patagonia
            • Hempest
            • Toad&Co
            • Jungmaven

            Biancheria intima

            La leggerezza, la morbidezza, l’ipersensibilità e la buona permeabilità all’aria del tessuto di canapa lo rendono adatto come materia prima per produrre biancheria intima e costumi da bagno. Esempi di prodotti che possono essere realizzati con la fibra di canapa sono:

            • Boxer
            • Bauletti
            • Perizoma
            • Reggiseni
            • Canottiere

            Esempi di marchi

            Questi sono marchi che vendono biancheria intima in tessuto di canapa:

            • Wama Underwear
            • Natasha Tonic
            • Hemp Huggers
            • Nomads Hemp Wear

            Scarpe

            Il tessuto di canapa può essere utilizzato anche per realizzare scarpe e accessori come:

            • Scarpe da ginnastica
            • Sandali
            • Infradito
            • Scarpe slip-in
            • Lacci

            Esempi di marchi

            Ecco alcuni marchi che vendono scarpe in tessuto di canapa:

            • Bohempia
            • Sanuk
            • 8000 Calci
            • Astral

            Prodotti per la biancheria da letto

            I tessuti di canapa possono essere utilizzati anche per produrre prodotti per la biancheria da letto, come ad esempio:

            • Lenzuola e federe
            • cuscini
            • Coperte
            • Cuscini

            Esempi di marchi

            Ecco alcuni marchi che vendono prodotti per la biancheria da letto in tessuto di canapa:

            • Delilah Home
            • Brentwood Home
            • Mandala Dream Co
            • West Elm

             

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              Impiego dei materiali eco-sostenibili nella produzione in Asia: la guida completa

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              Cerchi un sistema per rendere il tuo prodotto di e-commerce più eco-sostenibile? Non sei l’unico. Ritengo che circa la metà dei clienti con cui lavoriamo oggi abbia una sorta di dimensione “eco” come parte integrante del proprio concetto di prodotto.

              Dopotutto, se Adidas può realizzare delle scarpe con la plastica oceanica riciclata, allora immagino che chiunque possa farlo.

              Tuttavia, sebbene desiderassi che fosse così semplice, ci vogliono più di un sito web interessante e delle buone intenzioni per rendere il tuo prodotto più eco-sostenibile.

              Continua a leggere e scopri cosa serve per utilizzare i materiali eco-sostenibili nella realizzazione dei prodotti in Cina, in Vietnam e in altri Paesi asiatici.

              Non è così facile come potresti pensare.

              Elenco dei materiali ecocompatibili

              Shufen Lee, collaboratrice per la ricerca indipendente di Asiaimportal (HK) Limited, ha contribuito a questo articolo, svolgendo ricerche approfondite per redigere un elenco dei vari tipi di materiali eco-sostenibili.

              • Materiali riciclati
              • Materiali naturali
              • Bio-plastiche
              • Cotone biologico (vedi anche il nostro articolo sulla produzione di tessuti riciclati)
              • Legno e carta
              • Tipi di materiali eco-sostenibili

              Materiali di marca

              Materiali all’avanguardia, come il Pinatex, non compaiono all’improvviso, tant’è che possono volerci anni di ricerca e di sviluppo per portare sul mercato delle materie nuove ed eco-sostenibili. Tali materiali sono spesso proprietà intellettuale dell’azienda responsabile del loro sviluppo.

              Pertanto, molte materie eco-sostenibili si possono reperire solo da marchi specifici e non sono liberamente disponibili sul mercato. In altre parole, se vuoi utilizzare il Pinatex, devi procurartelo direttamente dal suo fornitore.

              Ciò significa anche che devi accettare i termini di questo fornitore.

              Disponibilità

              Spetta al fornitore del materiale volerti vendere o meno il suo prodotto. Alcuni marchi sono molto selettivi, poiché vogliono stare alla larga dalle aziende che tentano di “ripulire” i loro prodotti.

              Nel caso in cui questi fornitori siano disposti a lavorare con te, aspettati di dover consegnare loro una specifica completa del prodotto e il background aziendale, naturalmente tutto prima che loro siano disposti a fare affari con te.

              Inoltre, i fornitori esclusivi di materiali eco-sostenibili possono avere in atto accordi di esclusività con marchi più grandi.

              In altre parole, non dovresti dare per scontato che tutti i fornitori siano disposti a venderti i loro materiali.

              Logistica

              La maggior parte dei fornitori di materiali eco-sostenibili ha sede in Europa, negli Stati Uniti e in altri Paesi sviluppati. Generalmente, i loro materiali non sono facilmente disponibili in Cina, in Vietnam e in altri Paesi produttori. Spetta quindi a te, in quanto importatore, organizzare la consegna dal fornitore del materiale al tuo produttore in Asia.

              Tutto ciò non si limita al trasporto, ma anche allo sdoganamento e ai dazi all’importazione nel Paese di produzione.

              Prezzo

              In genere, i materiali eco-sostenibili sono più costosi da produrre rispetto ai “materiali standard”. E’ un aspetto che devi accettare, altrimenti devi rinunciare a qualsiasi ambizione nel portare sul mercato un prodotto più eco-sostenibile.

              Come accennato, devi anche considerare i costi di spedizione aggiuntivi, le spese di sdoganamento e i dazi all’importazione.

              Quantità Minima da Ordinare (MOQ)

              Il requisito della Quantità Minima da Ordinare (MOQ) tende ad essere maggiore rispetto a quello dei “materiali standard”.

              Schemi indipendenti di certificazione dei materiali

              Un’altra opzione è l’impiego dei materiali di fornitori certificati da un’organizzazione indipendente, come GOTS e FSC. Questo ti offre opzioni maggiori, poiché puoi acquistare i materiali da un gran numero di fornitori.

              Prodotti in legno e carta: Forest Stewardship Council (FSC)

              L’FSC collabora con partner accreditati che, effettuando visite forestali in loco, assicurano che la foresta venga gestita secondo i loro 10 principi fondamentali di sostenibilità.

              Ciascun fornitore della catena di approvvigionamento deve richiedere un certificato di trasferimento FSC. Ciò comprende anche te come importatore.

              Non puoi utilizzare il simbolo FSC nel caso in cui compri da un fornitore sprovvisto di certificato di trasferimento FSC, anche se, a sua volta, egli acquista da un fornitore di materie prime certificato FSC. In altre parole, hai bisogno di una catena di approvvigionamento “ininterrotta”.

              Cotone biologico: Global Organic Textile Standard (GOTS)

              Un fornitore può essere certificato GOTS, se supera un’ispezione di fabbrica eseguita da terzi accreditati. Di società preposte alle ispezioni “accreditate GOTS” con uffici in Cina ne esistono davvero poche:

              • CERES GmbH
              • Control Union Certifications b.v.
              • Ecocert Greenlife

              I fornitori che superano con successo le ispezioni possono ricevere un certificato GOTS attestante che il loro cotone è biologico. I fornitori certificati GOTS sono elencati sul sito web ufficiale GOTS.

              Materiali naturali

              Numerosi materiali naturali sono disponibili gratuitamente sul mercato e non vengono “controllati” da uno schema indipendente di certificazione dei materiali, o da uno specifico titolare di proprietà intellettuale (IP). Ecco alcuni esempi:

              • Legno duro di bambù
              • Tessuto di lino
              • Tessuto di canapa
              • Acetato

              Tuttavia, dovresti evitare i rivestimenti, i  prodotti chimici ed i trattamenti che rendono il tuo materiale eco-sostenibile non proprio così ecologico.

