Stampaggio ad iniezione e produzione in Cina

stampaggio ad iniezione

Cos’hanno in comune una bottiglia di whisky, una pedana di plastica e una cassa di orologio in acciaio inossidabile? Nessuno dei tre oggetti esisterebbe senza l’ausilio di un macchinario di stampaggio ad iniezione, non in scala industriale almeno!

I macchinari di stampaggio ad iniezione non sono rilevanti per ogni importatore, ma se stai pensando di importare un prodotto personalizzato probabilmente ne avrai bisogno, o per lo meno ne avrà bisogno il fornitore che andrà a realizzare le tue merci. Quest’articolo ti spiega come scegliere un fornitore cinese in funzione dei macchinari che possiede, come acquistare un macchinario di stampaggio e come limitare i rischi connessi ad un’operazione di questo genere.

Cos’è un macchinario di stampaggio ad iniezione e a cosa mi serve?

Per dirla nel modo più semplice possibile, si tratta di uno stampo metallico con una cavità dove è possibile iniettare plastica, vetro o metallo liquido in modo da ottenere il prodotto che si vole importare, ad esempio una custodia protettiva per iPhone o un componente che andrà a formare un prodotto più complesso.

Nel caso il fornitore che hai scelto non possieda il macchinario adatto a realizzare il tuo prodotto sarai tu a doverlo acquistare. Importare dalla Cina assomiglia molto a volare con Ryanair: i prezzi sono ottimi ma ottieni solo quello che hai richiesto in modo specifico, senza nessun lusso o extra.

Tieni inoltre presente che le cose possono andare male. Per quanto riguarda l’acquisto di un macchinario, io raccomando di pagare solo un anticipo (diciamo il 30%) prima di farti spedire un campione del prodotto e verificarne specifiche, funzionamento e qualità.

Molti importatori commettono l’errore di inviare un primo versamento che copre il costo totale del macchinario e il 30% del costo di produzione della merce. In questo caso, se le cose vanno male (ad esempio se il macchinario non funziona come dovrebbe) si rischia di perdere un bel po’ di soldi.

Ecco il mio suggerimento su come organizzare i pagamenti:

      1. Versamento del deposito (30%) sul costo del macchinario di stampaggio.
      2. Versamento del saldo (70%) sul costo del macchinario (da effettuare solo dopo aver ricevuto campioni soddisfacenti).
      3. Versamento del deposito (30%) sul costo della merce che hai ordinato.
      4. Versamento del saldo (70%) sul costo della merce che hai ordinato.

Spesso inoltre tali macchinari richiedono delle modifiche prima di funzionare in maniera adeguata e poter essere quindi utilizzati per la produzione di massa. Costringere il fornitore ad anticipare il 70% del costo del macchinario servirà quindi da incentivo, lo costringerà cioè ad impegnarsi per far funzionare il macchinario in maniera corretta.

Chi è il padrone del macchinario?

Si tratta di un problema complesso perché, anche se tecnicamente sei tu che stai acquistando il macchinario, quest’ultimo si troverà – in molti casi – all’interno della linea di produzione del fornitore (in Cina). Ho assistito a diverse situazioni in cui il fornitore non si è neanche preoccupato di nascondere il fatto che stesse esportando in proprio gli oggetti prodotti utilizzando il design e il macchinario acquistato dall’importatore. Tutto questo senza pagare senza pagare alcun tipo di licenza o royalty.

Il modo più semplice per evitare questo problema è quello di custodire il macchinario di stampaggio – sì, quello per cui hai pagato 30,000 Euro – in un magazzino controllato da te (o da una persona di cui ti fidi) e non dal fornitore. In ogni caso la proprietà del macchinario dovrà essere chiaramente specificata nell’accordo di vendita che dovrai preparare e far firmare al fornitore prima di inviare qualsiasi sorta di pagamento (esclusi eventuali campioni preliminari).

Ti suggerisco di inserire le clausole seguenti nell’accordo:

      1. Proprietario del macchinario di stampaggio a iniezione.
      2. Responsabilità dei costi di manutenzione.
      3. Numero minimo di unità che il macchinario dovrà produrre.
      4. Termini di compensazione (nel caso il macchinario smetta di funzionare prima di aver prodotto il numero minimo di unità).

Tolleranze del macchinario

Circa un anno fa mi ha chiamato un nuovo cliente, un produttore di vodka polacco. L’idea era quella di trovare un fornitore che potesse acquistare un macchinario di stampaggio per conto del mio cliente e produrre 80,000 bottiglie per la vodka. All’apparenza un piano abbastanza semplice.

Il problema è che, dopo aver contattato senza successo più di trenta fornitori nei dintorni di Shanghai, abbiamo capito che nessun fornitore cinese era in grado di rispettare le tolleranze richieste dal cliente.

Ho quindi deciso di prendere un treno sino a Xuzhou, la sede di diversi fornitori di bottiglie, e verificare il problema in prima persona. Ho passato tre giorni a visitare linee di produzioni prima di constatare che, effettivamente, le tolleranze richieste dal mio cliente erano troppo precise per un macchinario di stampaggio a iniezione Made in China. L’importatore polacco ha quindi deciso di affidarsi ad un fornitore francese, più caro ma anche più preciso.

La morale della storia è che non tutti i fornitori potranno rispettare le specifiche da te richieste (in questo caso la precisione del macchinario di stampaggio). Quindi, per evitare investimenti disastrosi, bisogna sempre fare il possibile per verificare la capacità di produzione di un dato fornitore prima di firmare un contratto o, peggio, dare il via alla produzione. Il caso in questione era abbastanza estremo visto che non siamo riusciti a trovare nessun fornitore cinese in grado di soddisfare il cliente.

Tornando al problema della tolleranza, un errore commesso spesso dagli importatori è quello di “negoziare una tolleranza migliore.” Non solo si tratta di una perdita di tempo, ma anche di un’operazione piuttosto rischiosa. Se va bene, infatti, il fornitore ti risponderà che semplicemente non è possibile. Se invece va male ti dirà “ok, possiamo farlo” e poi darà il via alla produzione ben sapendo di non poter rispettare le tolleranze in quanto si tratta di un limite fisico del macchinario.

Tieni presente che per un cinese “” spesso significa “ehmmm forse… in realtà non ne abbiamo la più pallida idea.”

Sei sicuro di aver bisogno di un prodotto personalizzato?

Ciascun componente personalizzato richiede un macchinario di stampaggio a iniezione che può venire a costarti da qualche centinaio a qualche decina di migliaia di Euro. Per i piccoli importatori è quindi meglio limitare il numero di componenti personalizzati al minimo possibile e tentare sempre di utilizzare componenti per i quali il produttore possieda già il macchinario adatto.

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    1. Come importare gioielleria dalla Cina in cinque passi - 08/01/2014

      […] e altri tipi di componenti personalizzati, ogni componente personalizzato richiede un nuovo macchinario di stampaggio ad iniezione. Questo significa che una collana composta da quindici pezzi personalizzati richiederà quindici […]

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