Proprietà Intellettuale quando si importa dalla Cina

Proprietà Intellettuale

Il furto della proprietà intellettuale (IP) è uno dei pensieri principali delle start-up e delle piccole imprese che importano dalla Cina e dagli altri Paesi asiatici.

Tutti sappiamo che i produttori cinesi hanno una certa reputazione. Nonostante ciò, quanto può essere verosimile il fatto che un tuo fornitore invada il tuo mercato e guadagni un bel po’, sfruttando la tua proprietà intellettuale?

In questo articolo ti spieghiamo quello che tutte le start-up e le piccole imprese devono sapere sulla gestione dei rischi legati alla proprietà intellettuale quando importano dall’Asia.

Continua a leggere e scopri come sia possibile proteggere la tua proprietà intellettuale ed il motivo per cui la maggior parte degli importatori sopravvaluti il rischio del furto della proprietà intellettuale. Puoi anche scoprire il motivo per cui il rischio reale potrebbe non essere rappresentato da un fornitore che ruba la tua proprietà intellettuale, bensì da te che (inconsapevolmente) violi la proprietà intellettuale di un’altra azienda.

Cos’è la proprietà intellettuale?

La proprietà intellettuale garantisce protezione alle creazioni intangibili di una persona o di un’azienda e può, ad esempio, comprendere i brevetti, i marchi di fabbrica, oppure i segreti commerciali.

La proprietà intellettuale comprende anche l’articolo che stai leggendo. L’ho scritto io, pertanto ne detengo i diritti d’autore.

Allora, a cosa ci riferiamo nel contesto dell’ “importazione dei prodotti provenienti dall’Asia”?

Sostanzialmente, tutto ciò che è incluso nelle tue specifiche di prodotto:

  • Disegni di progettazione del prodotto
  • Logo e marchi
  • Descrizione del funzionamento
  • Disegni dei circuiti
  • Design del confezionamento

Condivisione e protezione della tua proprietà intellettuale con i fornitori cinesi

Condividere le specifiche di prodotto con tuoi fornitori non è una questione di scelta. Per ovvie ragioni, un fornitore non può calcolare un prezzo – tanto meno realizzare un prodotto campione – se sprovvisto delle informazioni che devi dargli sul prodotto.

Segue un’introduzione dei tre metodi più comuni con cui proteggere la proprietà intellettuale:

1. Firma assieme ai tuoi fornitori un Accordo di non Divulgazione (NDA), prima di condividere con loro la tua proprietà intellettuale

L’Accordo di non Divulgazione (NDA) è un accordo confidenziale che (a seconda di come viene delineato) “vieta” al fornitore di realizzare repliche del tuo prodotto, utilizzando il tuo marchio di fabbrica e/o condividendo le tue informazioni sul prodotto con altri acquirenti.

Un fornitore non può fare un preventivo e, tanto meno, realizzare un prototipo prima che abbia accesso alle tue specifiche del prodotto.

Pertanto, l’Accordo di non Divulgazione deve essere firmato dal fornitore prima che tu possa condividere con lui le informazioni sul prodotto.

Supponiamo che tu stia reclutando dei produttori per un determinato articolo e stia ancora nella fase di ricerca delle tariffe migliori: ciò significa che devi farti firmare un gran numero di Accordi di non Divulgazione, addirittura prima di ricevere un preventivo.

Se sei una start-up o una piccola impresa, ti potrebbe risultare difficile convincere il tuo fornitore a firmare un Accordo di non Divulgazione, solo per avere la possibilità di presentarti un preventivo.

In poche parole, obbligare tutti i fornitori a firmare Accordo di non Divulgazione (NDA) può rallentare notevolmente il processo e fa sì che alcuni di loro rinuncino.

La medesima situazione non rappresenta un problema se sei un’azienda tecnologica finanziata – ma questo articolo è stato scritto per il promettente venditore di Amazon – non per Tim Cook.

E questo non è l’unico problema che dovrai affrontare.