              Materiali riciclati

              Marchi come Adidas stanno investendo molto nell’impiego dei materiali riciclati per la realizzazione dei loro prodotti. L’uso di tali materiali non è solo una questione di utilizzo della tecnologia moderna, ma anche della logistica: nulla può essere riciclato senza materiale di scarto.

              Come chiarito da Greenbiz.com,  il problema sta nel fatto che la richiesta dei materiali riciclati supera la fornitura disponibile o i materiali di scarto da riciclare. Questo problema viene ulteriormente aggravato dalle limitazioni che la Cina e altri Paesi asiatici hanno imposto all’importazione dei materiali di scarto dagli altri Paesi.

              I grandi marchi hanno risorse da investire sia nell’hardware che nella gestione della catena di approvvigionamento. In altre parole, Adidas e Unilever possono fare cose che il tuo fornitore OEM medio in Cina o in Vietnam non può fare quando deve utilizzare i materiali riciclati.

              Anche se il tuo fornitore sostiene di avere a disposizione dei materiali riciclati, non hai ancora informazioni chiare sui trattamenti e sui prodotti chimici utilizzati per riciclare questi materiali.

              Bisogna tener presente che i trattamenti e i prodotti chimici possono essere peggiori dell’impatto prodotto dall’acquisto di materiali vergini (non riciclati) .

              Dato che sei un piccolo acquirente (privo delle risorse necessarie per controllare la catena di approvvigionamento), ti sconsiglio di utilizzare materiali riciclati “generici”, a meno che tu non possa fare acquisti da un marchio come Econyl.

              Sei disposto a fare quello che serve?

              Le buone intenzioni da sole non rendono il tuo prodotto più eco-sostenibile. Né è sufficiente ottenere semplicemente un “Sì” quando chiedi ad un fornitore se dispone di materiali eco-sostenibili.

              Oggi quasi la metà dei nostri clienti aderenti alla nostra piattaforma  ha una “dimensione ecologica” integrata nel proprio concetto di prodotto. Detto questo, molti si arrendono di fronte alle ulteriori complicazioni della ricerca e del procacciamento dei materiali più eco-sostenibili.

              Devi dedicare tempo alla ricerca del materiale giusto, devi identificare i fornitori ed organizzare la logistica.

              Detto questo, ci sono grandi ricompense per gli imprenditori disposti a fare il possibile. Questo non è un trend, ma un cambiamento definitivo della catena di approvvigionamento ed è qualcosa che sostengo incondizionatamente.

              Elenco dei materiali eco-sostenibili

              Tencel™ lyocell

              Il lyocell a marchio Tencel ™ è prodotto dall’azienda austriaca Lenzing AG ed è un tessuto di cellulosa ottenuto dallo scioglimento della polpa del legno. Trattandosi di una fibra di origine naturale, il Tencel è biodegradabile e il suo tessuto è più comunemente noto per il comfort naturale, la morbidezza, l’ingualcibilità, l’assorbimento dell’umidità e la funzionalità della regolazione termica.

              La polpa del legno utilizzata è raccolta in aree certificate e controllate e, successivamente, viene disciolta in un solvente. Questo processo si esegue in un sistema a circuito chiuso: ciò significa che il solvente viene riutilizzato ripetutamente con una percentuale di recupero superiore al 99%. Questo sistema a circuito chiuso garantisce che gli sprechi dei solventi dannosi siano ridotti al minimo.

              La miscela di impasto liquido viene poi spinta attraverso dei piccoli fori per realizzare una fibra lunga,  successivamente tessuta per realizzare il Tencel.

              Rispetto alla produzione del cotone, il Tencel richiede meno energia, meno acqua e coloranti tradizionali, poiché la polpa del legno ha una maggiore capacità di assorbimento. Ciò rende il Tencel più eco-sostenibile rispetto alla maggior parte dei materiali in tessuto.

              Per ridurre i rifiuti tessili che finiscono nelle discariche, Lenzing AG combina i ritagli del cotone, come parte della materia prima, con la polpa del legno e li trasforma in una nuovissima fibra cellulosica nota come Tencel™ Lyocell Fiber con tecnologia REFIBRA™.

              Questo processo produttivo richiede il 95% di acqua in meno rispetto al cotone convenzionale, con una maggiore efficienza delle risorse e un minore impatto ambientale. Poiché entrambe le materie prime provengono da fonte vegetale, la fibra risultante è completamente biodegradabile.

              Grazie alla sua fibra a base biologica, il Tencel è ampiamente riconosciuto da organizzazioni indipendenti come USDA, ma anche da Vinçotte, una società di certificazione belga che verifica che questo materiale sia biodegradabile e compostabile in condizioni industriali, domestiche, marine e del suolo.

              Seacell™

              Quella a marchio Seacell™ è una fibra di cellulosa mista ad alghe, sviluppata dall’azienda tedesca SmartFIber AG.

              Lenzing AG ha prodotto questa fibra high-tech esclusivamente per SmartFiberAG in impianti che utilizzano un sistema di produzione a circuito chiuso. Pertanto, il processo di produzione è molto eco-sostenibile.

              SeaCell è una fibra che racchiude le straordinarie proprietà delle alghe nei tessuti indossati. Inoltre, è traspirante e leggera, oltre che elastica e morbida sulla pelle.

              L’aspetto più vantaggioso è che i nutrienti delle alghe vengono trattenuti nella fibra e la pelle può quindi assorbirli. Questi nutrienti possono favorire l’attivazione della rigenerazione cellulare che può aiutare a dare sollievo nelle malattie della pelle, può ridurre le infiammazioni cutanee e lenire il prurito. Inoltre, i suoi elevati livelli di antiossidanti possono aiutare a proteggere la pelle dai radicali liberi dannosi.

              La raccolta delle alghe segue un processo sostenibile, in base al quale si rimuovono solo le parti rigenerative delle alghe stesse, le quali non vengono sottoposte a trattamento, affinché mantengano il proprio valore ecologico.

              Questa fibra non è solo biodegradabile, ma è anche riconosciuta e certificata da istituzioni indipendenti  come Oeko-Tex Standard 100, EU Ecolabel, FSC, Vinçotte e molte altre ancora.

              Pinatex

              Quando si tratta di alternative in pelle vegana, Piñatex è il materiale da prendere in considerazione. La pelle Piñatex è realizzata in fibra di foglie di ananas e viene prodotta dall’azienda britannica Ananas Anam.

              Queste foglie sono il sottoprodotto degli ananas raccolti nelle Filippine dove si fa in modo che, per la produzione di questi frutti, non siano necessari ulteriori terra, pesticidi o fertilizzanti. Anziché bruciare i sottoprodotti, questa procedura aiuta a ridurre gli sprechi e rappresenta un reddito aggiuntivo per le comunità agricole.

              Il processo di lavorazione prevede l’estrazione della fibra lunga attraverso un procedimento chiamato decorticazione, eseguito dalle comunità agricole  direttamente nella piantagione. Il sottoprodotto della biomassa residua può essere utilizzato come fertilizzante organico, chiudendo così il ciclo di produzione del materiale.

              La fibra subisce un processo industriale che la converte in tessuto non tessuto e, successivamente, viene trasportata in Spagna per l’esecuzione di rifiniture specializzate. Il prodotto finito Piñatex ha un aspetto simile alla pelle, è morbido, flessibile e resistente e può essere facilmente stampato, cucito e tagliato, rendendolo quindi adatto a numerosi prodotti di moda.

              Ananas Anam non usa sostanze pericolose per l’ambiente, in quanto i coloranti utilizzati per Piñatex® sono approvati da GOTS e le resine impiegate sulla parte esterna del prodotto sono conformi alle normative AFIRM riguardanti le sostanze a basso impatto nocivo.

