• Importare accessori iPhone dalla Cina (Caso di Studi)

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    accessori iPhone dalla Cina

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    In quest’articolo illustreremo la strategia migliore per importare accessori per cellulari, utilizzando come esempio un caso di studi reale, quello di un nostro cliente che per comodità nel seguito dell’articolo chiameremo Marco.

    Primo passo: Trovare un fornitore

    Quando ha deciso di importare dalla Cina, Marco possedeva già un negozio di accessori per iPhone. Come molti imprenditori che decidono di compiere questo passo, anche Marco aveva il problema di voler aumentare la propria gamma di prodotti. Per evitare di dover gestire diversi fornitori contemporaneamente (e i problemi di organizzazione e logistica che ne derivano), abbiamo selezionato solo possibili fornitori specializzati in custodie per iPhone (in modo da essere sicuri che potessero garantire un’abbondante scelta di prodotti).

    La gamma dei prodotti offerta da un dato fornitore è importante. In Cina vi sono infatti una miriade di grossisti che si occupano di esportare un po’ di tutto, senza essere però esperti in nessun settore particolare. A parte possedere una scarsa conoscenza del prodotto, un fornitore del genere potrebbe decidere, da un giorno all’altro, di non commerciare più il prodotto che stai acquistando. Per te si tratterebbe ovviamente di un disastro in quanto saresti costretto e ripartire dalla ricerca dei fornitori. Per finire, un fornitore specializzato in un dato settore potrà garantirti un’ampia scelta di prodotti. Questo significa che un solo fornitore sarà probabilmente abbastanza e non sarai acquistare da più fornitori contemporaneamente.

    Ecco perché, dopo aver parlato con Marco, siamo andati a cercare fornitori specializzati in custodie e che, al contempo, avessero un capitale sociale sufficiente per essere considerati un’azienda seria. In seguito Marco ha contattato i fornitori presenti nella nostra lista e richiesto i cataloghi (in formato digitale) in modo che da poter visionare le merci dei vari fornitori – e i relativi prezzi – e scegliere il fornitore che preferiva.

    Secondo passo: Sviluppo del prodotto e marchio

    Marco voleva personalizzare il prodotto con il proprio marchio. Ma anziché marchiare le custodie e rovinarle esteticamente, ha optato per una confezione personalizzata. Anche se detta così sembra semplice, in realtà stiamo parlando di una procedura abbastanza complessa.

    Per iniziare, per realizzare una confezione di plastica personalizzata è necessario acquistare un macchinario a stampaggio a iniezione, il cui prezzo va da alcune centinaia ad alcune migliaia di Euro.

    Ma se lavori con un budget ridotto dovresti evitare questo tipo di spese! Una volta scelto il fornitore, la soluzione che abbiamo trovato è stata quella di chiedergli di inviare a Marco alcune confezioni utilizzate da clienti passati. Se da un lato questa scelta non consente di personalizzare la forma della confezione, dall’altro ci lascia piena libertà per quanto riguarda la grafica della confezione. L’altro vantaggio è, ovviamente, che il fornitore possiede già il macchinario a stampaggio per le vecchie confezioni, quindi non vi è alcun bisogno di acquistarne uno nuovo.

    Una volta scelta la confezione Marco ha acquistato alcuni campioni (compresi di confezione con il marchio personalizzato). Siccome Marco non ha richiesto nessuna personalizzazione particolare, i campioni gli sono costati solo 30 Euro. Se invece avesse decido si richiedere una confezione al 100% personalizzata avrebbe dovuto spendere molto più denaro (a causa del macchinario a stampaggio). Evita sempre le personalizzazioni che non sono strettamente necessarie!

    I campioni non avevano alcun problema e Marco ha quindi deciso di procedere con il pagamento e la produzione.

    Terzo passo: Pagamento e produzione

    Prima di dare il via alla produzione occorre firmare un accordo di vendita e inviare un anticipo sul totale da pagare. Iniziamo dall’accordo di vendita. Qual è il motivo per cui ai nostri clienti raccomandiamo sempre di firmare un accordo di vendita?

    Innanzitutto per comunicare al fornitore la lista completa delle specifiche del prodotto e degli standard di qualità richiesti. Ciò limita il rischio di incomprensioni, che sono la causa più comune dei problemi che si possono avere durante la fase di produzione. Se alcune delle specifiche non vengono comunicate chiaramente al fornitore (il colore del prodotto, ad esempio) è infatti molto difficile rimediare dopo che la produzione è conclusa.