Nella migliore delle ipotesi, un Accordo di non Divulgazione farà sì che il fornitore ci pensi due volte prima di utilizzare i tuoi progetti o i tuoi marchi. Eppure, se un fornitore vuole replicare davvero il tuo prodotto e/o il tuo marchio, può farlo.

Innanzitutto perché sa che non disponi di un certo potere finanziario e di tempo sufficiente per perseguirlo in tribunale.

Inoltre, il fornitore può aggirare l’Accordo di non Divulgazione facendosi realizzare i tuoi prodotti da un’altra azienda non compresa nell’Accordo firmato.

Perciò, devi innanzitutto dimostrare che il tuo fornitore abbia fatto trapelare le notizie relative alla tua proprietà intellettuale … e, per di più, lo ha fatto dietro pagamento.

Ancora una volta … questo articolo non è stato scritto per le multinazionali che dispongono di un esercito di avvocati..

Alla luce di quanto detto, vale la pena firmare un Accordo di non Divulgazione?

Dipende, come sempre.

Se sei una start-up tecnologica ed hai una proprietà intellettuale particolare, allora ne vale la pena.

Se sei un nuovo marchio di orologi da polso o un marchio privato .. allora non ne vale tanto la pena. Ma, ancora una volta, l’Accordo di non Divulgazione può, effettivamente, essere d’aiuto, nel senso che fa in modo che il fornitore ci pensi due volte prima di rubare la tua proprietà intellettuale, a patto che venga specificata chiaramente una penale (un importo in dollari).

2. Brevetto del modello e registrazione del marchio

L’Accordo di non Divulgazione è interessante, dal momento che sembra essere una soluzione semplice ed economica ad un problema complesso. Eppure, come ho già spiegato, così non è.

Esistono, tuttavia, dei rimedi più efficaci. E costosi.

Proteggendo la tua proprietà intellettuale nei tuoi mercati di riferimento, ad esempio nell’Unione Europea o negli Stati Uniti, risolvi il problema principale: il rischio che un tuo fornitore utilizzi la tua proprietà intellettuale per competere con te nel tuo Paese.

La registrazione del marchio di fabbrica è la forma più semplice di protezione della proprietà intellettuale. Ciò impedisce ad altre aziende di utilizzare il nome del tuo marchio – nel mercato in cui è registrato. Per una protezione più completa, devi registrare il tuo marchio in tutti i mercati principali.

Ciò potrebbe includere pure la Cina, anche solo per il gusto di bloccare chi abusa impropriamente del tuo marchio di fabbrica.

Se il tuo prodotto ha una funzione o un design unico, potresti presentare richiesta per ricevere il brevetto del design o il brevetto funzionale. Tutto ciò, ancora una volta, deve essere attuato in tutti i mercati principali.

Tieni presente che la richiesta di un brevetto è molto più costosa ed implica più tempo, rispetto alla richiesta del marchio di fabbrica.

3. Suddividi l’assemblaggio degli articoli tra più produttori

Un secolo fa, quando gli inglesi misero a punto i primi carri armati del mondo, i lavoratori vennero ingannati, dato che fu fatto creder loro che stessero realizzando serbatoi d’acqua.

Anche se non hai bisogno dell’MI6 per proteggere la tua proprietà intellettuale, renderai comunque più difficile ai tuoi fornitori rubarla, se commissionerai la produzione dei componenti e delle unità di prodotto a diverse fabbriche.

Questi componenti potrebbero poi essere assemblati da terzi di cui sei più disposto a fidarti.

Le start-up tendono a sopravvalutare il rischio (e l’impatto negativo) del furto della proprietà intellettuale in Cina

La verità è che la maggior parte degli importatori con cui ho parlato si preoccupa del furto della proprietà intellettuale più di quanto non debba.

Sì, tutti sappiamo che i fornitori cinesi hanno una certa reputazione … ma si preoccupano del marchio della tua nuova T-shirt o di un prodotto a marchio privato molto meno di quanto tu possa pensare.

Io, addirittura, non inserirei il furto della proprietà intellettuale nella “Top 10” dei rischi che devi affrontare quando importi merce dalla Cina. Beh, almeno non per quanto riguarda i nostri lettori.