              Piñatex viene realizzato in fibra naturale biodegradabile al 100%. Tuttavia, le resine utilizzate sull’ esterno della fibra sono a base di petrolio e, come tali, attualmente non sono biodegradabili. Ciononostante, è in corso uno sforzo per sviluppare la realizzazione di una parte esterna a base biologica, che porterà Piñatex alla ribalta nella sostenibilità.

              MICROSILK™

              Microsilk™ è una rivoluzionaria fibra di seta sintetica e sostenibile, ispirata alla seta del ragno. A differenza del normale processo di produzione della seta, che non aiuta a preservare i bachi, la realizzazione di Microsilk™ non nuoce a nessun ragno.

              La startup californiana Bolt Threads studia la seta prodotta dai ragni per replicarne il DNA che poi inietta nelle cellule del lievito. Combinate nel fermentatore con lo zucchero e l’acqua, le cellule del lievito vengono poi lasciate fermentare. In seguito, la miscela viene purificata polverizzandola  e, successivamente, viene miscelata con un solvente. Le proteine della seta liquide risultanti vengono quindi trasformate in fibra.

              Microsilk™ ha proprietà notevoli come un’elevata resistenza alla trazione, elasticità, tenuta e morbidezza.

              Si tratta di una fibra rinnovabile, poiché l’input principale nel suo processo di produzione è lo zucchero ricavato da piante coltivate, raccolte e ripiantate. Questa fibra ha un impatto ambientale minore rispetto alla maggior parte dei tessuti realizzati in poliestere e in altre fibre non rinnovabili derivate dal petrolio.

              Yulex ™

              Yulex™ è un marchio di gomma naturale certificato FSC, proviene da fonti sostenibili ed è prodotto negli Stati Uniti dalla Yulex Corporation.

              La gomma naturale Yulex subisce un processo di purificazione che rimuove oltre il 99,9% delle impurità nocive, comprese le proteine del tradizionale lattice commerciale Hevea. Pertanto, la gomma naturale Yulex Pure viene considerata un’alternativa sicura per chi è affetto da allergie al lattice di tipo I.

              I materiali sintetici come la gomma nitrilica e il neoprene sono alternative che non contengono le proteine che causano le allergie al lattice di tipo I. Tuttavia, la gomma sintetica rilascia più impronte di anidride carbonica rispetto alla gomma naturale e non è biodegradabile.

              Attualmente, la gomma Yulex è stata utilizzata in collaborazione con Patagonia, un’azienda americana di abbigliamento e attrezzature per l’outdoor, come alternativa al neoprene nella produzione delle mute. La gomma naturale Yulex ha prestazioni quasi identiche a quelle del neoprene in termini di resistenza alla trazione, resistenza allo strappo ed elasticità. Il suo utilizzo può sicuramente essere esteso ad un numero maggiore di prodotti per la futura sostituzione delle altre gomme a base di petrolio.

              Sebbene la gomma naturale annoveri una lunga storia, l’espansione della sua produzione è stata un fattore trainante della deforestazione che non ha risparmiato nemmeno le aree di alto valore ambientale.

              La gomma naturale Yulex proviene da fonti certificate FSC: ciò significa che gli alberi non vengono coltivati sui terreni della foresta pluviale appena tagliata. Inoltre, la certificazione FSC garantisce la protezione del benessere sociale ed economico delle comunità dipendenti dalle foreste.

              Orange Fiber

              Orange Fiber è un tessuto biodegradabile a base di arance, inventato dall’omonima startup italiana. L’azienda estrae la cellulosa dalle scorze d’arancia scartate (raccolte dalla spremitura e dalla lavorazione industriale delle arance) e la converte in un materiale simile alla seta.

              In Italia ogni anno vengono gettate centinaia di migliaia di tonnellate di scorze di agrumi e di sottoprodotti della produzione di succhi, tutto con costi elevati da un punto di vista sia economico che ambientale. Questi prodotti, invece di esser buttati via, vengono convertiti in risorse preziose grazie alla realizzazione di un tessuto straordinario e sostenibile.

              Orange Fiber è stata anche una delle cinque startup che ha vinto nel 2015 il Global Change Award, premio assegnato da H&M. Il Global Change Award mira a ridurre l’impatto della moda sul pianeta e a proteggere le nostre condizioni di vita attraverso delle idee che rendano circolare l’industria della moda.

              Da quando ha vinto il Global Change Award, Orange Fiber ha collaborato con Salvatore Ferragamo, una delle principali case di moda italiane e leader mondiale nel settore del lusso, nel lancio della prima collezione di moda realizzata esclusivamente con tessuto Orange Fiber.

              Orange Fiber sta aumentando ulteriormente la sua capacità produttiva per soddisfare le richieste dei marchi di moda. Questa è sicuramente una delle aziende da tener d’occhio nel prossimo futuro, quando riuscirà a proporre tessuti a costi più accessibili.

              Nylon rigenerato ECONYL

              Materiale di nylon rigenerato, Econyl è un tessuto in nylon riciclato, realizzato dall’azienda italiana Aquafil. Il nylon non è biodegradabile ed ha un enorme impatto ambientale, per cui molti dei suoi rifiuti finiscono nelle discariche o negli oceani.

              Invece di far sì che i rifiuti si accumulino, Aquafil raccoglie dall’oceano residui sintetici come plastica, scarti di tessuto e reti da pesca, in modo che possano essere rigenerati in un nuovo filato di nylon che sia esattamente della stessa qualità del nylon tradizionale.

              I rifiuti raccolti vengono poi puliti, triturati e depolimerizzati per estrarre il nylon che, prima di essere commercializzato in prodotti tessili, viene polimerizzato e trasformato in filato.

              Inoltre, è stata istituita una rete internazionale di raccolta dei rifiuti, basata sulla collaborazione con diverse istituzioni pubbliche e private, al fine di consentire ad Aquafil di raccogliere grandi quantità di rifiuti da rigenerare in Econyl.

              Il nylon Econyl resta comunque un filo di nylon, pertanto il lavaggio del tessuto continuerà a spargere microplastica negli oceani. Tuttavia, si tratta di una fibra più promettente e sostenibile del nylon vergine, perché utilizza molta meno acqua ed un numero inferiore di risorse coinvolte nel processo di produzione.

              Il problema dei rifiuti delle discariche si trasforma in una soluzione per la moda. Fin dal suo primo lancio, molti marchi di rivenditori di moda hanno utilizzato il nylon rigenerato ECONYL come materiale per realizzare un’ampia  gamma di prodotti tipo costumi da bagno, mute, abbigliamento sportivo, cappotti idrorepellenti, zaini, eccetera.

              NetPlus™

              NetPlus™ è un materiale prodotto dalle reti da pesca riciclate ed è sviluppato dalla startup californiana  Bureo. Il grande problema che affligge da sempre l’ambiente oceanico è l’inquinamento dalla plastica.

              Consapevoli delle varie minacce per i nostri corsi d’acqua, i fondatori di Bureo hanno deciso di fare qualcosa per la plastica oceanica.

              Pertanto, hanno istituito in Sud America un programma di riciclaggio e di raccolta per rastrellare le reti da pesca scartate, costituenti circa il 10% della plastica presente negli oceani. Pensa che queste reti sono risultate quattro volte più dannose di altre forme di inquinamento da plastica.

              Prima di essere trasformate in palline riciclate NetPlus, le reti da pesca vengono pulite e successivamente separate in base al tipo di materiale che le costituisce. Queste palline vengono poi commercializzate per realizzare prodotti di consumo come skateboard, pinne da surf, montature per occhiali da sole, sedie da ufficio, giochi da tavolo, eccetera.

