Controllo qualità per abbigliamento e tessuti – La guida completa

Controllo Qualità per l'Abbigliamento

Clicca qui per scoprire come possiamo
aiutarti ad importare dalla Cina

Renaud Anjoran è il fondatore di Sofeast, un’agenzia preposta al controllo qualità con sede a Shenzhen, nonché leader esperto nella garanzia della qualità. Renaud è anche un assiduo collaboratore del nostro blog.

In questo articolo Renaud spiega cosa gli importatori di abbigliamento e tessuti devono sapere per prevenire e gestire i problemi di qualità.

Continua a leggere per saperne di più sui tipi di problemi di qualità che esistono nel settore dell’abbigliamento – e come poterli evitare.

In base alla tua esperienza, quali sono i problemi di qualità più comuni che chi acquista abbigliamento e tessuti deve conoscere?

Distinguerei tre tipi di problemi di qualità.

Punto primo, alcuni problemi di qualità dipendono dai materiali e dagli accessori. Ad esempio, il filato è stato tinto nel colore sbagliato, oppure una cerniera non proviene dal fornitore o dal marchio concordato. Questi problemi di qualità sono presenti in molti o in tutti gli indumenti. Vorrei includere anche i materiali per l’imballaggio non conformi.

Come si possono evitare questi problemi?

a. Se acquisti grandi quantitativi di merce, fa’ in modo che i tuoi fornitori lavorino con quei sub-fornitori selezionati dalla tua azienda. I prezzi potrebbero salire un po’, ma, in cambio, devi far fronte a pochi problemi. Tieni presente che questo vale soprattutto per i materiali d’imballaggio e non vale sempre per i tessuti o agli accessori principali. Alcune aziende acquistano materiali ed accessori e finanziano dei workshops per un lavoro alla CMT.

b. Il fornitore ha realizzato un campione di pre-produzione con del materiale sfuso. Esamina quel campione, così come i campioni di tessuti (non piccole “prove di tintura”) per altri colori, se ve ne sono.

c. Invia in fabbrica un ispettore che controlli tutti i materiali e gli accessori.

Punto secondo, alcuni problemi derivano dalla fantasia della stoffa o dal modo in cui il tessuto è stato tagliato. Un po’ tutte le fabbriche tendono a ridurre il consumo di tessuto.

Ciò si verifica in due modi:

1. Tagliare il tessuto di dimensioni un po’ più ridotte. Di conseguenza, i capi finiti tendono ad essere più piccoli di quelli richiesti – talvolta sono di una taglia inferiore rispetto a quella ordinata, specialmente se gli addetti ai lavori non rispettano una certa “tolleranza del cucito”.

2. Posizionare le forme per migliorare la resa, a prescindere dalla direzione desiderata dei fili. Sulla biancheria intima ciò può riguardare le misure e, più in generale, può creare pessimi difetti nell’aspetto, come la torsione o l’arricciamento del tessuto. Ciò accade piuttosto comunemente in Cina.

Esistono potenzialmente molti altri problemi derivanti dal taglio ed i più comuni si verificano nei tessuti a maglia, dal momento che tali tessuti non vengono sempre trattati in modo adeguato (tempo insufficiente per ritirarsi, troppi strati, eccetera).

Come evitare questi problemi?

1. Pochissimi importatori controllano questa fase della produzione. La soluzione migliore è quella di inviare un tecnico che controlli il modo in cui la fabbrica ha preparato i suoi “cartamodelli” ed il modo in cui ha sistemato e tagliato il tessuto.

Per dirla più in generale, lavora con buoni laboratori di taglio e cucito!

2. Infine, molti problemi scaturiscono dalla scarsa qualità del lavoro. Tali difficoltà possono derivare da numerose cause: le macchine non sono regolate correttamente e le cuciture si spezzano quando vengono allungate; le tasche anteriori vengono posizionate senza un supporto visivo e non sono simmetriche; le estremità dei fili non vengono tutte tagliate. Purtroppo, tutto questo non lo vedrai mai, se chiedi alle fabbriche di inviarti alcuni campioni.

Da tener presente: Potresti richiedere dei campioni di produzione, ma, in Cina, il 98% di questi campioni proverrà da una “sala campioni” apposita e non saranno rappresentativi in termini di qualità produttiva.

Come evitare questi problemi?

1. Ancora una volta, lavora con dei buoni laboratori di taglio e cucito ed assicurati che non subbappaltino il lavoro a laboratori più economici.

2. Non spingerli ad affrettare la produzione. Se hai un termine di consegna fisso, assicurati che tutte le approvazioni dei campioni siano pronte in anticipo.

3. Molti acquirenti inviano, una prima volta, un ispettore durante la fase di cucitura e, di nuovo, dopo la produzione. Notare i problemi e dare un feedback ai responsabili del reparto cucitura, tende a migliorare la qualità. Le ispezioni di pre-spedizione sono l’ultima occasione in cui la qualità può essere controllata in Cina, pertanto tali verifiche sono fondamentali.

