Come scoprire ed evitare le truffe più comuni da parte dei fornitori presenti su Alibaba

Alibaba truffe

Nonostante negli ultimi anni la sicurezza su Alibaba.com sia notevolmente migliorata, le truffe ai danni di importatori che hanno trovato un fornitore sul portale commerciale più visitato del pianeta sono ancora abbastanza comuni. E’ infatti impossibile riuscire a controllare tutti i fornitori presenti su Alibaba.

In quest’articolo andremo a descrivere le tre truffe più comuni perpetuate da fornitori presenti su Alibaba.com, come prevenirle e, nel caso non si riesca ad evitarle, come richiedere un rimborso.

Primo tipo di truffa: Frodi durante il pagamento

Questo tipo di frode è diventato, negli ultimi anni, il più comune. Il principio è semplice: il truffatore riesce ad accedere alla casella e-mail del fornitore (i sistemi informatici cinesi sono estremamente insicuri), scopre gli indirizzi e-mail degli importatori che stanno per effettuare un versamento, scaricano le ultime fatture inviate dal fornitore (sempre dalla casella di posta del fornitore), modificano i dati concernenti il conto in banca del beneficiario (inserendo il proprio numero di conto) e inviano la “nuova” fattura al malcapitato importatore.

L’importatore riceve la fattura dal fornitore – o almeno pensa, visto che il truffatore si è impadronito della casella email del fornitore, – e invia il versamento senza farsi troppe domande. Il problema è che non sta inviando i soldi al conto bancario del fornitore, bensì a quello del truffatore!

Dopo cinque-dieci giorni il fornitore comunica all’importatore di non aver ancora ricevuto l’importo dovuto. E’ a questo punto che la truffa viene a galla. Il problema è che è sempre troppo tardi perché il truffatore, che di solito utilizza una banca con sede a Hong Kong o in un’altra provincia della Cina, è già sparito con i soldi.

In questo caso l’importatore può recuperare i soldi solo se ha stipulato una polizza assicurativa che copre questo genere di truffe. Ovviamente la stragrande maggioranza degli importatori non possiede tale polizza.

Secondo tipo di truffa: Invio di merci danneggiate o difettose

Nonostante una frode durante il pagamento, se portata a termine, possa causare la bancarotta di una piccola impresa, evitare la frode è semplice. Basta infatti verificare che il beneficiario del conto in banca su cui si sta effettuando il versamento corrisponda alla società del fornitore con il quale si sta trattando. Come ulteriore misura precauzionale si può inoltre effettuare un versamento di prova corrispondente a modeste cifre di denaro (magari per acquistare alcuni campioni del prodotto).

Riuscire ad evitare che un fornitore ti invii merci danneggiate o difettose richiede invece un approccio più sofisticato. Dovrai cioè implementare un processo di “assicurazione qualità.”

E’ innanzitutto importante inviare al fornitore una lista di specifiche del prodotto chiara è specifica. Non facendolo darai infatti al fornitore l’opportunità per realizzare un prodotto di qualità inferiore a quella che desideri.

Supponiamo ad esempio che ti dimentichi di specificare di voler un prodotto conforme allo standard REACH. Perché il fornitore dovrebbe disturbarsi ad evitare le sostanze tossiche quando, disinteressandosene, potrebbe risparmiare sui materiali e sul processo di produzione, aumentando quindi i propri margini di guadagno?

Dunque, se trascurassi di comunicare chiaramente al tuo fornitore che:

A.) Le merci devono essere conformi allo standard REACH;
B.) Ti preoccuperai di verificare che le merci siano conformi (tramite un test di laboratorio);
C.) Nel caso le merci non dovessero risultare conformi, il fornitore subirà un danno economico;

finiresti con l’ottenere un prodotto non conforme allo standard REACH, ovvero un prodotto illegale in Europa.

Ovviamente il discorso appena fatto non vale solo per gli standard di certificazione; bensì per qualsiasi specifica come ad esempio i colori, la funzionalità, eccetera. L’unico modo per verificare che il prodotto possieda tutte le caratteristiche desiderate è quello di far eseguire un controllo di qualità. Tale controllo dovrà ovviamente avvenire prima del pagamento del saldo finale.

Terzo tipo di truffa: La società offshore a Hong Kong

Molti fornitori cinesi richiedono di essere pagati su un conto bancario appartenente a una società off-shore con sede a Hong Kong. Tale pratica è alquanto diffusa in quanto permette ai fornitori di evadere le tasse in Cina e, inoltre, di evadere le proprie responsabilità nei confronti del cliente.