              Questi beni di consumo derivanti dalle reti da pesca vengono realizzati con il 70% in meno di energia rispetto a quella necessaria per produrre plastica dalla fonte originale. Infine, l’iniziativa della raccolta delle reti da pesca ha finanziato i progetti in favore dello sviluppo sostenibile delle comunità costiere.

              PrimaLoft® Bio

              Realizzata al 100% con materiale riciclato dopo il consumo, la fibra PrimaLoft Bio viene prodotta dall’azienda americana PrimaLoft ed è la prima fibra sintetica riciclata e biodegradabile al 100%.

              Secondo gli standard di ASTM, questa fibra ha una biodegradazione dell’86,1% in 499 giorni in condizioni di digestione anaerobica ad alto contenuto di solidi ed una biodegradazione del 57,4% in 486 giorni nell’ambiente marino. Il tasso accelerato di rottura delle fibre è tecnologicamente ottimizzato, in modo che il tutto sia più invitante per i microbi presenti naturalmente in questi ambienti.

              La fibra sintetica può anche essere riciclata chimicamente nei suoi componenti di base, in modo che possa essere rinnovata in un nuovo materiale ad alte prestazioni, senza compromettere la sua integrità originale.

              Agraloop™ BioFibre

              Ora gli scarti delle colture alimentari possono essere trasformati in una fibra naturale di alto valore chiamata Agaloop™ BioFibre. Questa tecnologia viene sviluppata da Circular Systems, una startup di Los Angeles.

              La gamma di materie prime utilizzate per la produzione di questa fibra comprende i semi oleosi della canapa e del lino, le foglie di ananas, i tronchi del banano, la paglia di riso e la corteccia della canna da zucchero.

              Invece di bruciare o di lasciar marcire questi scarti delle colture, cosa che comporterebbe enormi emissioni di CO2 e di metano, essi vengono convertiti in risorse preziose che possono essere utilizzate in vari modi come, ad esempio, la produzione di tessuti per l’abbigliamento, i fertilizzanti organici, la bioenergia e gli imballaggi eco-sostenibili di carta.

              Questa tecnologia a circuito chiuso a basso costo permette agli agricoltori di avere anche delle entrate aggiuntive.

              Bloom Algae Foam

              BLOOM Algae Foam è un marchio di schiuma ad alte prestazioni, parzialmente ricavata dalle alghe. Questa schiuma viene comunemente utilizzata nella realizzazione di sandali e suole per scarpe ed è sviluppata da ALGIX, un’azienda di Meridian, nel Mississippi.

              L’aumento della temperatura globale, assieme all’attività umana e all’eccesso di deflusso dei nutrienti, ha contribuito ad un aumento irrefrenabile della crescita rapida e squilibrata delle alghe, che rappresenta una minaccia crescente per gli ecosistemi.

              ALGIX offre una soluzione innovativa ad un problema ecologico attraverso la filtrazione dell’acqua piena di alghe che vengono convertite in una sorta di palline che, successivamente, vengono espanse in schiuma flessibile. L’aggiunta delle alghe è una soluzione perfetta non solo per la naturale qualità termoplastica di questa schiuma, ma anche perché, durante la raccolta delle alghe, si può pulire anche l’acqua degli oceani.

              Sebbene la stessa biomassa delle alghe sia un materiale naturale, essa viene combinata con il composto di etilene vinil acetato (EVA). In questo modo, però, la schiuma finale utilizzata nel componente non è biodegradabile. Tuttavia, questo metodo ha sostituito in modo significativo una grande percentuale di EVA a base di combustibili fossili, attualmente utilizzata in questi prodotti.

              Bio-Acetato

              L’acetato è un materiale cellulosico di origine vegetale molto comunemente utilizzato per la realizzazione degli occhiali di alta gamma . Inoltre, è noto per la sua forza, la robustezza, l’elasticità, la resistenza alla temperatura ed ha qualità ipoallergeniche e di trasparenza.

              Sebbene l’acetato sia un materiale plastico non derivato dal petrolio, per aumentare la plasticità di questo materiale cellulosico vengono aggiunti dei plastificanti. Questi plastificanti sono normalmente costituiti da sostanze chimiche come il dietilftalato, un componente dannoso che, se bruciato, rilascia gas tossici.

              Il bioacetato viene realizzato interamente in materiale organico ed è privo di plastificanti. Infatti, trasformando le sostanze chimiche in plastificanti biodegradabili, l’intero materiale diventa ecologico.

              Il miglior produttore di occhiali in acetato sembra essere l’italiano Mazzucchelli, annoverato come il primo produttore mondiale di acetato. Mazzucchelli ha presentato un acetato innovativo a base biologica chiamato M49, biodegradabile al 100%. Questo materiale è popolare tra i marchi di designer dall’approccio responsabile, sostenibile ed ecologico.

              Fibre naturali

              Le fibre derivate dal petrolio come poliestere, nylon e acrilico sono più comunemente utilizzate nei prodotti tessili. La fibra sintetica corrisponde a circa il 60% della fibra tessile utilizzata nel mondo.

              Tale fibra non è biodegradabile e crea problemi quando il prodotto tessile raggiunge la fine del suo ciclo vitale. Inoltre, durante il lavaggio, provoca inquinamento da microplastica.

              Le fibre naturali derivanti dal petrolio sono più sostenibili ed ecologiche. Tuttavia, non tutte sono le migliori per l’ambiente, dato che per alcune fibre naturali si utilizzano molti pesticidi ed insetticidi durante la loro coltivazione.

              Attualmente, le fibre naturali considerate tra le opzioni più sostenibili sono:

              • Cotone biologico

              Il cotone è la fibra più utilizzata e rappresenta circa il 30% della fibra tessile impiegata nel mondo. Si tratta di una fibra naturale: ciò significa che non provoca l’inquinamento da microplastica negli oceani così come accade per la fibra sintetica. Tuttavia, ci sono dei problemi. La produzione di cotone utilizza molta acqua e pesticidi, inoltre questa fibra viene spesso prodotta in Paesi in cui, tanto per cominciare, l’acqua pulita non è accessibile.

              Il cotone biologico viene raccolto senza l’uso di OGM, pesticidi, insetticidi o altre sostanze chimiche nocive. Inoltre, la salute del suolo non viene compromessa, poiché si esegue regolarmente la rotazione delle colture, in modo da aumentare la quantità dei nutrienti nel suolo. Bisogna ricordare che, nei sistemi convenzionali, i nutrienti vengono aumentati con l’impiego dei fertilizzanti.

              Di conseguenza, il cotone biologico utilizza il 91% in meno di acqua rispetto al cotone convenzionale perché viene coltivato con un sistema naturale, che si concentra sull’aumento della fertilità del suolo. Il terreno fertile può intrappolare meglio l’acqua, impedendo così il dilavamento dei nutrienti.

              Il cotone biologico può anche avere dei vantaggi ambientali significativi e stimabili rispetto al cotone convenzionale, dal momento che utilizza molta meno energia, riduce l’inquinamento dei corsi d’acqua, provoca minori emissioni di gas serra e, di conseguenza, riduce la possibilità che si verifichino le piogge acide.

              Attualmente, secondo il Textile Exchange, una piccola percentuale di cotone prodotto in tutto il mondo viene certificato come biologico.

              Sebbene ciascun agricoltore possa scegliere di coltivare o di utilizzare il cotone biologico per realizzare i suoi prodotti, la loro etichettatura presenta già le prime complicazioni.

              Quando utilizzano il cotone biologico, i marchi non devono essere certificati, bensì possono semplicemente asserire di essere in possesso della certificazione. Tuttavia, molti rivenditori scelgono di ottenere la certificazione, in modo che possano garantire ai propri clienti la correttezza di quanto dichiarano.