Quali pensi che siano le cause principali di questi probelemi di qualità?

Gli indumenti, intesi come categoria di prodotto, vengono controllati più spesso di quanto accada ad altre merci. Ciò dipende dal processo produttivo (una successione di operazioni manuali eseguite, generalmente, da operai che, scoraggiati dal loro salario, investono poco tempo su ciascun articolo).

Ciò dipende anche dal flusso costante di nuovi stili, che impedisce all’intera catena di approvvigionamento di svolgere tutti i controlli di pre-produzione necessari a ridurre i rischi.

“L’abbigliamento alla moda” innesca due effetti perversi:

a. In primo luogo, una , si crea forte pressione sulla sequenza temporale. Spesso le approvazioni di pre-produzione si trascinano nel tempo (il campione di questa misura non va bene, l’effetto del lavaggio è un po’ svanito, eccetera), riducendo il tempo destinato alla colorazione, al taglio, alla cucitura ed alla finitura. Ai laboratori di cucito capita frequentemente di “fare il minimo indispensabile” per spedire in tempo.

b. In secondo luogo, lo sviluppo di nuovi stili moltiplica i rischi. Consideriamo i due estremi. Da un lato c’è la produzione di abbigliamento alla moda (nessun lavoro di ingegneria viene fatto prima della produzione) e, dall’altro, ci sono parti OEM di un’auto da realizzare in volumi molto grandi con gli stessi materiali ed i medesimi processi. Il lavoro iniziale richiesto dalle marche automobilistiche occidentali (denominato ‘PPAP’), richiede centinaia o, addirittura, migliaia di ore-uomo per ciascun nuovo modello, ma questa fase viene quasi interamente saltata da chi realizza indumenti. L’atteggiamento è il seguente: “gli stili sono approvati, tuffiamoci nella produzione e correggiamo i problemi mentre andiamo avanti”.

Inoltre, la costante ricerca di un “laboratorio economico” spinge alcuni acquirenti a collaborare con produttori di scarsissima qualità.

Quando i prodotti finali sono venduti nei canali attenti ai prezzi, questa è, probabilmente, la principale fonte da cui scaturiscono i problemi di qualità.

Per quanto riguarda la produzione dei rotoli di tessuto, la principale fonte dei problemi è la mancanza di controlli delle operazioni chimiche. Non si verificano sempre la temperatura, l’umidità, la quantità di solidi nei bagni, e così via discorrendo.

I diversi lotti hanno colori e proprietà differenti.

Quali tipi di test e quali controlli di qualità sono fondamentali nella produzione dell’abbigliamento?

Nell’Unione Europea, i test chimici e fisici obbligatori sui tessuti e gli accessori sono compresi principalmente nella normativa REACH.

Alcuni test, come la solidità del colore (specialmente sui tessuti “rischiosi” come il poliestere tinto in rosso, azzurro o nero), non sono obbligatori, ma sono vivamente consigliati. Strofinare il tessuto e metterlo in lavatrice è sufficiente per avere una chiara idea dei rischi in cui puoi incorrere.

Quando si tratta degli indumenti, i controlli da fare sono i seguenti:

a. Aspetto: Hanno un buon aspetto quando vengono presentati al punto vendita, quando vengono disimballati e quando vengono indossati? I colori ed i tessuti sono uguali a quelli approvati?

b. Conformità della qualità del lavoro: La produzione è conforme ai campioni di pre-produzione approvati?

c. Struttura: Le cuciture sono resistenti e gli indumenti resistono all’usura?.

d. Misure: Le misure sono giuste in tutte le taglie?

e. Rifiniture: Gli indumenti sono pronti per essere venduti, o necessitano di ulteriore lavoro di rifinitura?

g. Imballaggio ed etichettatura: Sono conformi ai requisiti indicati dall’acquirente?

È possibile verificare la composizione delle fibre dei tessuti, senza presentarne dei campioni ad un laboratorio?

Non è sempre facile. Finanche un ingegnere tessile esperto potrebbe non essere in grado di confermare la composizione complessa di alcuni tessuti solo attraverso il controllo visivo e tattile. Io sono stato ingannato parecchie volte da poliesteri morbidi come la poliammide.

D’altra parte, un tessuto composto per il 92% da cotone pettinato e per l’8% da spandex è decisamente molto diverso da un tessuto economico composto dal 100% di cotone.

Gli acquirenti dovrebbero redigere dei protocolli per l’ispezione di qualità o dovrebbero affidare tutto ad un partner che lo faccia al posto loro?

Una peculiarità del settore dell’abbigliamento e degli accessori è l’apparente importanza del “campione d’oro”, dal momento che il tatto e la vista svolgono un ruolo piuttosto importante.

Tuttavia, l’acquirente dovrebbe sicuramente specificare il modo in cui gli indumenti debbano essere etichettati, piegati, imballati, eccetera. Di solito si può fare un ottimo lavoro da soli.