    Inoltre un accordo di vendita serve da deterrente per il fornitore, che ci penserà due volte prima di fregarti sulla qualità (ad esempio producendo le tue custodie per iPhone con plastica riciclata) in quanto l’accordo di vendita conterrà una clausola che dichiara che le merci dovranno passare un controllo qualità prima del pagamento del saldo finale (sia che si tratti della verità che di un bluff da parte tua).

    Per quanto riguarda il pagamento, noi consigliamo sempre di versare un anticipo del 30% (il fornitore deve pur sempre acquistare i materiali e i componenti quindi non si può pretendere che dia il via alla produzione senza aver prima ricevuto un anticipo).

    Dopo aver firmato l’accordo e pagato l’anticipo Marco ha dato il via alla produzione (che, secondo le stime del fornitore, avrebbe dovuto durare 25 giorni). Durante la produzione ha contattato il fornitore diverse volte per conoscere lo stato di avanzamento della produzione e richiedere foto delle merci già prodotte.

    Quarto passo: Controllo qualità e trasporto delle merci

    Quattro settimane dopo il fornitore ci ha chiesto quando ci saremo recati a Guangzhou per visitare la linea di produzione ed eseguire il controllo qualità. Gli abbiamo risposto che avevamo deciso di annullare il controllo qualità.

    La ragione di questa scelta è che Marco non aveva alcuna intenzione di investire diverse centinaia di Euro in un controllo qualità. Anche se lo sapevamo fin dall’inizio, abbiamo comunque finto di voler eseguire un controllo qualità in modo che il fornitore si impegnasse a realizzare un prodotto in linea con gli standard di qualità desiderati da Marco.

    Ti sto suggerendo di mentire al tuo fornitore in modo da trarne beneficio? Sì. Chiaramente questo “trucco” non funziona sempre. Se si veificano problemi durante la fase di produzione l’unico modo per scoprirlo è quello di eseguire un controllo qualità. Se però non puoi permetterti di eseguirlo allora la strategia che ti ho appena raccontato è il massimo che puoi fare.

    Ovviamente il controllo qualità ha un senso solo se viene eseguito prima di versare il saldo finale del 70% nel conto in banca del fornitore. Se scopri un problema dopo che il fornitore ha già ricevuto i soldi è difficile che si impegni per risolverlo, magari riparando o fabbricando di nuovo la merce difettosa.

    Per quanto riguarda il trasporto, in questo caso si trattava di un pacco di dimensioni limitate quindi lo abbiamo fatto spedire tramite un corriere FedEx, che ha ritirato la merce nella sede del fornitore e l’ha spedita a Marco via aerea. Se fosse stata più voluminosa a Marco sarebbe convenuto spedire la merce via mare.

    Vuoi importare accessori iPhone dalla Cina?

    Può essere difficile passare dall’ideazione di un prodotto alla sua realizzazione. Per aiutarti a gestire l’intero processo – dalla creazione di una specifica, al campionamento, fino al controllo qualità – abbiamo creato la “Guida per l’Importatore”.

    Ecco cosa include:

    a. Lista di fornitori (concernenti il tuo prodotto);

    b. Esempi di etichette per l’Unione Europea;

    c. Tutorial, video esplicativi ed task che ti guidano per tutto il processo, passo dopo passo;

    Inoltre, puoi anche prenotare i controlli qualità, i test di laboratorio, e le spedizioni, tutto dalla nostra piattaforma.

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    • 2 Responses to “Importare accessori iPhone dalla Cina (Caso di Studi)

      1. Davide at 14:47

        Salve
        ho letto con attenzione questo caso perchè,avendo una attività online simile,vorrei anche io provare a realizzare una mia linea prodotto rivolgendomi a voi come ”controllori” nel processo di acquisto.
        Ho alcuni dubbi in merito:

        I prodotti per essere commercializzati devo rispondere alla normativa 2001/95/CE sulla sicurezza generale dei prodotti.
        Chi certifica che importando si rispetti tale normativa?
        Potrebbero esserci problemi in dogana?
        Sono tenuto io a certificare in Italia i prodotti ?
        Scusate le domande,ma non essendo ferrato in materia,queste domande mi girano in testa quotidianamente.
        Grazie

        1. Ivan Malloci at 14:39

          Ciao, vi sono laboratori indipendenti che si occupano dei test. Se hai bisogno di info più specifiche puoi scriverci su https://cinaimportazioni.it/contact-us/

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