              Inoltre, la certificazione garantisce ai rivenditori che l’intera catena di approvvigionamento ha soddisfatto dei rigorosi standard biologici.

              • Global Organic Textile Standard (GOTS)

              Le due principali certificazioni biologiche sono la Global Organic Textile Standard (GOTS) e l’Organic Content Standard (OCS). Entrambe garantiscono che il cotone finale utilizzato sia prodotto biologicamente e che la catena di approvvigionamento venga tracciata da enti terzi indipendenti.

              La differenza tra le certificazioni GOTS e OCS è che la GOTS richiede anche il rispetto in fabbrica di determinati standard come l’uso di coloranti a basso impatto, il corretto trattamento delle acque reflue e la protezione della sicurezza sociale dei lavoratori.

              • Better Cotton Initiative (cotone BCI)

              BCI è un’organizzazione no-profit  che insegna agli agricoltori a migliorare la produzione del cotone a livello globale, promuovendo condizioni di lavoro dignitose. Di conseguenza, questi agricoltori ottengono un sostegno economico tramite i membri di BCI che, inserendo Better Cotton nelle loro catene di approvvigionamento, si sono impegnati a rispettare questi valori condivisi.

              Gli standard di sostenibilità di BCI non sono assolutamente severi come gli standard biologici, infatti gli agricoltori possono ancora utilizzare semi OGM, fertilizzanti e pesticidi nella coltivazione del cotone. Tuttavia, l’approccio basato su BCI è ancora più olistico rispetto alla produzione del cotone convenzionale.

              • Canapa

              La canapa è una fibra naturale e biodegradabile. La sua pianta ha una crescita rapida (cresce come un’erbaccia), richiede pochissima acqua e nessun erbicida, pesticida, fertilizzante sintetico o semi OGM.

              La coltivazione della canapa migliora la salute del suolo perché ne reintegra i nutrienti vitali. Questo è sicuramente un ulteriore vantaggio per l’ambiente.

              Il tessuto di canapa ha qualità antimicrobiche naturali e, rispetto ad altre fibre, ha una migliore capacità termica. Inoltre, è ipoallergenico e non irrita la pelle, dal momento che più lavi il tessuto, più diventa morbido. In effetti, la canapa è uno dei tessuti più eco-sostenibili attualmente disponibili.

              • Loto

              Per secoli la fibra di loto è stata a lungo utilizzata in Paesi come la Thailandia o il Myanmar per la produzione dei tessuti. Gli steli di loto vengono raccolti dai laghi e, successivamente, la fibra lunga e sottile presente nel centro dello stelo viene estratta, lavata, appesa ad asciugare e, infine, tessuta a mano sui telai, trasformandola così in tessuto.

              Questo procedimento richiede molto tempo, ma, nonostante tutto, il processo di produzione non utilizza elettricità, gas o sostanze chimiche tossiche. Il risultato è un tessuto prezioso, simile alla combinazione di seta e lino grezzo. Il tessuto di loto è morbido, setoso, traspirante ed è resistente alle macchie.

              • Ortica

              Il tessuto di ortica è un’ulteriore alternativa al cotone sostenibile, in quanto è estremamente versatile. Si ricava dalla fibra presente all’interno degli steli della pianta di ortica che è molto diffusa, facile da coltivare ed aiuta a prevenire l’erosione sui pendii ripidi. Inoltre, necessita anche di molta meno acqua e pesticidi.

              I gambi di queste piante possono essere trasformati in un tessuto sostenibile simile al lino, ma molto più resistente. Il tessuto di ortica mantiene freschi d’estate e caldi d’inverno.

              A differenza di quella del cotone, la produzione di questo tessuto è piuttosto laboriosa e viene eseguita a mano, riducendo quindi la quantità di sostanze chimiche, di energia e di inquinamento spesso coinvolti nella produzione di altri tessuti.

              • Lino

              E’ un’altra delle fibre naturali più antiche del mondo, ricavata dalla pianta molto versatile del lino. Simile alla canapa, il lino richiede una quantità minima di acqua e di pesticidi e può essere coltivato in terreni di scarsa qualità.

              La fibra del lino è forte, naturalmente resistente alle tarme e, se non trattata (ovvero non tinta), è completamente biodegradabile. Oltre ad essere buona per il pianeta, questa fibra è anche leggera, può resistere alle alte temperature, assorbe l’umidità ed è resistente ai batteri.

              Bambù

              Il bambù è una pianta a crescita rapida e può essere una coltura molto sostenibile. Non richiede fertilizzanti chimici o pesticidi e, durante la coltivazione, necessita di molta meno acqua del cotone.

              • Tessuto in rayon di bambù

              Come materia prima, il bambù può essere utilizzato per produrre il rayon di bambù, famoso in quanto morbido e liscio sulla pelle, ma anche perché assorbe l’umidità e si asciuga rapidamente.

              Sebbene durante la fase di coltivazione del bambù si utilizzino molte meno sostanze chimiche e si rispetti maggiormente l’ambiente, non si può dire lo stesso del suo processo produttivo, ovvero quando il bambù si converte in rayon di bambù.

              Il rayon di bambù viene prodotto tramite un processo chimico intensivo, noto come processo di viscosa. Le sostanze chimiche utilizzate in questo procedimento sono altamente tossiche e rappresentano un rischio per la salute dell’uomo.

              Bambù come il Monocel®,  lavorato utilizzando il processo lyocell a ciclo chiuso, impiega meno acqua ed elimina l’uso di sostanze chimiche tossiche, dal momento che il solvente organico usato viene riciclato e riutilizzato. Le tintorie e le filande che impiegano questa fibra sono certificate secondo gli standard ISO 9001 e ISO 14001, oltre che Oeko-Tex 100, e propongono un’alternativa più sostenibile al rayon di bambù.

              • Legno di bambù

              Il bambù, nella sua forma di legno duro (ovvero quando la forma non è stata manipolata in maniera drastica), è un materiale sostenibile alternativo. Infatti, può essere utilizzato per realizzare taglieri, vassoi, utensili e mobili, che altrimenti potrebbero essere prodotti in plastica, alluminio e metallo.

              Le fitte fibre del bambù possono conferire alla pianta un’estrema flessibilità, permettendole di piegarsi senza rompersi. Inoltre, l’alto contenuto di silice fa’ sì che sia resistente ai parassiti.

              Pelle fatta con i funghi

              Attualmente, il metodo più innovativo per produrre questo tipo di pelle è quello di sfruttare una caratteristica fondamentale dei funghi: il micelio, ovvero la struttura della radice del fungo stesso.

              E’ possibile far ricrescere rapidamente il fungo dal suo stato micelio di base ad una dimensione, una consistenza ed una forma specifiche, manipolando varie condizioni come temperatura, umidità, luce, scambio di gas e diversi tipi di mangime di scarto agricolo per il micelio.

              Rispetto a quella di origine animale, la pelle fatta con i funghi impiega molto meno tempo a crescere, per non parlare poi dell’impiego di meno risorse: tutti aspetti che la rendono un’alternativa ecologica alla pelle di origine animale.

              Alcune imprese hanno già avviato questo processo. Segue un elenco di alcune delle aziende biotecnologiche innovative da tenere d’occhio:

              Ecovative

              E’ un’azienda biotecnologica con sede a New York. Uno dei loro prodotti più famosi comprende il materiale da imballaggio a base di micelio in crescita che si nutre del sottoprodotto agricolo della canapa. Questo materiale da imballaggio per funghi può essere coltivato in 9 giorni ed è completamente biodegradabile. Altri prodotti a base di funghi sviluppati da Ecovative sono tessili, calzature e prodotti di bellezza.