La sicurezza dei prodotti, i problemi di qualità, le frodi nei pagamenti ed i danni derivanti dal trasporto. Questo è quello che non dovrebbe farti chiudere occhio la notte.

Solo per il gusto di farlo, andiamo avanti. Che succederebbe se la replica di un tuo prodotto finisse su un mercato rionale a Shenzhen? Questa cosa avrebbe davvero un impatto negativo sui tuoi profitti?

Il tuo prodotto a marchio privato potrebbe violare la proprietà intellettuale di un’altra azienda

Questa è una cosa di cui ti potresti preoccupare.

Cosa accadrebbe se il prodotto che stai importando fosse proprietà intellettuale (in toto, o in parte) di un’altra azienda? Diciamo di un’altra impresa europea o statunitense.

L’importatore è legalmente responsabile dei prodotti importati. Potresti, pertanto, essere citato in giudizio per violazione della proprietà intellettuale – anche se non lo hai mai fatto consapevolmente.

Spesso ci viene chiesto se esista un metodo semplice per stabilire se un prodotto a marchio privato, o una determinata tecnologia, appartengano alla proprietà intellettuale di un’altra azienda.

Purtroppo, non esiste alcuna soluzione rapida a questo problema. Qualche tempo fa, abbiamo girato la domanda a Rachel Greer di Cascadia Solutions. Questo è quello che ha dichiarato a proposito di questo problema:

La proprietà intellettuale è un altro problema che, soprattutto chi vende prodotti a marchio privato, deve affrontare. Come pensi che si possa evitare la vendita su Amazon di un prodotto brevettato??

In genere, consigliamo di controllare se il prodotto che stai cercando di vendere sia l’unica versione di tale articolo presente sul sito web e, se così fosse, probabilmente è brevettato.

Ad esempio, c’è un seggiolino per auto che utilizza delle potenti ventose da agganciare al finestrino. Le ventose sono brevettate, pertanto nessun altro può copiare quello stesso progetto: solo Amazon ed il venditore originario possono mettere in vendita quel prodotto.

A volte puoi anche vedere quando qualcosa è dannero innovativa, tant’è che, probabilmente, è brevettata. Esistono molti prodotti di uso tradizionale, o variazioni sul tema, che i nuovi venditori di Amazon possono utilizzare per creare i propri marchi, senza necessariamente copiare il marchio o il progetto di qualcun altro.

Detto questo, la violazione di un brevetto è abbastanza difficile da dimostrare su Amazon e, in genere, Amazon richiederà una sorta di prova dell’esito positivo del procedimento legale. Dove vediamo molto più spesso venditori nei guai, è la violazione di un marchio registrato o del diritto d’autore.

A volte utilizzano il nome del marchio di qualcun altro nella descrizione del loro prodotto (non usare mai il nome Dott. Oz per promuovere i tuoi integratori!), oppure utilizzano le foto di qualcun altro. Cerca sempre di usare offerte e foto inimitabili.

Vediamo anche un sacco di nostri venditori tenuti sotto controllo dai perfidi venditori che cercano di sottrarre la loro quota di mercato, copiando o dirottando le loro liste. Offriamo supporto ai nostri clienti facendo acquisti di prova, stilando delle relazioni destinate ad Amazon e presentando dei reclami ben precisi su comportamenti sleali quali, ad esempio, le recensioni false.

Clicca qui per leggere l’intervista completa a Rachel Greer

Conclusione

La proprietà intellettuale è uno dei pensieri principali delle aziende che importano dalla Cina e dagli altri Paesi asiatici.

Ciononostante, la maggior parte delle aziende deve affrontare rischi ben più gravi.

Detto questo, capisco da dove arriva questa preoccupazione e, per lo meno, tutti gli imprenditori seri dovrebbero iniziare presentando la richiesta per ottenere il marchio di fabbrica.

Non farti comunque frenare dalle tue preoccupazioni. E’ assai probabile che ti preoccuperai del tuo marchio molto più di quanto non faranno mai i tuoi fornitori asiatici.

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