Alcuni anni fa ci chiamò un importatore che aveva effettuato il versamento presso una società di Hong Kong mentre, in realtà, l’azienda manifatturiera si trovava in Cina. La qualità delle merci inviate dal fornitore era così scarsa che il prodotto era invendibile. Siccome il fornitore aveva smesso di rispondere alle email e alle telefonate dell’importatore, quest’ultimo ci chiese se fosse possibile denunciare la società di Hong Kong.

La risposta è che, nonostante sia teoricamente possibile denunciare la società che ha ricevuto il pagamento, in realtà non ha senso visto che si tratta di una scatola vuota: un conto in banca e un indirizzo postale virtuale. Non esiste nessun rappresentante legale che risieda a Hong Kong e, anche se è possibile che il conto in banca non sia vuoto, è possibile trasferire i soldi in qualsiasi momento. Diciamo pure che denunciando un fantasma si avrebbero le stesse speranze di essere risarciti.

Il fatto che il fornitore ti abbia proposto di versare il pagamento su un conto in banca a Hong Kong non ne fa però un truffatore. Per prevenire questo tipo di truffa dovrai comunque sincerarti che il rappresentante legale delle due società (quella cinese con cui stai trattando e quella di Hong Kong dove dovrai pagare) sia la stessa persona. Dovrai inoltre inserire nell’accordo di vendita una clausola dove venga specificato che, nonostante il pagamento venga effettuato in favore della società X di Hong Kong, in realtà sarà la società Y in Cina a doversi occupare di realizzare le merci in accordo ai termini specificati nell’accordo di vendita.

“Per quale motivo Alibaba, in caso di truffa, non si assume alcuna responsabilità?”

Perché Alibaba non è una compagnia di assicurazioni: si tratta di una piattaforma commerciale il cui scopo è quello di connettere importatori ed esportatori provenienti da ogni parte del pianeta. Sul sito di Alibaba vi sono milioni di società: monitorarle tutte è impossibile.

Inoltre in molti casi le cose vanno male nonostante il fornitore sia onesto. Spesso la colpa è dell’importatore. Sono in tanti a contattare un fornitore cinese, magari trovato a caso, a richiedere “la qualità migliore e il prezzo più economico possibile” e a pensare che ciò sia sufficiente a portare a termine l’affare con reciproca soddisfazione.

Ma, al solito, si ottiene quello per cui si paga e, inoltre, l’unico modo per sperare di ottenere un prodotto che possieda le caratteristiche desiderate è quello di preparare una lista di specifiche esaustiva e comunicarla chiaramente al fornitore (sì, sono cosciente di averlo già detto ma ripeterlo non può che giovare al tuo business d’importazione).

“Come devo agire se sono già stato truffato da un fornitore presente su Alibaba?”

Dipende dalla situazione. Innanzitutto dovrai dimostrare che il fornitore sia un truffatore. Ciò non è sempre possibile; se ad esempio hai versato il pagamento su un conto in banca a Hong Kong che non è intestato alla società del fornitore che hai trovato su Alibaba, ti sarà impossibile dimostrare di essere stato truffato da tale fornitore.

Ricordo che una volta ci contattò una startup che aveva appena importato biciclette elettriche dalla Cina. Peccato che la qualità delle bici importate era così scarsa che, al massimo, avrebbero potuto rivenderle al prezzo di rottami.

Inizialmente eravamo moderatamente ottimisti in quanto l’impresa importatrice era in possesso di un accordo di vendita firmato dal fornitore.

Ma una volta che ricevemmo una copia dell’accordo di vendita, della fattura proforma e delle conversazioni email avute con il fornitore, ci rendemmo conto che c’era poco da fare: l’accordo era a nome di una società cinese con sede in un altra provincia ed il pagamento era stato versato sul conto in banca di una società terza con sede ad Hong Kong.

Il nome della società presente su Alibaba non appariva da nessuna parte: né sulla fattura, né sull’accordo di vendita né sui documenti concernenti il trasporto. Ci sembrava una causa persa ma il cliente ci chiese di fare un tentativo. Ci recammo quindi a Jinhua per discutere con un responsabile della società cinese, il quale affermò che il nostro cliente era stato truffato da un agente di vendita che era già stato licenziato e che non era più possibile contattare. Per dirlo senza giri di parole, la società del fornitore declinò qualsiasi responsabilità sull’accaduto.

Ti racconto tutto ciò per convincerti che il passo più importante per difenderti dalle truffe è quello di assicurarti che il fornitore presente su Alibaba possa essere identificato, nel caso le cose non vadano per il verso giusto, come l’autore della truffa. Assicurati quindi che il nome della società sia presente nelle fatture, nel contratto di vendita, eccetera. Assicurati inoltre di documentare la transazione conservando fatture, email, foto che mostrino i prodotti difettosi, eccetera.