              MycoWorks

              La californiana MycoWorks ha sviluppato dei sistemi per trasformare i funghi in materiali da costruzione. Infatti, fondendo il legno con il micelio, sono riusciti a realizzare dei mattoni resistenti al fuoco e più forti del calcestruzzo convenzionale. Tra gli altri prodotti a base di micelio ci sono mobili, calzature e prodotti in pelle.

              Materiali riciclati

              I materiali riciclati danno una seconda vita ai materiali non biodegradabili, pertanto sono un sistema per evitare che i rifiuti post-consumo finiscano nelle discariche.

              Ad esempio, il poliestere riciclato, ottenuto fondendo le bottiglie di plastica esistenti e rifilandolo in una nuova fibra di poliestere, richiede circa il 60% di energia in meno rispetto al poliestere vergine. Inoltre, riduce le emissioni di CO2, l’estrazione di greggio e le emissioni tossiche prodotte dagli inceneritori.

              • Poliestere riciclato, plastica riciclata o PET
              • Cotone riciclato
              • Cashmere riciclato
              • Gomma riciclata

              Anche se riciclare le materie sembra un’idea indiscutibilmente buona, ecco un paio di cose da evidenziare:

              • Degrado della qualità

              A seconda del prodotto post-consumo utilizzato per produrre il materiale riciclato, la qualità di tale materiale potrebbe non essere la stessa del suo equivalente vergine.

              Ad esempio, il cotone riciclato ha fibre più corte ed è meno resistente e può essere filato assieme al cotone vergine o al poliestere. Questo ne migliora l’integrità strutturale e la durata.

              • Certificazioni di contenuto riciclato

              Non c’è modo di verificare se il materiale riciclato provenga davvero da prodotti pre o post-consumo. Ottenere una certificazione da terzi dimostrerà il tuo impegno di consumatore nel riciclare e contribuirà a definire la trasparenza e l’integrità della catena di approvvigionamento.

              Attualmente, le due certificazioni fondamentali inerenti le normative sul riciclo sono:

              a) The Global Recycle Standard (GRS), gestita da Textile Exchange, ha lo scopo di far valere le dichiarazioni verificate in modo indipendente in merito alla quantità di contenuto riciclato presente in un filato. Inoltre, vieta l’uso di alcune sostanze chimiche, esige il trattamento delle acque e il rispetto dei diritti dei lavoratori.

              b) Recycled Claim Standard (RCS) si usa come normativa della catena di custodia per tenere traccia delle materie prime riciclate lungo la catena di approvvigionamento ed ha uno scopo simile al GRS. Tuttavia, questa normativa è meno rigorosa della GRS, in quanto impone solo un minimo del 5% di contenuto riciclato da dichiarare come prodotto riciclato. Infine, la RCS non prevede il rispetto e la tutela degli standard chimici e dei requisiti socio-ambientali.

               

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                Quali sono i documenti necessari per importare prodotti dalla Cina?

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                documenti-necessari-per-importare-prodotti-dalla-Cina

                Hai intenzione di importare prodotti dalla Cina, dall’India o dal Vietnam? I documenti di spedizione e la documentazione del prodotto sono necessari per tutte le categorie di merci, sebbene in misura variabile. In questa guida ti spiego quali documenti devi ottenere quando importi prodotti negli Stati Uniti, in Europa, in Australia e in Canada.

                Questa guida riguarda tutti i prodotti?

                Molti dei documenti elencati in questa guida sono obbligatori quando importi i seguenti prodotti:

                • Abbigliamento e tessili
                • Orologi e gioielli
                • Giocattoli
                • Prodotti per bambini
                • Apparecchiature elettroniche
                • Macchinari
                • Dispositivi medici
                • Occhiali da sole
                • Biciclette
                • Caschi

                Documenti doganali e di spedizione

                Sia i documenti doganali che quelli di spedizione costituiscono la traccia cartacea necessaria per trasportare la tua merce dalla nazione di produzione  fino al tuo Paese, ma ti garantiscono anche di pagare l’importo corretto relativo ai dazi all’importazione e alle altre imposte.

                Tieni presente che tutti questi documenti vengono prodotti dal tuo spedizioniere o dal tuo fornitore.

                • Polizza di carico

                La polizza di carico è il documento di trasporto principale emesso dal tuo spedizioniere: si tratta di una ricevuta attestante che lo spedizioniere ha ricevuto il carico. Il documento comprende le informazioni sull’importatore (destinatario), sulla compagnia di spedizioni, sugli Incoterms e sul tipo di prodotto.

                La polizza di carico ha anche un numero unico, che può essere utilizzato per tracciare la spedizione via web.

                Dettagli

                • Importatore (destinatario)
                • Società di spedizioni
                • Incoterms
                • Prodotti
                • Quantità
                • Numero della polizza di carico

                Come ottengo la polizza di carico?

                La polizza di carico viene emessa dallo spedizioniere e può essere inviata per posta celere o via fax (telex release) assieme a tutti gli altri documenti doganali e di spedizione.

                Nota: All’atto della prenotazione del trasporto aereo, riceverai la relativa lettera di vettura.

                • Fattura commerciale

                La fattura commerciale viene utilizzata per dichiarare il valore in dogana della spedizione, valore che, a sua volta, viene utilizzato per calcolare i dazi all’importazione, l’IVA (Unione Europea)  o la GST (Australia), nonché le altre tasse di importazione. La fattura commerciale comprende anche la descrizione del prodotto, la quantità, il costo unitario e il valore complessivo.

                Dettagli

                • Importatore (destinatario)
                • Descrizione del prodotto
                • Codice SA
                • Quantità
                • Valore unitario
                • Valore complessivo

                Come ottengo la fattura commerciale?

                La fattura commerciale viene emessa dal fornitore ed è inviata al tuo spedizioniere per posta celere o fax (telex release) assieme a tutti gli altri documenti doganali e di spedizione.

                Raccomandazione: Calcola il valore in dogana in base al metodo di valutazione del Paese di destinazione. Tieni presente che il valore in dogana può comprendere anche i costi di spedizione, i costi di prototipazione e delle attrezzature, nonché i servizi a pagamento offerti dal fornitore.

                • Distinta dei colli

                La distinta dei colli è un documento che specifica i prodotti, la quantità e il numero di scatoloni compresi nella spedizione. Viene utilizzata principalmente dallo spedizioniere per tracciare la spedizione mentre è in transito.

                Dettagli

                • Prodotti
                • Quantità per prodotto
                • Numero di scatoloni

                Come ottengo la distinta dei colli?

                La distinta dei colli viene emessa dallo spedizioniere  e può essere inviata per posta celere o via fax (telex release) assieme a tutti gli altri documenti doganali e di spedizione.

                • Certificato d’origine (CO o modello A)

                Numerose nazioni, come l’Australia, prevedono dei dazi all’importazione preferenziali (talvolta fino a zero) per determinati Paesi. Tali riduzioni possono essere negoziate come parte di un accordo di libero scambio, altrimenti vengono proposte dai Paesi sviluppati per sostenere i Paesi poveri e in via di sviluppo.

                Per applicare queste tariffe, potresti dover ottenere il certificato di origine (talvolta chiamato Modulo A).

                Dettagli

                • Importatore (destinatario)
                • Produttore/esportatore
                • Metodo di trasporto e percorso
                • Descrizione del prodotto
                • Quantità

                Come ottengo il certificato di origine?

                Il fornitore deve richiedere il certificato di origine alle autorità locali del Paese di produzione, dal momento che lui non può “autocertificare” il Paese di origine. Inoltre, le autorità doganali del Paese di destinazione esigono che il certificato venga timbrato dalle autorità del Paese di origine.