Il punto in cui molti acquirenti si perdono è la categorizzazione dei difetti comuni. Personalmente, la considero un must da fare, prima di avviare la produzione e ricevere la conferma scritta del fornitore.

Per capire cosa voglio dire, elenco di seguito alcuni difetti comuni.

Vuoi classificarli come fondamentali, importanti o minori? Se non sei sicuro, collabora con un’agenzia di certificazione della qualità che te li risolve.

  • Fili non tagliati della lunghezza di 1 cm o più
  • Chiazze/segni di sporcizia dal diametro di 0.5cm o più
  • Buchi nel tessuto
  • Filato del tessuto tirato
  • Segni di pressione sul tessuto
  • Sfumatura del colore
  • Cuciture imperfette
  • Cuciture spezzate
  • Cuciture aperte
  • Problemi di simmetria
  • Increspatura
  • Confusione degli SKU (ad esempio, un capo di taglia L viene etichettato come taglia M)

Che tipo di informazione sui prodotti l’acquirente deve fornire alla società che si occupa dell’ispezione?

Molti importatori professionisti forniscono un “pacchetto tecnologico” che comprende:

  • Tipi di tessuti e di accessori (in dettaglio)
  • Tutte le etichette
  • Tabelle delle taglie
  • Commenti sui campioni esaminati successivamente (questo è utile perché gli stessi problemi potrebbero essere riscontrati nella produzione)

E, di solito, dispongono di un manuale sull’imballaggio che inica le regole generali sulla dimensione dei cartoni, sui marchi di spedizione, sui sacchetti protettivi di plastica, sul modo in cui piegare la merce, eccetera.

Per una piccola azienda che comincia ad acquistare indumenti, questo non è uno sforzo eccessivo, fino a quando non abbia un modello a cui ispirarsi.

Quale tipo di attrezzatura è necessaria per eseguire l’ispezione?

Quanto meno, bisogna portarsi un metro per misurare gli indumenti ed una fotocamera digitale. Per il test di sfregamento, bisogna portare un panno di cotone bianco. Se le etichette comprendono i codici a barre, bisogna portarsi uno scanner per leggerli. Di solito, l’ispettore ha con sé tutto ciò.

È piuttosto normale verificare il peso del tessuto principale. Dal momento che la taglierina e la scala digitale sono pesanti e fragili, ci si aspetta che sia il fornitore a procurarsi tali attrezzature. Stessa cosa dicasi per la bilancia con cui pesare i cartoni.

Quando si tratta delle ispezioni sui rotoli di tessuto, si suppone che, ovviamente, sia la fabbrica a disporre della macchina preposta a tale controllo.

Quando importi abbigliamento, è sufficiente un’ispezione pre-spedizione, o gli acquirenti dovrebbero valutare la possibilità di effettuare una o più ispezioni durante la produzione?

Se hai già lavorato con una determinata fabbrica, fai un nuovo ordine, consapevole del fatto che non verrà subappaltato, pertanto un’ispezione finale (di pre-spedizione) sarà sufficiente.

Se così non fosse, ti consiglio vivamente di procedere ad un’ispezione in linea. Funziona come un sistema di allarme rapido, che ti permette di adottare azioni correttive prima che sia troppo tardi. Una volta che tutta la merce è pronta, spesso la fabbrica si rifiuta (apertamente, o con il suo atteggiamento) di rielaborarla/riprodurla.

Quale sia la tempistica migliore per un’ispezione in linea non è, comunque, sempre così scontata. Facciamo l’esempio di un paio di jeans che devono essere sottoposti a sabbiatura:

1. Il tessuto è tagliato;

2. Le principali operazioni di cucino sono state eseguite (questo è un buon momento per evidenziare i problemi sulle cuciture che potrebbero influire negativamente sulla vestibilità del capo);

3. Tutti i capi vengono inviati alla sabbiatura;

4. Il lavoro di finitura viene concluso (questo è un buon momento per controllare la sabbiatura e le finiture, ma è troppo tardi per controllare le cuciture e le misure);

5. Tutti i capi vengono imballati (questo è un buon momento per controllare la quantità e la qualità media, nonché l’etichettatura e l’imballaggio).

Come può Sofeast aiutare gli importatori a prevenire i problemi di qualità quando acquistano abbigliamento e tessuti dalla Cina?

Sofeast aiuta gli acquirenti a salvaguardare tutta la loro catena di approvvigionamento in questo modo:

  • Definisce uno standard qualitativo (quali difetti sono critici, importanti, minori)
  • Indica i documenti relativi agli indumenti, al loro imballaggio ed alla loro etichettatura
  • Controlla e verifica una potenziale fabbrica per il fornitore
  • Controlla i campioni di produzione e di pre-produzione
  • Controlla i cartamodelli ed il processo di taglio
  • Esegue delle ispezioni in linea
  • Se necessario, mette in atto delle azioni correttive
  • Conferma la qualità media tramite un’ispezione finale
  • Tags:

    No comments yet.

    Lascia un commento