Se potrai provare che a truffarti è stata la società registrata su Alibaba.com, allora Alibaba contatterà tale società chiedendole di risarcirti (per ovvi motivi Alibaba ha tutto l’interesse a limitare le truffe originate sul proprio sito web). Se la società del fornitore dovesse rifiutarsi di collaborare, Alibaba potrebbe minacciarla di espellerla dal portale (il suo potere si ferma qui).

In molti casi la minaccia di essere espulsi da Alibaba.com è sufficiente a convincere il fornitore a compensare il cliente. Ma non è affatto sicuro che le cose vadano in questo modo: se il fornitore è in crisi, magari perché è sommerso di debiti, sa di avere comunque le ore contate e non ha quindi nessun interesse a risarcirti.

Ovviamente in Cina esiste un sistema legale che, contrariamente a quanto si crede, funziona meglio che nella maggior parte dei paesi. Puoi quindi pensare di denunciare il fornitore presso le autorità cinesi (effettuare la denuncia in Italia è pressoché inutile visto che la società cinese non possiede alcun bene in Italia).

Tieni però presente che portare avanti una causa penale è dispendioso, sia in termini di tempo che di soldi. Questo significa che, dal punto di vista pratico, denunciare un fornitore cinese è un’opzione raramente alla portato di piccole imprese e startup.

Disclaimer

Questo articolo è fornito a scopo esclusivamente informativo. Né l’autore né alcuna delle società e/o fornitori di servizi menzionati nel testo garantiscono che le informazioni siano accurate, complete, attuali, idonee o valide. Questo articolo rappresenta solo il punto di vista dell’autore e non è stato approvato da nessuna delle società e/o fornitori di servizi menzionati nel testo.

  • Tags:

    6 Responses to “Come scoprire ed evitare le truffe più comuni da parte dei fornitori presenti su Alibaba”

    1. Walter 09/03/2017 at 12:42 #

      Salve
      Sto cercando di scoprire se questa azienda esiste o meno, ma non riesco a capire
      Mi chiedono il pagamento in anticipo tramite bonifico bancario ma non mi convince il tutto parliamo di un importo di 15.000 dollari
      Se siete in grado di aiutarmi grazie

      Nome e Sede Legale:
      MARINE Supply Company LLP
      39 Duke Street
      EDIMBURGO
      EH6 8HH
      Gruppo al SO303371

      • Ivan Malloci 15/03/2017 at 15:21 #

        Buongiorno,

        è un’azienda della Gran Bretagna, provate su Companies House! Se esiste dovrebbe essere registrata sul sito del governo inglese

    2. Sal 20/06/2017 at 10:01 #

      Salve a tutti, sto acquistando per la prima volta su alibaba, dopo varie settimane mi sono accordato con una azienda presente sul sito da 11 anni ha tutti i certificati e ho acquistato degli oggetti per 500 euro circa, pagati con carta di credito utilizzando anche il sistema Trade Assurance, stamattina la tipa mi manda questo messaggio ma non ho bene interpretato, anche perché parlo pochissimo l’inglese, sapreste aiutarmi? io ho capito che le vuole che io metta a zero il rimborso, se è cosi mi puzza un pò di truffa. ecco il messaggio:
      I want to tell you one thing.Because you drafted the confirmed order in alibaba.so we need Formal customs declaration.
      But yesterday I have send out your order by DHL.today I want Fill in the tracking number on the alibaba.find that can’t fill in.
      Because not fill the tracking number,so we can’t received the money.
      So now you need Open a dispute,Fill in the refund amount is zero, we can get money.
      Do you understand my mean?

      Grazie Mille Sal.

      • Ivan Malloci 21/06/2017 at 13:41 #

        Ciao Sal, la cosa sembra strana anche a me. Inoltre l’inglese è pessimo e non ci capisco quasi niente

    3. Paolo Iorio 25/10/2017 at 15:25 #

      ciao sto acquistando dei gazebi gonfiabili su alibaba e la tipa dalla cina mi ha mandato un assicurazione commerciale e vuole il pagamento in 2 parti , prima dell’inizio del lavoro e a fine lavoro , l’azienda si chiama:
      Nome della società registrata del venditore:
      Hangzhou Jenor gonfiabile Co., srl.
      Nome della società registrata dell’acquirente:
      Indirizzo dell’azienda registrata del venditore:
      Sala 427, n. 35, Via Kangning, distretto di Xiacheng, Hangzhou, Zhejiang, CN
      Indirizzo dell’azienda del compratore:
      E-mail :
      jenor01@hzjenor.com
      è affidabile secondo voi?

      • Ivan Malloci 26/10/2017 at 15:06 #

        Buongiorno Paolo,

        i dati che ci hai inviato non sono sufficienti per valutare l’affidabilità di un fornitore cinese! Vi ho inviato un’email

        A presto

        Ivan

    Lascia un commento