                Documenti di conformità del prodotto

                I documenti di conformità del prodotto non fanno necessariamente parte del processo di spedizione e di sdoganamento, anche se talvolta è così. Detto questo, è responsabilità tua garantire che il tuo prodotto venga testato correttamente in laboratorio e sia documentato.

                La mancanza della documentazione obbligatoria può comportare la confisca del carico da parte delle autorità doganali o, successivamente, il ritiro forzato della merce.

                • Rapporto dei test di laboratorio

                Scopo di un rapporto dei test è quello di dimostrare che un prodotto è conforme ad una o più normative di sicurezza del prodotto e delle sostanze. Il rapporto dei test deve includere informazioni sul prodotto e sulle normative /direttive vigenti, ma anche la descrizione dei test e il loro risultato.

                Ad esempio, il rapporto del test REACH verifica che il prodotto testato, ad esempio una maglietta, sia conforme al regolamento REACH. In quanto tale, e partendo dal presupposto che abbia superato il test, il prodotto può essere venduto nell’Unione Europea,.

                Perché mi occorre il rapporto dei test di laboratorio?

                Tieni presente che le autorità doganali possono chiedere o meno i rapporti dei test, ma è meglio prevenire che curare. Detto questo, le autorità di vigilanza del mercato del tuo Paese possono richiedere il rapporto dei test come prova di conformità mesi o, addirittura, anni dopo che hai importato i prodotti.

                Amazon continua ad essere sempre più severo quando si tratta dei rapporti dei test e, se non li hai, può rifiutare il tuo annuncio di vendita.

                Dettagli

                • Immagine del prodotto
                • SKU
                • Importatore
                • Produttore (opzionale)
                • Laboratorio preposto allo svolgimento dei test e recapiti
                • Normative/direttive vigenti
                • Risultato/i dei test

                Come ottengo il rapporto dei test di laboratorio?

                Devi prenotare il test di laboratorio del prodotto direttamente presso un laboratorio preposto come, ad esempio, Bureau Veritas o Intertek.

                • Certificazioni di prodotto

                Le certificazioni di prodotto, come la dichiarazione di conformità (DoC), o il Children’s Product Certificate (CPC), devono essere rilasciati dall’importatore o da un terzo accreditato. Scopo di questo documento è quello di certificare che un prodotto specifico è conforme a determinate normative e direttive di prodotto.

                Perché mi occorre la certificazione di prodotto?

                Le certificazioni di prodotto (da non confondere con i rapporti dei test) sono obbligatorie per vari articoli, soprattutto negli Stati Uniti e nell’Unione Europea. Eccone alcuni esempi:

                • Giocattoli
                • Prodotti per bambini
                • Apparecchiature elettroniche
                • Macchinari
                • Dispositivi medici

                Dettagli

                • Informazioni sull’importatore/produttore
                • Descrizione del prodotto
                • SKU
                • Normative/direttive vigenti
                • Data
                • Recapiti
                • Indirizzo

                Come ottengo il rapporto dei test?

                Nella maggior parte dei casi, le certificazioni di prodotto vengono rilasciate dall’importatore o da una terza parte accreditata.

                • Documentazione tecnica

                La documentazione tecnica del prodotto comprende i suoi disegni di progettazione, la distinta base, le fotocopie delle etichette, le fotocopie del manuale d’uso ed altri dati attestanti la conformità a una o più normative di prodotto.

                Perché mi occorre la documentazione tecnica?

                La documentazione tecnica (da non confondere con i rapporti dei test o con i certificati di prodotto) è obbligatoria per vari articoli, soprattutto negli Stati Uniti e nell’Unione Europea. Eccone alcuni esempi:

                • Giocattoli
                • Prodotti per bambini
                • Apparecchiature elettroniche
                • Macchinari
                • Dispositivi medici
                • Occhiali da sole
                • Biciclette
                • Caschi

                Dettagli

                • Disegni di progettazione
                • Distinta base
                • Normative/direttive vigenti
                • Fotocopie delle etichette
                • Fotocopie dell’imballaggio
                • Fotocopie del manuale d’uso
                • Valutazione del rischio

                Come ottengo la documentazione tecnica?

                In genere, è l’importatore che redige la documentazione tecnica.

                • Certificazione di fabbrica

                Le certificazioni di fabbrica come ISO 22000 ed HACCP diventano obbligatorie quando importi determinati tipi di integratori, di generi alimentari e prodotti a contatto con gli alimenti (ad esempio, gli elettrodomestici da cucina). Pertanto, puoi rivolgerti solo ai fornitori che possono produrti delle certificazioni di fabbrica pertinenti.

                Quando si tratta di altri prodotti, come l’artigianato in legno e i mobili, il fornitore deve essere inserito in un “elenco di fornitori approvati”.

                Perché mi occorre la certificazione di fabbrica?

                La certificazione di fabbrica è obbligatoria negli Stati Uniti e nell’Unione Europea e riguarda alcuni prodotti.

                Come ottengo la certificazione di fabbrica?

                Devi  richiederla al tuo fornitore e devi verificarne autenticità e validità.

                Licenze di importazione

                Le licenze di importazione, o gli altri permessi, non vengono  solitamente richieste quando si importano prodotti di consumo negli Stati Uniti, in Europa, in Canada o in Australia, invece vengono chieste solo  quando si importano i seguenti prodotti:

                • Prodotti agricoli
                • Sostanze chimiche
                • Prodotti farmaceutici
                • Dispositivi medici
                • Piante e animali vivi
                • Tabacco ed alcool

                 

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                Quanto tempo occorre per spedire la merce dalla Cina?

                Pubblicato il Lascia un commento

                Spedire la merce dalla Cina verso le destinazioni in tutto il mondo può richiedere da pochi giorni a ben più di un mese. Alla fine, si tratta di costi e sistemi di trasporto disponibili verso la destinazione finale.

                In questo articolo mettiamo a confronto i tempi di consegna relativi alle seguenti alternative di trasporto:

                • Trasporto aereo espresso
                • Trasporto aereo economico
                • Trasporto aereo ePacket
                • Trasporto ferroviario
                • Trasporto marittimo

                Inoltre, in fondo all’articolo rispondiamo anche ad alcune delle domande più comuni sui tempi di consegna e su come ridurre al minimo i ritardi.

                ______________________________________________________________________________________

                Aggiornamento sul COVID-19

                Questo articolo è stato originariamente pubblicato alla fine del 2018. In altre parole, ben prima che il COVID-19 ed i suoi imprevisti economici gettassero scompiglio nelle catene di approvvigionamento. Alla fine del 2020 le tariffe dei trasporti sono arrivate alle stelle a causa della domanda che ha superato la capacità dei container.

                Questo trend è poi proseguito fino al 2021 ed è persino peggiorato per colpa della pandemia che ha ridotto la capacità portuale e la disponibilità del personale. Tutto ciò non solo si traduce in tariffe di trasporto più elevate, ma ha anche un forte impatto sui tempi di trasporto nell’importazione di prodotti dalla Cina.

                Il problema non sta nel fatto che le navi si muovano improvvisamente con maggior lentezza, ma nei ritardi nella prenotazione e nel carico delle merci. In passato, la merce poteva essere caricata su una nave o su un aereo entro la stessa settimana. Oggi, invece, non è raro che occorrano 2 o, addirittura, 3 settimane.

                I ritardi influiscono anche sul trasporto aereo espresso e sulle consegne, sebbene in misura minore.

                Tempi di consegna del trasporto marittimo

                La spedizione via mare è il metodo più lento per trasportare la merce dalla Cina verso le destinazioni in tutto il mondo. Eppure, è anche il più conveniente.

                Questa è una panoramica dei tempi di consegna da porto a porto da Hong Kong verso le destinazioni negli Stati Uniti, in Europa e nell’Asia del Pacifico.

                • Hong Kong – Los Angeles, Stati Uniti: 20 giorni
                • Hong Kong – New York, Stati Uniti: 32 giorni
                • Hong Kong – Felixstowe, Regno Unito: 29 giorni
                • Hong Kong – Amburgo, Germania: 30 giorni
                • Hong Kong – Singapore: 5 giorni
                • Hong Kong – Sydney, Australia: 12 giorni

                Ci vuole circa un mese perché la merce raggiunga le destinazioni nell’Europa occidentale o nella costa orientale degli Stati Uniti. Detto questo, devi aggiungere almeno altri 7 giorni, talvolta anche di più, sul tempo necessario per caricare e scaricare la merce in entrambi i porti.

                Tempi di consegna del trasporto aereo

                In termini di volume, il trasporto aereo costituisce solo una piccola parte delle merci trasportate a livello internazionale. In termini di valore, invece, questo tipo di trasporto si aggira attorno al 30% del totale.

                Tutto questo si spiega così: rapidità nel mercato. FedEx, DHL, TNT ed altre compagnie di trasporto aereo possono consegnare in pochi giorni un pacco o una scatola provenienti da qualsiasi parte della Cina e diretti verso le varie destinazioni in tutto il mondo. Detto questo, la velocità ha un costo.

                Il trasporto aereo può essere fino a dieci volte più costoso per unità spedita rispetto al trasporto marittimo, ma non devi necessariamente prenotare il trasporto aereo espresso. Se puoi aspettare qualche giorno in più, il trasporto aereo economico potrebbe essere un’alternativa migliore.

                • Trasporto aereo espresso: 3 – 4 giorni
                • Trasporto aereo economico: 7 – 12 giorni

                Tempi di consegna dell’ePacket

                Alcuni fornitori cinesi propongono anche le consegne ePacket. Sebbene possano essere gradualmente eliminate in futuro, le consegne ePacket consentono alle aziende di spedire piccoli pacchi con una spesa minima e con tempi di consegna compresi tra le 2 e le 4 settimane. Questo è il metodo utilizzato dalla maggior parte degli spedizionieri in Cina.

                Centri logistici

                Le società di e-commerce utilizzano sempre di più i centri logistici di Hong Kong e della Cina continentale per consegnare i prodotti ai clienti internazionali. Invece di spedirla prima nel tuo Paese, la merce viene trasportata nella vicina Hong Kong e, nel giro di pochi giorni, la si rende disponibile agli adempimenti burocratici.

                La maggior parte dei centri logistici può effettuare sia il trasporto aereo espresso che quello economico, mentre la consegna degli ePacket è ad appannaggio anche di alcuni centri logistici di Hong Kong, così come ulteriormente descritto in questo articolo.

                Tempi di consegna del trasporto ferroviario

                Il trasporto ferroviario è passato dall’ombra all’essere un interessante complemento al trasporto marittimo e aereo sulla rotta Cina-Europa. In termini di costi e di tempistiche, il trasporto ferroviario si colloca tra il trasporto marittimo e quello aereo.

                Questa è una panoramica dei tempi di consegna del trasporto ferroviario da Yiwu, provincia dello Zhejiang, verso varie destinazioni in Europa:

                • Yiwu – Berlino: 17 giorni
                • Yiwu – Londra: 18 giorni
                • Yiwu – Madrid: 21 giorni

                Comparazione dei tempi di consegna

                 

                Domande e risposte

                Come posso accelerare i tempi di consegna dalla Cina?

                Il trasporto aereo espresso è il metodo più veloce per trasportare la merce dal tuo fornitore cinese. Eppure, è anche il mezzo di trasporto più costoso. Per le aziende europee il trasporto ferroviario è un’opzione rapida e alternativa, mentre per le imprese statunitensi e australiane il trasporto aereo economico è l’unico sistema per spostare la merce in modo rapido e relativamente poco costoso.

                Abbiamo anche notato che, per poter sfruttare il vantaggio della velocità e dei costi contenuti, molti dei nostri clienti scelgono un “mix” tra il trasporto marittimo e quello aereo. Si può attuare questa scelta dividendo la spedizione in un lotto più piccolo, spedito con il trasporto aereo economico, mentre la maggior parte della merce viene consegnata tramite trasporto marittimo.

                Pertanto, puoi cominciare a vendere i tuoi prodotti solo una settimana dopo il completamento della produzione, mentre non devi sprecare denaro in trasporti aerei costosi.

                Alcuni spedizionieri possono proporre opzioni di trasporto più veloci?

                Gli spedizionieri possono generalmente organizzare la consegna aerea espressa. Detto questo, non ci sono compagnie di trasporto che programmano spedizioni su navi più veloci, o che pianificano lo sdoganamento prioritario.

                Nella migliore delle ipotesi puoi scoprire che alcuni spedizionieri sono più reattivi di altri e, di conseguenza, riducono i tempi di consegna complessivi.

                Rispetto ad altri porti, quelli in Cina prevedono spedizioni più veloci?

                La spedizione da Hong Kong ad Amburgo è più veloce di quella da Tianjin ad Amburgo semplicemente per motivi geografici. Detto questo, non sono a conoscenza di differenze in termini di tempi di consegna tra i diversi porti cinesi. In genere, è buona norma spedire la merce da un porto marittimo vicino.

                Perché il trasporto marittimo è così lento?

                Le navi portacontainer che attraversano gli oceani sono ovviamente più lente degli aerei. Inoltre, anche il carico e lo scarico dei container è un processo lungo, che si aggiunge ai tempi di consegna complessivi.

                Il trasporto ferroviario è più veloce del trasporto marittimo?

                Di solito, il trasporto marittimo impiega 35 giorni dalla Cina all’Europa occidentale, tenendo conto del tempo aggiuntivo necessario per caricare e scaricare la merce sia nel porto di carico che nel porto di destinazione.

                Invece, il trasporto ferroviario sulla stessa rotta impiega dai 18 ai 20 giorni: tutto ciò è considerevole, dato che il suo costo è paragonabile a quello del trasporto marittimo.

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                Trasporto aereo e spedizioni dalla Cina

                Pubblicato il 30 commenti

                Suggerimento: Guarda questo video prima di leggere l’articolo

                Richiedi un Preventivo Gratuito per il Trasporto

                Il trasporto aereo è un metodo di spedizione abbastanza comune sia per le piccole o medie imprese che per le aziende all’ingrosso. E’ veloce, semplice e sicuro. Il problema è che solo in alcuni casi risulta essere economicamente conveniente rispetto al trasporto marittimo.

                L’obiettivo di quest’articolo è quello di illustrarti i pro e contro del trasporto aereo, spiegarti come vengono calcolate le tariffe e, in definitiva, i casi in cui dovresti scegliere di spedire le tue merci via aerea anziché via mare.

                1. Il trasporto aereo il metodo di trasporto più veloce

                Il vantaggio maggiore del trasporto aereo è probabilmente la velocità: generalmente ci vogliono dai cinque ai sette giorni lavorativi per ottenere le merci (mentre utilizzando il trasporto marittimo ci vuole almeno un mese prima che le merci arrivino al porto di destinazione).

                Ciò significa che, spedendole via aerea, avrai la possibilità di immettere i tuoi prodotti sul mercato con un mese di anticipo.

                Una statistica interessante è che, mentre solo il 5% delle merci trasportate internazionalmente viene spedita via aerea (in termine di volume), se si guarda al valore delle merci, il 30% del valore viaggia via aerea. Quindi, in generale, le merci più “preziose” vengono spedite via aereo più frequentemente.

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